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Diritto di critica | August 4, 2021

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Spending review dal basso: da cinque comuni ad uno. Il sogno emiliano

Spending review dal basso: da cinque comuni ad uno. Il sogno emiliano

Quanta fatica per accorpare le province. Quanta fatica per eliminare enti inutili e le troppe comunità montane. In periodi di “spending review” come questo, c’è chi dà il buon esempio. Direttamente dalla civile Emilia nella Val Samoggia, dove i comuni di Bazzano, Crespellano, Castello di Serravalle, Monteveglio e Savigno hanno deciso di unirsi in un’unica realtà, per risparmiare soldi e migliorare i servizi.

Un referendum per unirsi. Ma non ci sarà alcuna imposizione dall’alto: nonostante le delibere favorevoli dei cinque consigli comunali, i cittadini saranno chiamati ad esprimersi attraverso un referendum che dovrebbe tenersi il 25 novembre. Usiamo il condizionale perché la data è subordinata all’approvazione dell’assemblea regionale dell’Emilia Romagna. I cittadini potranno quindi decidere se procedere verso l’unificazione oppure rimanere in comuni distinti e quale nome dare alla nuova entità comunale. Ma per poter prendere una decisione più consapevole, avranno uno strumento in più.

Riscoprire la democrazia: la “Revisione civica”. Poiché spesso uno dei problemi della democrazia diretta è il gap informativo – cioè spesso i cittadini sono chiamati ad esprimersi su argomenti che non conoscono – si è pensato in Val Samoggia di affiancare al referendum tradizionale un nuovo strumento chiamato “Revisione Civica”, una derivazione del “sondaggio deliberativo” (deliberative polling), ideato dal politologo americano James S. Fishkin. In cosa consiste? Prima del referendum, l’Unione di Comuni Valle del Samoggia – ente sovracomunale di coordinamento – selezionerà alcuni cittadini utilizzando il metodo statistico impiegato nei sondaggi demoscopici, per ottenere un campione che rispecchi la cittadinanza per luogo di residenza, età, genere e titolo di studio. Questi cittadini selezionati formano quindi il Gruppo di Revisione. Per tre giorni si riuniranno nello stesso luogo per analizzare a fondo il quesito referendario. Il gruppo visionerà le analisi di esperti e potrà ascoltare le posizioni di tutte le forze (politiche, economiche, sociali…) favorevoli e contrarie all’unificazione dei cinque comuni. Inoltre, tutti i componenti del gruppo potranno rivolgere domande ai tecnici e alle parti. Il tutto avverrà in un contesto che garantisce equità di esposizione e approfondimento, oltre all’ascolto di tutte le voci e non solo di quelle che hanno la forza di farsi sentire attraverso altri canali, come quello televisivo.

Meglio del web. Al termine delle audizioni, il gruppo di Revisione stilerà un rapporto in cui saranno riassunte le conclusioni ai cui sono arrivati i partecipanti, rappresentando comunque le motivazioni a favore dell’unificazione e quelle contrarie. Il documento non è vincolante ma rappresenta uno strumento in più messo in mano a tutta la cittadinanza che può così valutare al meglio una scelta che incide sulla vita di tutti i giorni.

Twitter: @PaoloRibichini

Comments

  1. barbara 78r

    Penso sia vera democrazia ascoltare il parere dei cittadini e discutere, ma con l’emergenza che abbiamo sarebbe da togliere le province e basta, come doveva essere quando sono state fatte le regioni. Tanti italiani hanno perso il lavoro, ma nessun politico, loro sono tutti al loro posto con i soliti lauti stipendi! Ci sono le regioni, le province, comuni di piccolissime dimensioni… insomma tutte le mangiatoie. E io pago…