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Diritto di critica | December 4, 2021

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Milleproroghe salvabanche: l'anatocismo si prescrive prima - Diritto di critica

Milleproroghe salvabanche: l’anatocismo si prescrive prima

Non bastava avere il sistema bancario più costoso d’Europa: ora è anche intoccabile. Il decreto Milleproroghe salva le banche dalle cause legali contro l’anatocismo, accorciando i tempi di prescrizione. Ma un giudice beneventano insorge, affiancato dall’Adusbef.

Anatocismo uguale truffa. E’ un “vizio” di contabilizzazione, praticato dalle banche per decenni, che registra trimestralmente gli interessi passivi dei clienti, e annualmente quelli attivi. Il risultato è che gli interessi passivi si accumulano, e a fine anno pesano di più. I consumatori e le associazioni a loro tutela lottano da anni per recuperare il maltolto, e migliaia di cause sono attualmente in corso.

Ora il decreto Milleproroghe potrebbe render vano ogni sforzo. Il testo impone infatti un nuovo sistema di calcolo per i tempi di prescrizione: i dieci anni non vengono considerati a partire dalla chiusura del conto corrente, ma dalla singola operazione bancaria. L’effetto pratico di questa norma è che il diritto al ricorso – per il consumatore truffato – viene prescritto molto prima. Tagliando di fatto le gambe a migliaia di cause in corso, magari già passate in giudicato al primo grado e in attesa di ricorso.

E’ legale questo? No, secondo il giudice Andrea Loffredo del Tribunale Ordinario di Benevento. Il magistrato ha impugnato la norma del Milleproroghe in quanto “realizza un’eclatante violazione dei principi di tutela del risparmio delle famiglie e delle imprese, delle quali ultime intacca la libera iniziativa economica”. Violando quindi gli articoli 41 e 47 della Costituzione. “Piu’ che sostenere famiglie ed imprese”, questa norma “incide invece negativamente sulle loro legittime aspettative di ottenere in restituzione ingenti somme indebitamente contabilizzate dalla controparte durante lo svolgimento di rapporti in conto correnti”. Ora la norma dovrà essere valutata e giudicata dalla Corte costituzionale, per compatibilità con i dettami della Carta. Ma è solo l’inizio.

“E’ solo la prima ordinanza di una lunga serie di ricorsi”, sottolinea Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef e senatore dell’Italia dei Valori. Tra l’altro, secondo Lannutti, “il Milleproroghe va contro diverse sentenze sentenze univoche della Suprema Corte di Cassazione”, che assegnano al cliente truffato dalla banca la prescrizione decennale dalla data di chiusura del conto corrente. A parere del presidente dell’Adusbef, nell’introdurre la norma il governo si e’ rivelato ”servile ai desiderata dei banchieri”. Lannutti si dice comunque ”certo” che la ”porcata salvabanche sara’ giudicata incostituzionale”.

 

Comments

  1. alessio

    Secondo me la soluzione allo strapotere delle banche rispetto al cliente, e in generale di tutte le aziende che operano in oligopolio o monopolio, le quali sguazzano nella corruzione della politica, nei conflitti d’interessi di chi ci governa, e nell’apparente cecità dell’Antitrust………….e la crescita di associazione dei consumatori sempre più forti che riescano a riequilibrare il mercato, ed avere un peso maggiore nelle scelte politiche…………….

  2. luigi

    L’ordinanza del Giudice di Benevento è giuridicamente ineccepibile ed in linea con quanto sostenuto dal prof. Fernando Greco nel sito http://www.ilcaso.it. Luigi

  3. Beppe di Livorno

    Sicuri di aver letto bene gli strafalcioni di questa non legge?
    Non c’è nulla di retroattivo.

  4. Alfredo

    Corte di Appello di Ancona, prima disapplicazione norma decreto Milleproroghe.

    Le info sul blog: http://consulentibancari.blogspot.com/

  5. Luigi

    Anche il tribunale di Treviso ha disapplicato il milleproroghe

  6. Alfredo

    Anche i Tribunali di Ivrea e Marsala schierati contro il decreto Milleproroghe:
    http://consulentibancari.blogspot.com/2011/03/milleproroghe-contro-tribunali-ivrea.html

  7. toto

    associazione consumatori?

    studio legale ?

    quale dei 2 per ricorso contro la banca.

  8. beppe

    ANCHE IL TRIBUNALE DI TORINO E LA CORTE LO DISAPPLICANO.
    VI E’ RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE
    UNA SCEMPIAGGINE CODIFICATA. LA PRESCRIZIONE VALE ANCHE CONTRO LE BANCHE
    UN NULLA SUBLIME LA SOLITA PRESA PER IL DIDIETRO
    LA LEGGE NON PONE PRIVILEGI A FAVORE DELLE BANCHE L’ANATOCISMO NON C’ENTRA PER NULLA