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Diritto di critica | September 17, 2021

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L'Ici sui beni della Chiesa, ecco quanto pagherà il Vaticano - Diritto di critica

L’Ici sui beni della Chiesa, ecco quanto pagherà il Vaticano

Più che di giustizia, per molti si tratterà di una rivalsa, quando non di una vendetta. Far pagare l’Ici alla Chiesa avrà lo stesso inusuale sapore di un parlamentare tenuto “a stecchetto”, con mille euro al mese. Di certo c’è che adesso molti comici e critici avranno qualche argomento in meno, un po’ come è accaduto per l’uscita di scena di Berlusconi. Per il provvedimento vero e proprio, infatti, – al di là degli annunci – bisognerà aspettare. Che l’esenzione verrà ridefinita, invece, appare ormai certo anche alla luce delle informazioni comunicate all’Europa che nel 2010 sul merito aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. E la lettera del premier Mario Monti inviata al vice presidente della Commissione europea, Joaquin Almunia, ha avuto come scopo proprio quello di rassicurare sull’ «intenzione di presentare al Parlamento un emendamento che chiarisca ulteriormente e in modo definitivo la questione».

Al di là del chiasso mediatico e dei titoli, però, la norma avrà un impatto generale e riguarderà tutti gli enti non commerciali – non solo targati Santa Sede – dai no profit alle Onlus. Gli ultimi calcoli effettuati proprio dal gruppo di lavoro Ceriani sull’evasione fiscale, hanno indicato in circa 100 milioni l’ammontare dell’agevolazione finora concessa e che ricomprende – dunque – anche i beni non riconducibili al solo Vaticano. Una cifra ben più ampia secondo Anci (500-700 milioni) e soprattutto secondo Ares, associazione ricerca e sviluppo sociale, che stima l’agevolazione a 2,2 miliardi.

Quattro le linee guida principali per la nuova Ici: 1) l’esenzione farà riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività commerciale; 2) verranno abrogate le norme che prevedono l’esenzione per i luoghi nei quali l’attività non commerciale non sia esclusiva ma solo prevalente; 3) l’esenzione sarà limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale; 4) verrà introdotto un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal ministero dell’Economia per individuare il rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno dello stesso immobile.

Dal canto suo, la Cei ha fatto sapere che «ogni intervento volto a introdurre chiarimenti alle formule vigenti sarà accolto con la massima attenzione e senso di responsabilità». Certo – mettono in guardia i vescovi italiani – bisognerà fare attenzione che «sia riconosciuto e tenuto nel debito conto il valore sociale del vasto mondo del no profit». Come dire: si eviti la macelleria sull’onda della sete di rivalsa. E a questo proprosito, già lo scorso dicembre Bagnasco si era detto «disponibile a chiarire, a fare alcune precisazioni, qualora queste precisazioni si rivelino necessarie».

A fine gennaio la definitiva apertura della Cei: si tratta di una «materia di tipo unilaterale e non concordataria», cioè «una legge dello Stato: e alle leggi si obbedisce».

Comments

  1. Peppe Galvan

    a parte la tassa sugli immobili, vorrei che qualcuno mi spiegasse PERCHE’ dalle tasse che pago allo stato l’8 per mille viene devoluto alla chiesa o altre attivita’ religiose. Se allo stato non serve il mio otto per mille PERCHE’ non  viene usato per aiutare famiglie bisognose? Chi vuole dare alla chiesa lo facesse volontariamente. 

  2. PaoloRibichini

    Caro “numero1”, purtroppo la pubblicità è necessaria per mandare avanti questo progetto. Al lettore non chiediamo un euro. Forniamo contenuti senza chiedere nulla in cambio. Per consultare Diritto di Critica non ci sono abbonamenti o pay per view. Purtroppo, però, nessuno vive di sola aria (e chi si vanta di farlo è in malafede o è un ricco ereditiere) e la pubblicità è il “male minore” per far sì che un progetto indipendente come il nostro possa proseguire senza chiedere soldi ai lettori. Se ritiene tutto ciò una mera speculazione, la prego di andare da qualche altra parte. Ce ne faremo una ragione

  3. Non si capisce bene il senso della frase ”
     adesso molti comici e critici avranno qualche argomento in meno”. 

    Come se il fatto che anche la chiesa, come del resto ogni comune cittadino, paghi finalmente l’ICI anche sulle attività commerciali mascherate dal no-profit non sia uno scandalo ma solo un pretesto per far parlare comici e critici.

  4. Gasparesupremo2002

    UE . . chissà se capirà il Bluff di Monti
    Fin’ora Monti ha fallito completamente i Veri obiettivi del Suo mandato ( anzi non ha proprio partorito un bel niente ) del suo sapere di  SpaccamontagneM ! Fin’ora non ha fatto altro che realizzare  gli appunti del Governo Berlusconi spediti con la famosa letterina al Suo tempo alla BCE ! Il resto solo apparenza , Tributi e falsi propositi ! L’ultima sceneggiata costruita ad uso e consumo della UE è stato l’incontro  con i Vertici dello Stato Maggiore Vaticano ( che penso ) abbiano già dato la ” Minuta ” dell’Emendamento che tratta l’Obolo del pagamento medesimo ( ICI ) che il Suo Governo ” Di Persona – Personalmente ” ha solo da mettere su carta intestata ! Ovviamente saranno solo le cifre vicini ai 100 milioni  di euro “ esposte”  da monsignor Domenico Pompili e non quello effettuato dall’Anci di un gettito che varia dai 500 ai 600 milioni di euro o dell’IFEL l’ Istituto per la Finanza e l’Economia locale che sfiora il miliardo di euro !

  5. Bubble80

    Era ora che questi parassiti paghassero anche loro !!!!!!!!