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Diritto di critica | January 25, 2021

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La ‘cricca’ delle piscine: il 5 aprile Balducci e Malagò a processo - Diritto di critica

La ‘cricca’ delle piscine: il 5 aprile Balducci e Malagò a processo

Meno di due mesi al processo che vedrà imputati il prossimo 5 aprile l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, l’imprenditore Giovanni Malagò e altre 31 persone. L’accusa è di abuso edilizio, per la costruzione e l’ampliamento di alcuni impianti sportivi nella Capitale, compresi il ‘Salaria Sport Village’ e l’ ‘Aquaniene’. Una delle inchieste sugli appalti per il G8 e gli altri lavori affidati alla Protezione Civile. Le autorizzazioni ai lavori furono fornite dall’ex commissario straordinario Claudio Rinaldi, in occasione dei Mondiali di Nuoto che si svolsero a Roma nell’estate del 2009.

Secondo il Tar del Lazio, che ha emesso una sentenza il 3 febbraio scorso, le autorizzazioni dell’ex commissario straordinario sono da ritenersi nulle, perché concesse “in luogo della competente Amministrazione comunale”. Il provvedimento vale per il Salaria Sport Village, di proprietà di Diego Anemone (dove si recava anche l’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso), ma lo stesso non si può dire per l’impianto natatorio dell’Aquaniene. Lo scorso anno, infatti, gli impianti di via della Moschea sono stati dichiarati “pubblici” (in quanto ricavati su un terreno demaniale in concessione) da una delibera del Campidoglio scritta dall’assessore all’Urbanistica Marco Corsini: natura successivamente confermata da una sentenza della Corte di Cassazione.

A Rinaldi, come si evince dalla sentenza della Prima sezione del Tar “non è stato attribuito alcun poter di rilasciare il permesso di costruire per la realizzazione dei singoli interventi edilizi in luogo della competente amministrazione comunale”. Il commissario ha, dunque, esorbitato dalle sue funzioni. I provvedimenti rilasciati da Rinaldi sono “viziati da difetto assoluto di attribuzione”, interpretazione che non rende solo gli atti annullabili, ma addirittura ‘nulli’ fin dall’inizio. Quest’ultimo punto della sentenza potrebbe essere decisivo anche ai fini del processo penale.

I due circoli sportivi, Salaria Sport Village e Aquaniene (costato in tutto, secondo Malagò, 21 milioni di euro pagabili dal circolo Canottieri Aniene tramite due mutui in 25 anni), avevano impugnato un provvedimento del Comune di Roma dell’11 gennaio 2010 che aveva rivendicato la competenza a rilasciare le autorizzazioni in questione. La nullità delle autorizzazioni era stata sostenuta dai pm titolari dell’inchiesta sin al maggio del 2009, quando furono apposti i sigilli al Salaria Sport Village e ad altri sei circoli. Lo scorso 18 gennaio un’ordinanza del Tribunale di Roma ha confermato il provvedimento di sequestro del gip.

Una sentenza nel merito quella del Tar, ma che nella pratica non cambia nulla, almeno per il sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Il Tribunale ha annullato alcuni atti compiuti dal commissario, ma questo non modifica la situazione delle piscine, che rimangono a disposizione dei cittadini a prezzi convenzionati. Non c’è nessun rischio di chiusura degli impianti”.

Di tutt’altro avviso l’opposizione, che con il capogruppo Pd Marroni parla di “ennesima pagina nera della giunta Alemanno”. Dopo la delibera del Campidoglio a favore dell’Aquaniene (nei mesi scorsi l’impianto era stato sequestrato suscitando le proteste degli atleti e dei genitori dei ragazzi iscritti ai corsi di nuoto), i problemi ora sono per i circoli privati, che per mettersi in regola con il permesso a costruire (divenuto nullo con la sentenza del Tar) dovranno pagare una sanzione uguale al valore degli impianti realizzati. Dai 2 ai 6 milioni di euro.

A finire nel mirino della procura erano stati lo scorso anno 17 circoli sportivi. Quattro (Salaria Sport Village, Tevere Remo, Gav New City e Flaminio Sporting Club) furono accusati di aver violato i vincoli idrogeologici e paesaggistici della Regione. Gli altri furono quelli ritenuti pubblici dal Comune di Roma (Aquaniene appunto), Roma Team Sport, Roma 70 e Città Futura. Solo sul circolo Sport 2000 non furono apposti i sigilli.

Comments

  1. Morando

    Cricca di acque clorate..chissà se anche su al nord..
    Un compoltto di loggia..chissà tanto ritornata in gran voga con la nuova P4 non sottavalutando la propaganda due (vecchia p2) poco si sa della p3 tutti illuminati massoni in più parti..si spostano cambiano di professione vanno in altro..NWO certi nomi saranno pure omonimi..ma meglio leggersi la lista massoni vi sono nomi cognomi città e professioni dal nord al sud Italia non è tanto vecchia ..ed ancora operante..sonom i “fratelli” poche le sorelle..questa lista massoni si trova cliccando: http://www.uominiliberi.eu