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Diritto di critica | December 1, 2022

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Rimborsi elettorali, la Camera approva la norma "anti-Grillo"

Rimborsi elettorali, la Camera approva la norma “anti-Grillo”

Grillo fa paura. Per questo qualcuno in Parlamento pensa di mettere i bastoni tra le ruote del MoVimento 5 Stelle. Come? Togliendogli la possibilità di prendere i rimborsi elettorali. La proposta arriva dall’Udc: “Solo i partiti che abbiano uno Statuto democratico possono ottenere i rimborsi elettorali”. Una norma sacrosanta, per carità. Un passo in avanti verso l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. Ma decisamente fuori tempo massimo. Infatti, la Camera ha approvato questa norma proprio oggi, dopo 66 anni dalla nascita della Repubblica.

Uno non-statuto non-democratico. Il MoVimento non ha un vero e proprio statuto. Si tratta di un insieme di alcune norme basilari che non guardano all’organizzazione interna, quanto alle finalità, all’uso del simbolo e alla tipologia di adesione. Nel “Non statuto” grillino non sono previsti organi rappresentativi e modalità decisionali. Tutto viene genericamente lasciato alla Rete. Di conseguenza, con la norma approvata dalla Camera, il movimento capitanato da Beppe Grillo non potrà percepire alcun tipo di rimborso. Ciò, forse nelle intenzioni di chi ha proposto questa norma, potrebbe creare spaccature all’interno del MoVimento o spingerlo verso un percorso istituzionalizzato.

“Non vogliamo quei soldi”. Ma il comico-politico genovese se la ride: “il MoVimento 5 Stelle ha rifiutato in passato il rimborso elettorale di un milione e settecentomila euro per le regionali e rinuncerà ai rimborsi per le prossime politiche, che potrebbero superare i 100 milioni di euro e più con le attuali previsioni di voto”, spiega Grillo. “Difficile da capire per i partiti che sui soldi ci campano”. Tuttavia, sembra, secondo Franco Bechis di Libero, che il MoVimento ogni tanto qualche finanziamento pubblico l’abbia già preso in occasione dell’elezione dei grillini Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, circa 193mila euro dalla regione Emilia Romagna come contributo ai gruppi consiliari.

“Sono loro quelli non democratici”. Il leader 5 Stelle non solo non se ne preoccupa, ma rilancia: se “i candidati nei partiti sono infatti nominati dai segretari” grazie al Porcellum, “non potranno più percepire rimborsi”. Insomma, per Grillo si tratta di un vero e proprio autogol della Casta e di chi ha proposto questa norma: l’Udc di Casini.

E la Lega medita di lasciare il Parlamento. E mentre i partiti si preoccupano di fermare l’avanzata dei grillini, la Lega, in gravissime difficoltà, riflette su una decisione shock per recuperare consenso: “Stiamo valutando di abbandonare il Parlamento”. Una scelta, secondo il segretario in pectore del Carroccio, che spetterà al congresso di giugno. “Dobbiamo rinnovare la nostra proposta politica per tornare a prendere il consenso che abbiamo perso a queste elezioni ed aumentarlo”, spiega Maroni. “La sfida è importante e significativa ma sono sicuro che possiamo farcela in vista delle elezioni politiche del 2013”.

Twitter: @PaoloRibichini

Comments

  1. no comment

  2. Giomaio

    I movimenti popolari sono l’espressione spontanea della democrazia.Il movimento M5S si è ingigantito quanto son venuti fuori tutte le leggi e leggini che i signori deputati e senatori si son fatti alla chetichella. Il boom,checche se ne dica, si è verificato quando c’è stato lo scandalo delle spese personali del denaro pubblico amministrato da i partiti.I voti ottenuti dal movimento guidaati da Grillo sono la conferma che questo movimento è nella via dell’espansione come un fiume in piena (vedi i commenti su internet). L’unico appunto che potrei fare ai grillini è l’uso del liguaggio non tanto ortodosso. I partiti lo temono,ma non rinnovano il sistema io direi che non rivoluzionano il sistema,la costituzione,e lo svecchiamento.Aggiungo che i partiti sono precipitati nel baratro quando hanno condiviso il colpo di stato che il presidentee della repubblica ha attuato(non hanno tenuto conto dei voti del popolo ergo il popolo è stato ingannato per l’ennesima volta.

    • Maurizio Pandolfi

      Preferisco alla lunga il linguaggio “non ortodosso” delle persone oneste e disponibili per affrontare in maniera concreta i problemi del popolo Italiano e non il parlare di Intellettuali e professori illustri (   il piu delle volte volutamente  incomprensibile per le persone) e decisamente disonesti!!

  3. marco

    Riguardo l’illazione

     “..sembra, secondo Franco Bechis di Libero, che il MoVimento ogni tanto
    qualche finanziamento pubblico l’abbia già preso in occasione
    dell’elezione dei grillini Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, circa
    193mila euro dalla regione Emilia Romagna come contributo ai gruppi
    consiliari..”
    guardate questo video

    http://www.youtube.com/watch?v=Tw23PjFce_o

  4. siamo in un paese che dove si guarda come prendere solo soldi pubblici , ed invece non vediamo che stiamo affondando in mezzo ad un mare aperto, i nostri grandi politici storici e non,  dato che ormai non hanno più niente da dire e da spartirsi perchè  se lo sono già mangiati,cercano ancora di bruciare qualcuno che forse vuole  cambiare qualcosa a questa Italia malata e vicina al fallimento.

  5. Amicuseius

    La Lega può lasciare il parlamento, visto che potrebbe non tornarci.

    Poi, vogliamo fare il confronto fra 193mila euro e le decine di milioni degli altri gruppi politici?

    Perché non ricalibriamo la nostra visione del mondo ripetendo il mantra: “guardiamo la realtà… guardiamo la realtà…”

  6. Omar D.

    Tant’è però quando si tratta di varare manovre per salvarsi il culo sono sveltissimi! Quelle 350000 firme per la proposta di legge per cacciare i condannati dal parlamento però sono ancora li a Monte Citorio a marcire…..ipotesi: che abbia a che fare col fatto che se si cacciassero i condannati, il parlamento si dimezzerebbe in toto? Mah….misteri della fede (o dei politici italiANI).