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Diritto di critica | July 14, 2020

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S'evadeva d'Ampezzo, tutte le scuse dell'evasore - Diritto di critica

S’evadeva d’Ampezzo, tutte le scuse dell’evasore

L’EDITORIALE – Al bar: “..E la manovra bla bla..e sò tutti ladri bla bla..signorì lei ha pagato, che aspetta?” “Lo scontrino”. Questo tweet cinguettato da @ubimaggio lo appuntai a penna sul taccuino prima di Natale. Mi colpì perché in 140 caratteri sintetizzava al meglio l’ipocrisia italiana nei confronti delle tasse, della legalità e più in generale del rispetto delle regole: tutti si lamentano ma poi ognuno gareggia per essere più furbo e scaltro del vicino.

Già perché pur di non pagare le tasse una scusa si trova sempre: “in politica sono tutti ladri, rubano più di noi”, “l’amministrazione pubblica è un pozzo senza fondo”, “le imposte sono troppo elevate, se pago finirò sul lastrico”. Fino alla più sincera di tutte: “tanto pagano gli altri”. Le giustificazioni appena viste – si potrebbe suggerire a Fabio Fazio di stilare un elenco di tutte le “scuse” mercanteggiate dagli italiani per non versare i tributi dovuti allo Stato – sono in parte vere ma certamente nessuna è giusta. 

E’ vero, ad esempio, che della politica hanno fatto o fanno parte “onorevoli” che proprio tali non sono, almeno agli occhi della legge. E’ vero che i soldi pubblici sono un pozzo senza fondo per partiti e cortigiani. E’ vero che l’amministrazione dello Stato ha sperperato e sperpera risorse ed è vero che molti imprenditori sembra portino avanti l’azienda per pagare le tasse (quelli che le pagano). Ma fra tutte le giustificazioni addotte dagli evasori per non versare il dovuto allo Stato, la più vera è l’ultima dell’elenco: “tanto pagano gli altri”. Nella fattispecie “gli altri” sono quasi sempre i lavoratori dipendenti che non possono fuggire la tagliola sullo stipendio e sono costretti a fare i conti con le finanze familiari alla fine del mese. Sono loro che pagano i servizi per gli evasori, che sostengono il sistema paese al posto degli evasori, che non si comprano il Suv – come gli evasori -, che pagano medici e pronto soccorso quando un evasore con l’auto di lusso ha un incidente.

E i lavoratori dipendenti – sempre per la storia dei conti da fare a fine mese – si sono ormai assuefatti alla cantilena del prezzo “più iva”. Come dire: se non si richiede la ricevuta e si pagano le tasse al posto dell’evasore, un determinato bene può costare meno. Si tratta sempre dei furbi di cui all’inizio, con il coltello dalla parte del manico: il ricatto sottile è su quanto resta in busta paga per chi invece le tasse le “subisce”. E di solito la vittima cede in pochi istanti.

Sorprende poi che una star come Beppe Grillo si rivolti contro la possibilità per il Fisco di scandagliare i conti di ciascuno e invochi la privacy, proprio come Berlusconi fece per giustificare le limitazioni alle intercettazioni: gli effetti benefici per le casse dello Stato si sono visti a Cortina. Qualcuno dovrebbe ricordarlo al comico. 

Quello che manca, dunque, è una cultura dello Stato per cui ci si renda conto che pagare le tasse è uno dei modi principali per dare linfa a un’Italia che sta ormai sull’orlo del tracollo anche e soprattutto a causa dell’evasione e delle mancate entrate nei decenni scorsi. E manca anche la consapevolezza  che “pagare tutti per pagare meno” non è uno slogan ma una prospettiva concreta, frutto di un Paese più civile.

Fino ad oggi, però, la maggior parte degli italiani ha avuto bisogno degli ispettori, dei tutor, degli autovelox e del vigile. La speranza è che – giunti davvero a raschiare il fondo del barile per trovare 10 euro nelle casse dello Stato – si faccia in concreto qualcosa per stanare i parassiti della società. E non ci si limiti a un blitz mediatico sulle nevi.

