Ma Berlusconi continuerà a governare, per interposta persona

MILLS: DEFINITIVA SENTENZA PRESCRIZIONE PER BERLUSCONI / SPECIALEDa ieri Forza Italia è all’opposizione. Ma al di là di qualche finto mal di pancia, l’annuncio non ha scosso più di tanto l’esecutivo Letta, che adesso può viaggiare su mari ben più tranquilli, sicuro del sostegno di Angelino Alfano e dei suoi. Questo almeno lo scenario di facciata. La realtà è che – data per buona la pantomima tra responsabili fedeli all’esecutivo e populisti all’opposizione – Silvio Berlusconi resterà saldamente all’interno della scena politica italiana e il suo centrodestra – che ha ormai diversificato quanto più possibile l’offerta in chiave elettorale grazie ai moderati Alfano – conterà come mai prima.

Già perché, al di là delle teatrate, non bisogna dimenticare che Alfano resta una creatura giunta alla ribalta grazie a Silvio Berlusconi al quale deve tutto. Ed è stato proprio il Cavaliere a sottolineare come Il Nuovo Centrodestra non sia un nemico ma, anzi, un “cugino” e un alleato. Una notazione che cozza con la facciata bellicosa e gli strali incrociati dei rispettivi alfieri televisivi cui abbiamo assistito in questi giorni. Da qui a influenzare la politica per interposta persona, dunque, il passo è breve.

Al netto delle apparenze, dunque, giova ripercorrere le “divisioni” del centrodestra che in primis ha perso La Russa e Meloni: i Fratelli d’Italia – altri cugini – si sono staccati da Berlusconi senza però opporsi in maniera netta e definitiva ma andando a intercettare tutti quegli elettori delusi proprio dalle dissennatezze del Cavaliere che avrebbero potuto cambiare partito. Il volto onesto e pulito di Giorgia Meloni, indubbiamente una delle migliori personalità che abbia avuto il centrodestra in questi anni, ha tentato di far dimenticare le nefandezze e gli scandali che il simbolo del Pdl inevitabilmente portava con sé, per arginare l’emorragia di consensi. E i risultati avuti nelle amministrative capitoline confermano che si è trattato di una manovra andata a segno.

E mentre il percorso giudiziario proseguiva e la figura di Berlusconi faceva perdere sempre più consensi, riducendo di molto il valore elettorale della sua persona, nel centrodestra ci si rendeva conto che – arginata l’emorragia dell’ala più radicale del Pdl – adesso si doveva pensare ai moderati. Come? Con una rottura che sembrasse tanto plausibile quanto opinabile: il delfino che rinnega suo padre, Alfano che tradisce Berlusconi. Il tutto per convincere i moderati che davvero la nuova creatura non c’entra ormai più niente con il vecchio padre, il Cavaliere è acqua passata. E allora gli strali, gli insulti, le accuse incrociate, i malori di Berlusconi sul palco della rinata Forza Italia.

Per capire che si tratta solo di una pantomima ben orechestrata e funzionale a massimizzare i profitti in un momento di crisi, tra condanne e scandali, basta ripercorrere gli ultimi due anni di vita del nostro centrodestra. Lo spettacolo deve ancora cominciare.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress