Miseria, ineguaglianze sociali, disoccupazione giovanile, corruzione, assenza di democrazia. Sono tutti gli ingredienti che servono per accendere la miccia della rivolta in Marocco. Tuttavia, per ora, le autorità marocchine mostrano tranquillità, sostenendo che il Paese sta già vivendo un irreversibile processo di democratizzazione e che la libertà d’espressione esiste, ma guai a toccare la monarchia, la religione e la Shari’a.