Sotto elezioni a Napoli scatta il racket dei cartelloni, “se non paghi ti oscuro”

A Napoli scatta il racket dei cartelloni elettorali: se un candidato non vuole che il suo volto, il simbolo del partito e il suo cognome vengano “oscurati”, deve pagare. I prezzi del racket dei manifesti sono top secret ma il fenomeno è noto agli inquirenti fin dalle scorse amministrative e coinvolgerebbe la bassa criminalità: somme contenute che moltiplicate per tutti i nomi in lista permettono di raggranellare una fortuna.

I cartelloni dei “morosi”, invece, vengono strappati oppure semplicemente “soppiantati” da quelli dei candidati disposti a pagare più degli avversari e con continuità. Tra le ipotesi, anche una tariffa che varia a seconda delle aree in cui gli “attacchini” operano: in centro e sulle strade di grande scorrimento il business potrebbe essere più redditizio rispetto ad altre zone.

Il fenomeno nella città partenopea si ripete da decenni e sembra impossibile da risolvere. Già nel maggio del 1987, ad esempio, Repubblica dedicava un articolo alla questione scrivendo che “affiggere manifesti elettorali a Napoli costa assai più che a Milano o Venezia. Il doppio, se non addirittura il triplo. Bisogna rivolgersi a squadre di attacchini organizzati e subire le loro richieste se si vuole stare tranquilli. Chi non si assoggetta viene staccato o coperto nel giro di qualche minuto”.

Dalla raccolta dei voti per le cariche cittadine più alte fino al business dei manifesti, la campagna elettorale a Napoli è come il maiale: non si butta via niente.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress

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