Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | October 25, 2021

Scroll to top

Top

Cossiga è morto ma la scorta è ancora sotto casa sua - Diritto di critica

Solo in Italia accade che i politici mantengano la scorta anche dopo la propria morte. Dopo più di venti giorni dalla scomparsa di Francesco Cossiga, il servizio di vigilanza davanti alla sua residenza romana è ancora lì. Tre turni al giorno, pattuglie che montano e smontano la guardia anche in piena notte.

Già è francamente difficile capire il motivo per il quale l’ex Presidente della Repubblica era protetto da vivo da un piccolo esercito di uomini in divisa con il mitra in mano e il giubbotto anti-proiettile. Domandarsi perché la sua abitazione sia tuttora protetta da persone che dovrebbero occuparsi della sicurezza dei cittadini è più che lecito. Così, spesso, molti abitanti del quartiere Prati a Roma, dove abitava il Picconatore, si fermano di fronte alla volante degli uomini di sicurezza e chiedono il perché della loro presenza in via Ennio Quirino Visconti. Ma non tutti si lamentano. In molti chiedono ai carabinieri di rimanere per motivi di sicurezza che vanno al di là della difesa del senatore a vita.

In Italia si spendono 100 milioni l’anno per le scorte. E spesso queste vengono impiegate anche per tutelare chi non ne ha bisogno. Mentre a Roma molti commissariati non possono continuare il loro lavoro di notte per mancanza di personale. Sono circa 2.500 gli agenti impegnati ogni giorno nei servizi di scorta e in quelli di vigilanza ai luoghi sensibili. Sono 650 le persone che ne usufruiscono, compreso il fratello del premier Paolo Berlusconi, che quando giunge nella Capitale ha diritto a due agenti.

Il Comando provinciale dei carabinieri di Roma fa sapere che la presenza dei carabinieri sotto l’abitazione di Cossiga continua poiché il termine del loro lavoro era stato fissato prima della sua morte. Tuttavia, emerge il sospetto che i turni di guardia proseguano incessantemente per presidiare i documenti e l’archivio dell’ex capo di Stato, ancora all’interno dell’abitazione. Forse non è proprio vero che abbia portato con sé nella tomba tutti quei segreti che, se rivelati, potrebbero far luce su molte vicende degli anni di Piombo.

Comments

  1. GIUSEPPE

    MI VIENE IL DUBBIO A QUESTO PUNTO CHE NONOSTANTE LA DIPARTITA ,PERCEPIRA' LA PENSIONE ANCORA PER PARECCHI ANNI…………E IO PAGOOOOOO!!!!1!!!!!!!!!!!!

    • E' un dubbio legittimo. In effetti non c'avevo pensato!