Comments

  1. ospite

    Tutto vero. Adesso però vorrei sapere in che maniera lo stato ha intenzione di spendere i soldi che recupera. Ho 28 anni, le tasse le pago, come ho pagato l’università (e l’ho pagata salata considerando i servizi offerti). E per quello che ho studiato, prima o poi dovrò pensare a investire i soldi che il mio buon nonno ha risparmiato e aprirmi una attività in proprio con partita Iva e tutto il resto. E questo mi spaventa: la pressione fiscale in Italia al momento è al 54% per gli artigiani e i liberi professionisti. Ok che ci sono i primi tre anni di agevolazioni, ma poi… Il 54% di tasse è al pari della Svezia. Solo che in Svezia gli studenti meritevoli non versano un centesimo, il dentista è gratuito e c’è perfino un servizio che ti porta il preservativo gratis a domicilio. In Italia cosa c’è?
    Io i soldi li pagherò ma mi dicano cosa faranno, oltre a pagare il debito che le generazioni prima della mia ha contratto per andare in vacanza ai tropici e a finanziare la classe politica più pagata d’Europa (e quindi, se si escludono le dittature, del mondo).

  2. Coppola Paolo

    “operazioni come quelle condotte due giorni fa a Cortina, con controlli a tappeto solo perché presumibilmente tutta la zona è in questi giorni di vacanza popolata da persone ricche, sono del tutto inaccettabili e chiaramente ispirate a una concezione ideologica del controllo fiscale”
    Se consentiamo ad un cittadino di pronunciare simili scemenze, se costui è perdipiù un parlamentare della Repubblica (Cicchitto), se nessun giornalista serio lo rimprovera dandogli del delinquente,se nessun italiano di buona volontà lo prende a calci nel culo,…
    Pagare le tasse non è solo un modo per dare linfa al ns paese, è la ragione-per dirla con Eco, per cui il ns paese non è mai diventato una Grande potenze

    Paolo Coppola  
     

    • Vale

      Per cercare le tasse evase sarebbe meglio andare anche in qualche sobborgo del sud Italia a cercare di sgominare la vera criminalità organizzata o in qualche bella spiaggia di quelle in cui l’anno scorso di sponsorizzava l’altissimo tasso di evasione, invece che andare a guardare libri contabili e fare stime e conti della serva nel classico modo dell’AE e GdF in 35 negozietti e ristoranti di un paese di montagna.
      Soprattutto non le si trova fingendo di non sapere a chi attribuire le automobili di lusso denunciate nei vari articoli e dicendo che era necessario fermarli in mezzo alla strada.

      Abbiamo ospedali con miliardi di euro ( miliardi di euro ) di debiti grazie ad appalti truccati e altri vomiti delle PA, abbiamo provincie mastodontiche con migliaia di dipendenti inutili e altri miliardi di soldi spesi in maniera delinquenziale, aziende come Alitalia/Trenitalia/soci mandate avanti per anni dalle tasse degli italiani per permettere di pagare milioni di euro di stipendio e buonuscita ai vari vergognosi amministratori e il problema è che hanno detto di aver verificato che da un giorno all’altro c’è stata un’impennata di scontrini ?
      Come se un’azienda facesse tutti i giorni la stessa cosa…questi conti tanto amati dallAgenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza non rappresentano alcuna realtà commerciale/artigianale ed è proprio per questo che li amano: gli permette di presumere in maniera totalmente fantasiosa il possibile guadagno.

      Tanto per precisare, mi sono preso fuori la “prima nota di cassa” dell’attività in cui lavoro e scopro che a fronte di acquisti di materiale e pagamento di fatture i conti sono questi:
      – 02/01/12 -> spesi euro 245 – 03/01/12 -> spesi euro 128 – 04/01/12 -> spesi euro 345,10 – 05/01/12 -> spesi euro 1137,30 Per la cronaca, il 04/01/2011 ho speso quasi 1500 euro.Continuando, il 05/01/2009 ( il 4 era domenica ) non ho speso nemmeno 1 centesimo, perché non è venuto nessuno a portarmi roba. Oh guarda un po’, dal 03/01/12 al 05/01/12 si è speso il 1000% in più.Oh guarda un po’, il rapporto della spesa fra il 04/01/2011 e il 04/01/2012 è 345 a 1500.Oh guarda un po’, il 5 gennaio 2009 sono stati spesi 0 euro e oggi ne sono usciti 1137. Nella ditta dove lavoro c’è un altissimo tasso di delinquenza, a quanto parrebbe…Dio mio, meglio se cambio lavoro e vado a lavorare in qualche bell’ufficio comunale !! Grazie per avermi aperto gli occhi !

