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Diritto di critica | September 16, 2021

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Rossella Urru e quel compleanno nel deserto - Diritto di critica

Rossella Urru e quel compleanno nel deserto

di Francesca Pintor

Rossella Urru compie 30 anni nel deserto, ancora prigioniera dei terroristi che l’hanno rapita lo scorso 22 ottobre nel sud dell’Algeria. Dopo le false notizie sulla sua liberazione, le autorità italiane mantengono il massimo riserbo sulle trattative in corso per il suo ritorno a casa a Samugheo, in provincia di Oristano. Qui familiari e amici la attendono con ansia e preoccupazione da 152 giorni. Così la rete lancia un nuovo appello per il suo rilascio, con una giornata interamente dedicata alla cooperante sarda e a tutti i cittadini italiani ancora prigionieri nelle diverse parti del mondo.

Il giallo sulla liberazione. Rossella Urru è stata rapita in un campo profughi di Tindouf, nell’Algeria meridionale. Lavorava per conto del Cisp, il comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, occupandosi della gestione degli aiuti umanitari a sostegno delle popolazioni della zona.  Insieme a lei sono finiti nelle mani dei rapitori anche due colleghi spagnoli, Ainhoa Fernandez e Eric Gonyalons. I sequestratori, una banda di predoni vicini probabilmente ad una cellula di Al Qaeda, si sarebbero poi diretti in una zona al confine con il Mali.

Lo scorso 3 marzo l’emittente araba Al Jazeera aveva annunciato la liberazione della cooperante sarda a Bamako in Mali. Ma la gioia per il suo rilascio si è smorzata nel giro di poche ore, in seguito alla smentita del Ministero degli Esteri. Poi sulla sua sorte di nuovo il silenzio. Difficile stabilire che cosa sia effettivamente accaduto in quelle ore nel deserto. Forse un passo in avanti nella trattativa o l’avvio di una nuova fase del sequestro. Alcune fonti locali davano, infatti, Rossella Urru nelle mani di un mediatore e in viaggio per l’Italia, mentre secondo l’agenzia francese Afp i rapitori avrebbero chiesto un riscatto di 30 milioni di euro e la liberazione di alcuni terroristi in cambio dei tre ostaggi. Notizie confuse e contraddittorie che non sono mai state confermate. Intanto Ely Ould Moktar, il gendarme mauritano che secondo alcuni media africani doveva essere liberato insieme alla cooperante sarda, è stato recentemente lasciato libero da un gruppo di terroristi dell’AQMI, il braccio armato di Al Qaeda nel Maghreb, coinvolto nel rapimento.

La situazione in Mali. Le trattative per il ritorno a casa di Rossella Urru  potrebbero, però, essere complicate dalla difficile situazione politica in Mali, dove si troverebbero gli ostaggi. Un gruppo di soldati ha assediato il palazzo presidenziale, dichiarando la sospensione della costituzione e destituendo il presidente Amadou Toumani Touré. I soldati accusano il governo di non aver attuato le contromisure necessarie per fronteggiare le rivolte di alcuni gruppi di Tuareg che da mesi combattono contro le autorità locali. Una situazione delicatissima che accresce l’instabilità di tutta la zona sahariana, causando anche la fuga di decine di migliaia di sfollati.

La mobilitazione della rete. Sulla vicenda di Rossella Urru per mesi è calato il silenzio. Fino a quando Geppi Gucciari dal palco del Festival di Sanremo ha lanciato un accorato appello per la sua liberazione. Appello ripreso anche da Fiorello su Twitter e dai social network. Poi sono arrivati i “blogging day”, con iniziative e messaggi di solidarietà sulla rete dedicati alla cooperante sarda.

“Gli appelli che ci giungono per la liberazione di Rossella Urru – ha dichiarato il ministro degli Esteri Giulio Terzi – sono assolutamente in sintonia con quelli che sono i sentimenti del governo e miei personali e ci incoraggiano ancora di più nell’azione discreta che stiamo portando avanti per la liberazione dell’ostaggio italiano”.