“Comunisti di merda! Ti uccido!”. E’ tornato il Partito dell’Amore

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IL GRAFFIO – “Ladro! Montepaschi! Delinquente! Stronzi! Hai rubato! Ladro schifoso! Vergognatevi! Comunisti di merda! Monti di merda! Bersani fai schifo!”. E non smette ma rincara la dose: “Ti uccido!”, poi tenta di aprire la porta in cui hanno fatto rifugiare il malcapitato urlando con voce roca: “Fammelo uccidere quello lì! Fammelo uccidere! Sempre con Berlusconi… per una scopata di merda! Per una scopata che s’è fatto l’hanno giudicato! Noi vinciamo! Merda! Comunisti di merda!“.

Eccolo qui, il Partito dell’Amore, come lo chiamava il suo fondatore qualche tempo fa. Che insegue e minaccia di morte chi contesta, chi la pensa diversamente dalla massa, che apostrofa le voci contrarie dandogli gentilmente della “merda”, dello “stronzo”, del “ladro schifoso” o del più mite “delinquente”.

Il video con la signora infuriata– per usare un eufemismo – che insegue il contestatore e chiede urlando di lasciarglielo uccidere (salvo poi venir scambiata per una contestatrice a sua volta ed esser cacciata fuori dalla sala, Dante la chiamava la pena del contrappasso), in realtà è esemplificativo di una politica ridotta ormai alle barricate, incapace di parlare, di confrontarsi, di articolare domande e risposte sulla base di un programma. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la politica delle tifoserie, degli insulti, del “Fammelo uccidere quello lì! Fammelo uccidere!”. Che poi si rischia di essere scambiati per contestatori a propria volta ed essere cacciati. Perché il meccanismo non si ferma. Chiunque finisca nel tritacarne non ne esce più, viene risucchiato ed etichettato come oppositore ed espulso come un rifiuto. Non lo si ascolta, non lo si comprende come valore aggiunto alle dinamiche interne del partito che ormai è divenuto simile ad una locomotiva.

Ma si badi bene, questo modo di fare non è proprio solo di certa parte della base del Pdl andata in scena ieri sera – con un Maurizio Lupi allibito che scoppia a ridere per lo sgomento – la stessa identica dinamica la si vede ogni qualvolta si avanzano critiche anche ad un altro movimento che vorrebbe proporsi come innovativo: molti dei fan di Beppe Grillo. Noi giornalisti ormai lo sappiamo e ne sorridiamo (“giornalai”! “Pennivendoli!”, gli insulti più miti che cotidie riceviamo da siffatti “attivisti”) ma l’automatismo è in realtà triste e preoccupante, alimentato dagli stessi leader che infuocano le folle accusando magistrati, cronisti, oppositori. Il dualismo “o con me o con mammona” è ormai il leitmotiv della campagna elettorale. Tanto da aver accecato molti sull’inconsistenza dei programmi elettorali dei diversi partiti, di cui si parla appena: a far notizia sono le battutine, le proposte shock che non saranno mai attuate. Non i programmi. Non le riforme. Non le tematiche che davvero potrebbero interessare i cittadini e il come attuarle. Il tifo è – banalmente – da stadio. Tutto si semplifica, l’importante è giurarsi fedeli al Silvio di turno. Tanto che anche un contestatore, una singola voce fuori dal coro la si minaccia: “Fammelo uccidere quello lì! Fammelo uccidere!”. E con Favia, la Salsi, non accadde lo stesso? Non sono stati anche loro minacciati di morte? Purtroppo sì.

E non si dica che sono solo parole. E’ qualcosa di molto più pericoloso. Perché ci si illude di veder risolti i propri problemi annullando l’avversario. E se ieri alla convention Piddiellina non ci fosse stata la Digos, come sarebbe andata a finire?

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress