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Diritto di critica | June 22, 2021

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Ergastolo per il nigeriano che provò a farsi esplodere sul volo Amsterdam-Detroit - Diritto di critica

Ergastolo per il nigeriano che provò a farsi esplodere sul volo Amsterdam-Detroit

di Giovanni Giacalone

Ergastolo al ragazzo nigeriano che il 25 dicembre 2009, cercò di far saltare in aria un volo della Northwest Airlines, partito dall’aeroporto Schiphol di Amsterdam, con destinazione Detroit.

Ad emettere la condanna un giudice federale degli Stati Uniti il quale, secondo il New York Times, avrebbe anche affermato che l’imputato, il ventiseienne Umar Farouk Abdulmutallab, non avrebbe mai espresso rimorso o rammarico ed, anzi, considererebbe l’atto legato a una missione “divinamente ispirata” che deve proseguire nel tempo e dunque il soggetto in questione rappresenterebbe un pericolo per i cittadini americani.

Secondo fonti del Washington Times l’imputato avrebbe fatto dichiarazioni deliranti durante il processo, affermando di essere orgoglioso di uccidere in nome di Dio e di come ciò fosse ordinato nel Corano; avrebbe anche affermato che “oggi è un giorno di vittoria”.

Abdulmutallab ha prima eseguito dei rituali di pulizia nel bagno dell’aereo, lavandosi i denti e profumandosi, poi è tornato al suo posto ed hacercato di innescare l’ordigno, che fortunatamente non ha funzionato, emettendo solo fumo e una fiammata. È stato così assalito ed immobilizzato dagli altri passeggeri.

Umar Farouk Abdulmutallab è figlio di un’influente famiglia dello stato di Katsina, in Nigeria. Suo padre, Alhaji Umaru Mutallab è un noto banchiere ed ex ministro nigeriano. In gioventù Umar vive in diversi paesi tra cui Kenya e Togo, frequentando sempre scuole private di alto livello dove, oltre ad avere la fama di ottimo studente, è anche noto per essere un musulmano devoto tanto da essere soprannominato “alfa” da alcuni suoi compagni, termine utilizzato per fare riferimento ad autorità religiose islamiche.

Nel settembre 2005 Umar si trasferisce a Londra per studiare Ingegneria e Finanza e diventa anche presidente della “Islamic Society” al University College London. Secondo alcune fonti è proprio in quegli anni che lo studente avrebbe attirato l’attenzione dei servizi segreti britannici, l’MI6, in seguito a degli strani contatti con esponenti dell’estremismo islamico e sarebbe stato messo in una lista di potenziali pericolosi soggetti da monitorare.

Nella prima metà del 2009 Umar si reca a Dubai per frequentare un master in International Business e nel maggio dello stesso anno richiede un visto di sei mesi per entrare nel Regno Unito, ma le autorità britanniche glielo negano. Nell’agosto del 2009 Umar Farouk Abdulmutallab torna in Yemen per studiare arabo ma la sua famiglia viene presto a sapere che il ragazzo non frequenta più i corsi, recandosi invece sempre più assiduamente alla Iman University. Il 21 settembre dello stesso anno il ragazzo viene accompagnato all’aeroporto e da quel giorno non viene più visto, secondo le dichiarazioni del direttore della scuola, Muhammed al-Anisi.

Non è chiaro quando Umar abbia iniziato ad avere contatti con estremisti, se nel suo soggiorno a Londra o in Yemen, dove alcune fonti sostengono che il ragazzo abbia avuto contatti con Anwar Al-Awlaki, un militante islamico americano di origine yemenita ritenuto vicino ad Al-Qaeda e, forse, ispiratore del maggiore Nidal Malik Hasan, l’attentatore di Fort Hood.