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Diritto di critica | December 2, 2021

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In piazza per i referendum: "Alziamo la testa, la voce non basta" - Diritto di critica

In piazza per i referendum: “Alziamo la testa, la voce non basta”

Scritto per noi da Valentina Vivona *

L’eco delle piazze del mondo è forte. Rimbalzano titoli sulle prime pagine dei media, impazzano i social network. La protesta attraversa il Mediterraneo, soffiando dal Nord Africa alla Spagna. Ma in Italia poco si muove.

Il nostro Paese ha attraversato un anno di scandali, che lo ha consacrato agli occhi del mondo come il “paese governato dalla libido”. Il rumore è stato tanto, le battute si sono sprecate, al punto da ridurre il dibattito a un pettegolezzo. Da ottobre, con la grande manifestazione indetta dalla FIOM, a oggi, nelle strade si sono susseguite una miriade di manifestazioni. Contro i tagli all’istruzione, per la dignità delle donne, contro la precarietà del lavoro – solo per citare tre esempi rappresentativi della varietà e della quantità dei contenuti. Numeri, folla, rumore. Rumore.

Eppure su qualcosa si è taciuto, almeno fino all’11 marzo, nonostante i progetti del governo. La parola “nucleare” è tornata prepotentemente sulla bocca di tutti dopo il disastro della centrale di Fukushima in Giappone. La paura scaturita dalle fughe radioattive ha permesso ai referendum del 12 e del 13 giugno – in cui proprio sul nucleare si vota – di uscire dall’anonimato.

Ma il 12 e il 13 giugno si vota anche per decidere l’abrogazione del cosiddetto Decreto Ronchi, che affida la gestione dell’acqua ai privati. O meglio, obbliga i comuni ad affidare il servizio idrico comunale a un privato, dopo “regolare” gara. Nel quesito referendario si chiede l’abrogazione di questo obbligo, in modo tale che ogni comune abbia la possibilità di decidere quale forma di gestione garantisce il servizio più efficiente al cittadino.

Quale evento disastroso potrebbe rendere l’acqua un’emergenza? C’è bisogno di altro rumore? La speranza è che ci sia bisogno di suoni, più che di rumore. Di ragionamenti, più che di allarmi. È questo ciò che prevede l’organizzazione del Presidio permanente del 23 e del 24 maggio di fronte Montecitorio, promosso dai comitati referendari e numerose organizzazioni della società civile. Un palco sarà allestito dalle 14 di oggi fino alla mezzanotte di domani, durante la votazione del Decreto Omnibus che potrebbe invalidare il referendum sul nucleare, l’unico che è riuscito a far parlare di sé. Sul palco si alterneranno attori, musicisti, giornalisti, attivisti e chiunque abbia voglia di condividere informazioni o arte. “Alziamo la testa, la voce non basta”.

Per conoscere a fondo ogni quesito e leggere opinioni autorevoli, scarica l’eBook “Nucleare, acqua, giustizia – Possiamo decidere?”

* (Associazione A Sud – Ecologia e Cooperazione ONLUS)

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