      L’unica cosa degna di rilievo è stato il ritrovamento di merce per 1,6 milioni di euro in un magazzino senza riscontri documentali di acquisto…il resto sono contentini per il popolino che – a quanto pare – si accontenta di ben poco.

  3. Vale

    Il problema è proprio questo: PER ORA si tratta di un “blitz mediatico sulle nevi”.
    Mai visto di “blitz mediatici sulle spiagge” ma godrei nel rimanere piacevolmente stupito quest’estate, ritrovandomi davanti a servizi su “multe ai noleggiatori di ombrelloni in nero” al posto dei servizi sui “noleggiatori di ombrelloni in nero che ti spiegano che basta fatturare il 30% dell’incassato”.
    Aspetto fiducioso per poter dire: mi sono sbagliato, non è stato un blitz mediatico fatto per dare un contentino al popolino ma si è trattato dell’inizio di una seria politica di controllo fiscale da Trinkstein a Lampedusa.
    Spero.
    Dalle mie parti si dice che “chi vive sperando muore *a*ando”.
    Ma continuo a sperare.
     
    Il secondo problema, quello dell’IVA, non è un discorso di “vittima e carnefice” come lo si vuol presentare, è il discorso di due persone che preferiscono risparmiare: una nell’immediato ( non pagando l’IVA e – se ha un minimo d’intelligenza – pretendendo un ulteriore sconto a fronte del doppio guadagno del fornitore del servizio pagato in nero ) e l’altra quando dovrà fare la dichiarazione dei redditi, evitando di scrivere un guadagno percepito.
    La famosa IVA un professionista la scarica quando deve fare i conti delle fatture di acquisto e di vendita, nella ditta dove lavoro ( per la tipologia particolare di attività ) ad esempio siamo sempre a credito di IVA e mi ritrovo ogni anno a farmi rendere soldi dallo Stato che non mi permette più di utilizzare il credito in compensazione orizzontale negli altri F24.
    Ovviamente non serve precisare che si tratta di un “prestito senza interessi” dato dalle aziende allo Stato che quindi si trovano costrette a chiedere soldi alle banche ( pagando interessi che non avrebbe dovuto pagare in caso di utilizzo dei crediti IVA come succedeva fino a qualche anno fa ) in caso di ristrettezze economiche, vero ?
    In ogni caso, alla fine, l’IVA va a ricadere sulle persone “normali” nelle loro attività quotidiane per la maggiorparte…loro non compensano nulla, si trovano solo il balzello sulla testa dopo aver già regalato buona fetta della loro paga all’Italia.
    Questo è il motivo che invoglia il privato cittadino a non volerla pagare: trattasi di furto legalizzato.
    Non esistono realtà parallele in cui il crudele artigiano col martello in mano obbliga il povero privato a dargli i soldi in nero.
    Al posto dell’artigiano con la barba incolta del triste spot sui “parassiti” ci metterei ben altre persone…o perlomeno tenetelo pure l’artigiano, ma dategli della buona compagnia, quella di decine di migliaia di impiegati delle PA incapaci, inutili, strapagati: piccoli burocrati con un briciolo di potere che giocano con la loro situazione fortunata.

