Caso Tarantini: la Procura di Napoli reclama l’inchiesta (e Berlusconi) a tutti i costi

Il Tribunale del Riesame si pronuncerà entro oggi sulla competenza territoriale della Procura di Napoli e sulla possibilità che il presidente del Consiglio, alla luce dell’inchiesta sul caso Tarantini, sia perseguibile come imputato, con l’accusa di aver indotto un testimone a mentire.

I pm titolari dell’inchiesta su Tarantini – Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Greco, coordinati dal Procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore – non hanno intenzione di mollare l’osso né di farsi sfuggire il premier. Pur di non lasciare l’inchiesta ai colleghi romani, i magistrati partenopei potrebbero dunque trasformare Berlusconi in imputato, accusandolo di induzione a rendere dichiarazioni mendaci. Vittima del reato, la stessa persona del cui ricatto Berlusconi sarebbe rimasto vittima nella versione precedente dell’inchiesta: Tarantini, secondo cui Berlusconi non era consapevole del fatto che le ragazze condotte alle feste di Arcore e di Palazzo Grazioli venissero pagate. Circostanza, secondo i pm, smentita dalle intercettazioni.

Per rivendicare l’indagine, i magistrati si aggrappano poi a quella norma del codice secondo cui – ma in modo molto residuale – l’inchiesta viene aperta lì dove si apprende la notizia criminis, sebbene – come ha appurato e confermato anche il Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Napoli – la competenza sarebbe della Procura capitolina dato che il presunto reato o il ricatto, con ogni probabilità, sono stati commessi a Roma.

L’eventuale iscrizione nel registro degli indagati per Silvio Berlusconi sembra dunque dietro l’angolo, proprio mentre a Roma si vocifera di un’ennesima accusa contro il premier: presunta corruzione per avere facilitato i contatti tra Tarantini e i vertici di Finmeccanica e Protezione Civile.

Che abbia ragione Berlusconi a parlare di un “trappolone” ai suoi danni? Non v’e’ certezza. Eppure le cronache dicono che morta un’indagine, se ne apre un’altra.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress

2 commenti

  1. Attenzione Tarantini non diventi Cristiano Pacini (liberava i serpenti per accreditarsi il merito della cattura).

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