«Non preoccuparti Khaled, abbiamo vendicato la tua morte». Khaled Said: un nome diventato un simbolo e un volto che ha ispirato quella che è stata una delle prime rivolte dell’inverno di fuoco del mondo arabo, in Egitto.
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L’Egitto in fiamme. E intanto si attende il discorso di Mubarak
Brucia l’Egitto. L’atmosfera al Cairo e nelle principali città egiziane si fa sempre più tesa di ora in ora: esplosioni in tutta la capitale e scontri che si susseguono anche dopo il coprifuoco proclamato per le 18.00 locali (17.00 in Italia) nella capitale, ad Alessandria e a Suez ed esteso poi a tutte le città egiziane.
Egitto: la rabbia dentro, aspettando il 25 gennaio
“Il 25 gennaio uscirò per ribellarmi contro la mia vita, non perché la odio ma perché molti egiziani che dovrebbero vivere come me sono invece lasciati a mangiare dai cestini dell’immondizia o a dormire in strada. […] Perché allora andare a protestare martedì prossimo? Perché martedì prossimo gli egiziani conquisteranno le strade di nuovo. Non ci saranno poliziotti, proiettili o manganelli che potranno spaventarci”.
Strage di Alessandria, un testimone racconta l’attentato e le discriminazioni contro i copti
“Una bomba è esplosa per attirare i fedeli fuori dalla chiesa e altre due hanno investito un attimo dopo quanti fuggivano”. È questo il racconto della dinamica dell’attentato che ieri, ad Alessandria d’Egitto al termine della messa di mezzanotte ha ucciso almeno 21 fedeli della chiesa cristiana copta e ferito un’ottantina di persone. Dimenticate e… Continua a leggere Strage di Alessandria, un testimone racconta l’attentato e le discriminazioni contro i copti