    Notare peraltro che il discorso “l’operaio paga i servizi dell’imprenditore” è piuttosto trito, ritrito nonché pesantemente errato, ma se mi si parla di un “evasore totale” allora sono d’accordo.
    Se invece mi si parla di un “padrone d’azienda”, con stipendio ( per il quale ovviamente paga le tasse ), che nasconde un tot di soldi al fisco, di cosa stiamo parlando ? Dove lavoro io facciamo 9000 litri di pieno alla cisterna del gasolio ogni mese, lo devo fare io il calcolo delle tasse pagate solo per quello o non serve ?
    Rubare è altra cosa.
    Rubare è donare migliaia o milioni di euro alle solite aziende in modo più o meno chiaro, rubare è utilizzare i soldi pubblici per cose private e più o meno legali, rubare è truccare le gare d’appalto, rubare è amministrare ospedali con pagamenti ritardati di 2 anni, rubare è PRENDERE UNA COSA TUA PER FARLA MIA ( motivo per cui l’evasione IVA, l’unica in cui in effetti si RUBA allo Stato, le pene sono decisamente severe ).
    Utilizziamo i termini corretti.

    La verità è che sono felice che ogni mese mi arrivi lo stipendio, nonostante tutti gli sforzi dell’Italia nell’affossare le piccole e medie imprese, che ormai fra tasse tassine e tassette non ce la fanno più.
    I creditori non pagano perché a loro volta non sono stati pagati e così via, ma le tasse un’azienda le paga sul FATTURATO e non sull’INCASSATO.
    Ma ci rendiamo conto delle mostruosità legislative a cui deve sottostare chi lavora in maniera onesta ? O ci prendiamo in giro girandoci dall’altra e continuando con la moda di dividere tutto nelle categorie “operaio = onesto” e “imprenditore = ladro”.

    Io so solo che quando mi vengono gli operai ( quelli onesti che pagano le tasse per tutti, avete presente ? Proprio quelli ) delle ditte con cui ho rapporti a portarmi dei rottami di varia natura, al momento della mia richiesta dei loro dati per fare la ricevuta di acquisto ( e giustificare quindi l’esborso di cassa ) iniziano a dire “eh no eh poi mi tocca pagare le tasse” oppure “mi ricarico la roba non ne voglio sapere” oppure “ma me lo dovevi dire prima” e cose varie.
    Ovviamente dalla mia cassa non esce 1 centesimo se non con corretta documentazione, ma questo è quello con cui ho da fare ogni giorno.
    E poi leggo che “gli operai sono tutti onesti”.
    Si, e gli asini volano.

    Coerenza, signori…

    • Matteotomasi

      Caro Vale, purtroppo le vere problematiche le capiscono in pochi, e non vengono mai chiaramente spiegate, anzi, viene privilegiato affossarle!

    • libero

      bel discorso…a quando l’aureola sulla testa?

  4. Matteotomasi

    Come da copione! La politica del criminalizzare tutti i titolari di partita iva , dai piccoli artigiani ai grandi imprenditori, tichettandoli sotto il nome di EVASORI, inizia a dare i propri frutti, almeno nelle menti povere e a chi non vede più in là di quel che viene raccontato!
    Purtroppo la realtà è ben diversa .Siamo d’accordo sull’esistenza di veri e propri parassiti che nemmeno risultano al fisco e conducono una vita da nababbi, ma non sono loro la rovina dell’Italia, come non lo sono i commercianti, gli artigiani che non emettono qualche scontrino o qualche fattura, perchè è indispensabile per poter vivere! E non si può paragonare il dipendente in busta paga con il libero proffesionista o l’artigiano, perchè questi ultimi non percepiscono la malattia se stanno a letto con la febbre, non sono pagati nei giorni di festa, non vanno in mobilità o in cassa integrazione, tanto meno in disoccupazione e per lavorare investono denaro, con mutui e finanziamenti, lavorano 12-14 ore al giorno per tirare riga a fine anno e rendersi conto che hanno dovuto vivere con 1000 € / mese o poco più!
    Ma il merito non deve essere riconosciuto!? Il rischio non si prende in considerazione?
    Vogliamo parlare di pubblica amministrazione, di riserva frazionaria, del progetto URSE( unione delle repubbliche socialiste europee), la digitalizzazione del denaro per salvare le banche che detengono il 50% del debito pubblico….questi sono i problemi dell’Italia e non solo e non il pensionato che non può percepire la sua pensione  oltre 500 euro in contanti!

    Matteo Tomasi.

    • libero

      “perchè questi ultimi non percepiscono la malattia se stanno a letto con la febbre, non sono pagati nei giorni di festa, …” ma sta’ stronzata chi te l’ha detta? informati bene prima di sentenziare e poi amico mio le confidenze dei vari “angioletti”-commercianti,anche miei amici, le ho sentite tante volte!…”cambiamo nome all’azienda…,”i beni li intestiamo a societa’ in perdita…,”l’auto? ma mi viene a costare in meno scaricando”…”sai c’è l’assicurazione, ci gioco ogni anno”…in tutti questi IMBROGLI io non ci capisco granchè,fatto sta pero’ che TUTTI i miei amici commercianti hanno il fuoristrada ed io anche quest’anno non potro’ pagare la tassa di circolazione.Ciao “amico”

      • Vale

        Probabilmente li conosci tutti tu questi.
        O hai una grande fantasia.
        Propendo per la seconda.

        Cambio nome dell’azienda ? Ho 1500 fornitori, penso che in questi anni gli unici che abbiano fatto questo gioco erano 2-3 morti di fame a cui ormai nessuno faceva più credito: si sono aperti le ditte rispettivamente a marito, moglie e nuovamente marito ma non per frodare il fisco, più semplicemente per farsi fare credito. E soldi non ne hanno, ne hanno solo mangiati fuori, perché erano degli idioti incapaci di far conti, buoni forse solo a fare i dipendenti.
        Altri cambi ? Certo: da “ditta individuale” del padre aperta negli anni 70 ho visto una “SRL” aperta a nome del figlio, intestata a lui e non a prestanome di sorta.

        I beni intestati a società in perdita presuppongono l’avere più d’una società intestata, di cui una in perdita e una in attivo: è proprio il caso “normale” sui 10 milioni di P.IVA in Italia.
        Peraltro, se viene fatto seguendo la legge che problema c’è ? Non è lecito avere più di un’azienda ? Se apro una ditta di trasporti e una di consulenza per dividere il fatturato e potermi giostrare meglio con banche e fornitori è un delitto ? Capiamoci: con la tassazione che c’è in Italia penso che il MINIMO sia quello di poter utilizzare tutti gli escamotage possibili previsti dalla legge. Oppure bisogna seguire la legge solo per quanto piace al Signor Libero ?
        Se poi uno i giri da te indicati li fa in maniera disonesta allora il discorso cambia…ma il “cambiare nome all’azienda” ( non capisco poi che problema ci sia, finché resta uguale la p.iva la ditta resta riconoscibile al 100% e soprattutto le modifiche si fanno in CCIAA, non a casa propria ) o lo “spalmare gli utili” non mi sembra problematico.

        Si scarica l’auto ? È previsto dalla legge, sinceramente non trovo ingiusto che una ditta possa scaricarsi l’utilizzo e le spese dell’auto ( nei limiti previsti dalla legge, ovviamente ).
        Trovo ingiusto che non lo possa fare un privato che fa tutti i giorni 50km per andare al lavoro, visto che ogni € di benzina ne regala 0,6 allo Stato.
        Fosse per me dovrebbero potersele scaricare tutti queste spese…ma è un altro discorso.

        La frase del “fuoristrada” peraltro fa capire benissimo il livello dell’intervento dell’esimio Libero…non mi permetto di giudicare ma non comprendo perché la gente si diverta ad inventare ridicole storielle per insultare le altre categorie.

        Dalle mie parti alcuni operai di una grossa ditta produttrice di occhiali ne rubavano un TOT ogni giorno e li rivendevano ad amici e parenti…una volta beccati e obbligati ad entrare nel posto di lavoro con un marsupio trasparente ( per poter vedere se qualcosa spariva ) si sono tutti appellati alla privacy perchè “prendono farmaci e non vogliono che i colleghi lo sappiano”.
        Storia vera e pubblicata sui giornali locali.
        Seguendo il discorso del reverendo Libero potrei dire che “tutti gli operai sono ladri”, fortunatamente sono in grado di discernere e giudicare ogni persona singolarmente, senza dover prendere in mezzo le categorie che maggiormente aiutano l’Italia a stare a galla.

        Saluti