Mimmo Scilipoti presenta il suo Movimento, smacco agli ultranazionalisti in divisa

Domenico Scilipoti – Mimmo, come lo chiama Berlusconi – ha finalmente fatto il suo congresso. E già questa è una notizia. Già, perché fino a qualche mese fa (diciamo novembre 2010), Scilipoti era poco più che un parlamentare. All’improvviso è diventato indispensabile. Anzi. Responsabile.

Ne ha fatta di strada Mimmo Scilipoti. E oggi ha presentato il suo caleidoscopico movimento presso l’auditorium “Massimo” di Roma, all’Eur. Tra i presenti, anche gli uomini del “Capitano degli ultranazionalisti italiani” – come si fa chiamare sul suo sito –  Gaetano Saya, chiacchierato personaggio che ha promosso una milizia, la “Guardia Nazionale Italiana” (nella foto) che tanto ha fatto dicutere nei mesi scorsi.

Proprio a Saya, infatti, Scilipoti aveva inviato questo invito (pubblicato sul sito del “Capitano”):

L’On. Dott. Domenico Scilipoti (MRN) è lieto di invitare la S.V. al 1° Congresso Nazionale del MRN che si terrà il 21 ottobre 2011 presso l’Auditorium del Massimo in via Massimiliano Massimo, 1 – Zona Eur Roma.

In quella congrega di umanità varia che oggi si è ritrovata a festeggiare il neonatomovimento di “Scili”, un drappello di ultranazionalisti non ha mancato di farsi notare: camicia cachi, fascia con il simbolo dell’MSI al braccio, i commilitoni s’aggiravano indisturbati tra la gente, tra i sorrisi divertiti di alcuni e le strette di mano di altri.

In conferenza stampa, però, Scili ha chiarito di non aver stretto alcuna alleanza con Saya e che di eventuali accordi elettorali con l’MSI è ancora prematuro parlare (sebbene non smentisca l’eventualità), anche perché – secondo il re dei Peones – questo governo non andrà alle urne tanto presto. E il suo Movimento – ammette – come è nato potrebbe finire: poche idee ma confuse.

Per conto loro, Saya e consorte non devono aver preso bene questo allontanamento, evidente sin dal loro arrivo al congresso: non gl’hanno dato la prima fila né gli è stato concesso di salutare Silvio Berlusconi, come avrebbero desiderato. “Non siamo venuti qui a fare da tappezzeria”, bofonchiava il drappello ultranazionalista. E l’impressione è che l’ordine di prendere le distanze dagli uomini del rifondato Msi, sia venuto dall’alto. Molto in alto. Questione di presentabilità del Movimento e – perché no – di responsabilità.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress