Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | July 4, 2020

Scroll to top

Top

Il complotto antiebraico delle "seconde generazioni" - Diritto di critica

Il complotto antiebraico delle “seconde generazioni”

di Giovanni Giacalone

Il ventenne marocchino Jarmoune Muhammad, in Italia dall’età di sei e residente nel bresciano, è stato arrestato all’alba di giovedì scorso con l’accusa di terrorismo: secondo gli inquirenti stava progettando un attentato presso la sinagoga milanese di via Guastalla.

Nel suo  computer sarebbe stato trovato un documento con minuziose analisi sulle misure di sicurezza del luogo di culto ebraico, tra cui le vie di accesso, potenziali ostacoli e la tipologia di sorveglianza. I sopralluoghi sarebbero stati effettuati rigorosamente in modalità virtuale.

Muhammad, che è stato definito “un mago del computer” da un dirigente dell’antiterrorismo, avrebbe inoltre creato dei gruppi segreti su facebook dove istruiva all’uso di armi ed esplosivi; egli avrebbe inoltre messo in piedi un complicato sistema di controlli e passaggi per poter accedere alle sue pagine web.

Quasi contemporaneamente una donna quarantenne, probabilmente yemenita, è stata fermata dalla polizia inglese in un quartiere a sud di Londra in quanto, secondo alcune fonti, avrebbe tenuto contatti con il marocchino arrestato; tuttavia è ancora da chiarire se abbia avuto un ruolo nella pianificazione dell’attentato.

A Gorla Minore, in provincia di Varese, sarebbe invece finita nell’occhio degli investigatori una studentessa diciannovenne di religione islamica, in Italia da quando era bambina.

A quanto pare, mentre la sua famiglia si è integrata, lei avrebbe assunto posizioni sempre più radicali e fortemente anti-occidentali. Agli inquirenti avrebbe detto: “Mica crederete che Bin Laden c’entri con gli attentati dell’11 settembre… Quella è roba che hanno fatto gli americani….”.

Gli investigatori avrebbero sequestrato il suo computer dove sarebbero stati trovati numerosi video inneggianti all’estremismo islamico. La ragazza avrebbe inoltre caricato filmati di propaganda jihadista su diversi forum ideologicamente legati alle teorie della rivista “Inspire”, fondata dall’imam yemenita Anwar Awlaki, e considerata vicina ad Al-Qaeda.

Ancora una volta spunta dunque il nome di Awlaki: sia il nigeriano che cercò di far saltare in aria un aereo della Northwest Airlines nel 2009, sia gli attentatori di Londra del 7 luglio 2005 che l’attentatore di Fort Hood, si sarebbero ispirati alle sue teorie estremiste.

Come per alcuni degli attentatori di Londra del 2005, inoltre, anche i due indagati per il potenziale attentato alla sinagoga di via Guastalla, sono ragazzi giovani di seconda generazione, in Europa da molto tempo.

Bisognerebbe dunque chiedersi cosa spinga ragazzi apparentemente intergrati ad abbracciare una visione così radicale – che considerano religione – e che li porta ad alienarsi dalla società, cercando di giustificare tale follia con motivazioni che hanno ben poco di religioso e molto di criminale.