Se Berlusconi crolla, Grillo farà manbassa di voti

Il Movimento 5 Stelle è la seconda scelta per molti elettori. A svelarlo ieri il sondaggista Fabrizio Masia che, durante il telegiornale di Enrico Mentana ha spiegato come alla domanda se cambiasse partito chi voterebbe? “Il 29% degli intervistati sceglierebbe il M5S”. A questo si aggiunga una buona percentuale – attorno al 18% – di idecisi e quanti non votano (un “partito” di poco più pesante dello stesso Pd) ma che potrebbero andare alle urne se ben sollecitati.

A far paura ai leader dei diversi partiti, gli indecisi. Sono molti sia nel Pd (che secondo il sondaggio di ieri per il Tg La7 ha perso quasi l’1% mentre la fiducia in Matteo Renzi è scesa di ben 3 punti in una sola settimana) che in Forza Italia (al 19,6% nonostante gli sforzi dell’ex premier che sembra ormai non agganciare più i voti come un tempo). In questo contesto, invece, in una sola settimana il partito di Grillo è cresciuto dell’1%, evidenziando come la retorica pentastellata capace di parlare alla pancia degli italiani sia quantomai efficace: il comico sa bene quali corde toccare.

Lo scenario, in effetti, è favorevole al comico, capo politico del MoVimento 5 Stelle. Con Forza Italia in crisi – Berlusconi, ormai “decaduto”, sembra sempre più in affanno tanto che nelle televisioni non si registra ormai da molto il cosiddetto “effetto Berlusconi” in occasione di interviste e comparsate dell’ex Cavaliere – e Renzi che dà l’impressione di voler “reggere” almeno fino alle Europee, la sterile opposizione dei pentastellati – sebbene urlata e priva di qualsiasi concretezza sostanziale in termini di programmi (sette punti non sono un programma) – sta facendo crescere sempre più consensi.

E con un’astensione storica e granitica superiore al 30%, tutto si gioca sul terreno dei cosiddetti “scontenti”: cittadini che vanno a votare ma non sono votati ad un unico partito. E mentre Grillo prende di mira per lo più Matteo Renzi, al comico potrebbero arrivare proprio i voti degli scontenti di Forza Italia, ex Pdl. L’antieuropeismo del comico potrebbe richiamare senza troppe difficoltà chi fino ad oggi ha votato Silvio Berlusconi, così come simili sono i discorsi dei Cinque stelle sulle tasse, sull’immigrazione e su certa magistratura. Come sempre, sotto elezioni i confini non sono netti, ognuno cerca di pescare dal bacìno elettorale del vicino: Grillo certo non si rivolge agli elettori del Pd che – se delusi da Renzi – potrebbero però guardare proprio al comico genovese.

 

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress