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Diritto di critica | June 19, 2021

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Carri armati siriani sconfinano in Israele. E nel caos proseguono le torture - Diritto di critica

L’esercito siriano viola gli accordi internazionali ed entra con tre carri armati nella zona smilitarizzata a ridosso delle postazioni israeliane.
Secondo fonti israeliane i tre veicoli si sarebbero spinti oltre i confini stabiliti dagli accordi del 1974 mentre inseguivano un gruppo di ribelli in fuga; non si tratterebbe dunque di un tentativo di violare il territorio israeliano quanto piuttosto un fatto legato a questioni interne.
L’esercito di israeliano ha però messo in stato di allerta le truppe presenti sulle alture del Golan in quanto in più occasioni la guerra civile siriana ha sconfinato causando problemi a paesi come Turchia e Libano.

Nel frattempo dalla Siria continuano ad arrivare notizie preoccupanti: secondo fonti di Al Jazeera nella sola giornata di domenica vi sarebbero stati 203 morti di cui 112 civili. Scontri violentissimi si sono registrati nelle zone di Aleppo e Damasco dove l’aviazione di Assad ha colpito alcune abitazioni di civili e decine di persone sono rimaste sotto le macerie, come denunciato dai comitati Maarat Misrin.
Nei pressi del campo profughi palestinese di Yarmouk, alla periferia di Damasco, sono invece scoppiati scontri tra ribelli e truppe filo-governative, numerosi guerriglieri palestinesi hanno preso le armi per combattere, alcuni con i fedelissimi di Assad mentre altri con i ribelli; ribelli che hanno lanciato una pesante offensiva contro la base aerea di Taftanaz.

La notizia più agghiacciante arriva però dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, che è entrato in possesso di filmati amatoriali che documentano atrocità commesse dalle truppe governative, pestaggi, esecuzioni sommarie e mutilazioni, tra cui il taglio di orecchie ai cadaveri dei ribelli. In un video si vede un militare del regime che tiene un orecchio in una mano e un coltello nell’altra ed esclama “Ecco l’orecchio di un cane, daremo loro una lezione”. In sottofondo altri che gridano “Dio è grande” e “Daremo loro ai cani”. Questi filmati sarebbero stati forniti all’organizzazione per i diritti umani da militanti anti-regime come risposta a un video precedentemente apparso in rete che documentava l’esecuzione di una decina di militari di Assad da parte dei ribelli.

Violazioni dei diritti umani e crimini di guerra sono ormai all’ordine del giorno in Siria; lo scorso luglioHuman Rights Watch denunciò la presenza di centri di detenzione governativi dove migliaia di uomini e donne, bambini ed anziani venivano sistematicamente torturati e trucidati; unghie strappate, scariche elettriche, acido sul viso e sui genitali, stupri e violenze di ogni tipo.
Nel frattempo subentra un altro elemento che preoccupa notevolmente sia la popolazione siriana che i paesi confinanti, ovvero la presenza di cellule di estremisti islamici vicini ad al-Qaeda, in gran parte composte da “stranieri”, che si sono infiltrati nel paese per strumentalizzare la rivolta del popolo siriano ed imporre la loro visione fanatica della religione. Un vero inferno a cielo aperto che ha messo in ginocchio un interno paese e che rischia di portare a delle spirali di violenza anche nei paesi confinanti, come già avvenuto in Libano, con conseguenze drammatiche per i delicati equilibri mediorientali.

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