IL RETROSCENA – Trapelano le prime voci dalla riunione del MoVimento 5 Stelle, rigorosamente a telecamere spente, sul possibile nome da votare domani. Secondo alcuni deputati che non vogliono comparire, se si dovesse votare il nome di Prodi, “si troverebbero i 20 voti necessari” perché – spiegano – “meglio il Professore che non D’Alema o Marini. D’altronde il voto – ricordano – è segreto”.
E se il Pd proprio non volesse votare Rodotà, il candidato meno sgradito ai grillini sarebbe proprio Romano Prodi, unica figura capace di ricompattare anche un Partito democratico in crisi di identità. E proprio un parlamentare a 5 Stelle avrebbe confessato che durante l’incontro segreto di Grillo con i suoi, il comico genovese avrebbe detto “Prodi non ci fa schifo”.
A livello ufficiale, però, è un coro di smentite. Crimi spiega di non aver ricevuto alcuna indicazione da Beppe Grillo: il candidato resta Rodotà, almeno fino alla quarta votazione. E dopo? “Non abbiamo nessuna indicazione di Grillo in tal senso. Per ora non ci sono novità rispetto a Rodotà. Prodi non è il nostro candidato. E’ entrato nella rosa dei dieci nomi scelti con le Quirinarie. Se Rodotà rinuncia, voteremmo il quarto classificato, cioe’ Zagrebelsky”. Una conferma che sarebbe solo questione di tempo, se dovesse servire, alla fine voteranno proprio Romano Prodi, tra i preferiti “a 5 Stelle”.
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