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Diritto di critica | July 14, 2020

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Addio sogni di gloria, la nuova Crimea russa rischia il collasso

Senza cibo e con prezzi alle stelle, in molti oggi rimpiangono di aver votato per l'annessione

Dall’illusione alla delusione. L’annessione “fast” ed indolore della Crimea alla Russia sta creando non pochi problemi alla popolazione. Prima è venuta a mancare l’elettricità. Ora inizia a scarseggiare addirittura il cibo. Così ritorna lo spettro di quei giorni della disgregazione dell’impero sovietico quando, sui banconi dei supermercati non c’era più nulla.

Mosca, che delusione. Sogni di gloria infranti, quindi. La Crimea ritornata alla madre patria sta peggio di prima. I latticini, che prima giungevano via terra dall’Ucraina sono praticamente spariti. Niente formaggi, latte e panna, mentre le verdure arrivano (a singhiozzo) via traghetto dalla Russia. È esplosa l’inflazione e le promesse di Mosca di un raddoppio degli stipendi rischiano seriamente di essere vanificate dai prezzi alle stelle. E pensare che è stato proprio il governo locale a vietare l’importazione di merci dall’Ucraina. “Siamo in Russia, qui”, dicevano. Ora questo brandello di terra sotto il controllo di Mosca deve chiedere aiuto al vecchio “padrone”, il governo di Kiev. (Leggi l’intervista al portavoce degli italiani di Crimea)

Solo cibo made in Russia. La chiusura delle frontiere ai prodotti ucraini era stata stabilita ufficialmente per motivi sanitari. Infatti, con la scusa che gli alimenti provenienti dall’Ucraina non rispettavano gli standard di qualità imposti da Mosca, il governo locale ha voluto fare una scelta nazionalistica che sta provocando conseguenze devastanti.

Senza le banche. E, come se non bastasse, scarseggia il contante. Infatti, con l’annessione, le banche ucraine hanno chiuso i battenti. Molti crimeani hanno ritirato o spostato su conti russi i propri risparmi. Al momento, però, nessuna banca russa ha ancora aperto filiali sulla penisola e le carte di credito non funzionato. Di conseguenza, con i bancomat disabilitati, i nuovi cittadini della “grande Russia” non sanno dove reperire contanti o fare acquisti.

Turismo: se i russi snobbano la Crimea. Alle porte dell’estate c’è anche un altro problema che si sta per affacciare: il turismo. La Crimea è stata – fino allo scorso anno – meta preferita da molti ucraini per trascorrere le vacanze estive. Tuttavia, quest’anno nessuno varcherà da nord la nuova frontiera. Così, il governo locale ora teme che le spiagge e soprattutto gli alberghi rimarranno deserti. Sono pochi i russi che hanno intenzione di trascorrere le proprie vacanze sulla penisola (che ha strutture turistiche risalenti ai tempi dell’Urss). Per far fronte a questo disastro annunciato, è lo stesso Cremlino a dover intervenire incentivando i propri dipendenti e quelli delle aziende pubbliche a trascorrere in Crimea le proprie vacanze. Ma in molti credono che non basterà.

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