Quel bosone che conferma Dio

L’ANALISI – “Dio non gioca a dadi”. Con questa frase Albert Einstein sintetizzava il rapporto tra la scienza e quell’Uno descritto da appena tre lettere – Dio – chiamato in causa dall’universo mondo giornalistico (e scientifico) quando ieri il Cern ha annunciato di aver scovato “la particella di Dio”: il bosone di Higgs. E i meriti di questa scoperta vanno anche e soprattutto all’Italia che in questa ricerca ha investito scienziati e diversi milioni di euro. In parole povere, il bosone di Higgs “garantisce” la massa a tutte le particelle di cui siamo fatti. E’ l’elemento primordiale ed essenziale.

Dopo l’annuncio della scoperta, però, sul web si sono scatenati i soliti cani sciolti dell’anticlericalismo spicciolo, sempre pronti – con slogan vuoti e frasi fatte – a fare confusione tra Dio, scienza e religione. Diversi i commenti e i post sui Social Network, inneggianti la “morte della religione” che sarebbe stata sconfitta dal “bosone”, ente fisico ignoto ai più fino a meno di 24 ore fa. Addirittura alcuni – anche tra gli scienziati – si sono spinti a dire che la particella teorizzata sessant’anni fa da Higgs “è Dio”.

La realtà è ben diversa e non si può ridurre una simile scoperta ai minimi termini. Il bosone (o qualsiasi scoperta scientifica), il concetto di Dio e la religione, infatti, sono tre concetti differenti. Il primo è un’emanazione – un “segno” – del secondo, mentre la terza – la religione, qualunque essa sia – tenta di interpretare il secondo dando regole di buona condotta ai fedeli che decidono di abbracciarla. E proprio mentre alcuni si ostinano a ripetere che la scoperta del Cern segna la sconfitta del concetto di Dio e delle religioni, l’evidenza racconta che – in base al principio nihil ex nihilo – il bosone è la miglior conferma che un Dio che “non gioca a dadi” esiste e ha una mente matematica. E anche la matematica – a modo suo – potrebbe essere intesa come una religione interpretativa, con regole proprie, principi inderogabili e dogmi.

Prima di lasciarsi andare a facili interpretazioni che mischiano e confondono religione, religiosità, scienza e Dio, dunque, sarebbe il caso di fermarsi a riflettere sull’evidenza del creato in cui ci muoviamo ogni giorno, ripetendo quella domanda continuamente ignorata ma sempre presente nella mente di ciascuno: chi – nei perfetti rapporti interni che lo legano – ha dato inizio a tutto questo? Di certo non chi scrive né chi legge. Diverso il concetto di religione, di Chiesa (universalmente intesa, non solo quella Cattolica) e di religiosità, concetti ancora diversi e tra loro differenti.

Prima di cantare una presunta quanto improbabile vittoria nei confronti di un presunto concetto di Dio o di religione, dunque, il grande esercito dei fedeli all’ateismo (a tutti gli effetti si tratta di una fede: si credere una negazione, lasciando però aperte le domande fondamentali di cui sopra) dovrebbero riconoscere che più la scienza scopre e indaga le relazioni interne all’universo, più ci si rende conto della sua complessità, della sua “creazione” derivata non dal caso ma da una serie di interconnessioni talmente raffinate da non poter essere casuali. Perché “Dio non gioca a dadi”, (Albert Einstein).

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress