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Diritto di critica | December 3, 2021

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Jabhat al Nusra, le brigate dell'Islam radicale in Siria

jabhatLe milizie jihadiste di Jabhat al-Nusra sono parte di al-Qaeda? La questione continua a non essere chiara.
Martedì 9 aprile al-Qaeda in Iraq (AQI) ha dichiarato tramite il proprio capo, Abu Bakr al-Baghdadi, che al-Nusra è parte della propria rete e combatte in Siria per instaurare uno stato Islamico: “E’ giunto il momento di dichiarare al popolo del Levante e al mondo che al-Nusra è un’estensione dello Stato Islamico d’Iraq nonché parte di esso”.
Notizia successivamente smentita dal capo di al-Nusra, Abu Mohammad al-Julani, il quale ha confermato l’alleanza con il capo di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri, ma ha negato il fatto che al-Nusra sia una branca di al-Qaeda in Iraq: “ I figli del Fronte al-Nusra si impegnano in un’alleanza con Sheikh Ayman al-Zawahiri…Non siamo stati consultati…Al-Nusra non cambierà la propria bandiera, anche se continueremo a essere orgogliosi della bandiera dello Stato Islamico d’Iraq, di coloro che la portano e di quelli che sacrificano sé stessi e il proprio sangue per esso”. Al-Julani ha poi aggiunto: “Vogliamo rassicurare i nostri fratelli in Siria che la condotta di al-Nusra resterà fedele a quella che conoscete e la nostra alleanza con al-Qaeda non influenzerà la nostra politica in alcun modo”. Una dichiarazione eloquente, che mostra apertamente come al-Nusra ci tenga a distinguersi da Al-Qaeda in Iraq.

Risulta evidente che al-Julani si è improvvisamente trovato in una posizione terribilmente scomoda considerato che Jabhat al-Nusra è stata molto attenta a cercare di non ripetere in Siria gli errori dei propri alleati iracheni. Secondo fonti britanniche sono tre i principali punti a cui i jihadisti siriani hanno prestato particolare attenzione: in primis l’evitare di colpire bersagli civili, cercando di evitare gli attacchi con attentatori suicidi e astenendosi dal bersagliare i mausolei e le moschee. Minimizzando la retorica del takfir (accusa di apostasia nei confronti di chi non condivide l’ideologia del gruppo). Attraverso l’utilizzo di un nome differente da quello di al-Qaeda per evitare di attirare antipatie e ostilità da parte dei siriani.

Jabhat al-Nusra è riuscita a conquistare la fiducia di una buona parte popolazione e gode oggi di buona reputazione nel paese, a differenza di al-Qaeda che ha sistematicamente terrorizzato l’Iraq, portando a termine numerosi attentati suicidi, colpendo in modo indiscriminato la popolazione civile, i mausolei, i mercati, le moschee sciite. Per al-Nusra risulta dunque fondamentale ostentare la propria presunta o reale autonomia in modo da evitare di essere associata alle barbarie portate a termine da al-Qaeda in Iraq. Ma le similitudini sono evidenti: alla base delle due organizzazioni vi è una comune ideologia nonché l’obiettivo di instaurare uno stato islamico dove vige una rigida applicazione della sharia. Lo stile dei filmati presentati da al-Nusra sono e la sua retorica sono praticamente gli stessi utilizzati da al-Qaeda.

Fonti britanniche parlano poi di numerosi miliziani ex AQI presenti nelle file di Jabhat al-Nusra e  confermano la presenza di comandanti jihadisti di nazionalità irachena, legati ad al-Qaeda, nella regione siriana orientale di Deir Ezzor. Lo scorso dicembre il sospetto di affiliazione ad al-Qaeda è costato ad al-Nusra l’inserimento nella lista nera delle organizzazioni terroriste da parte del governo USA.

Al di là dell’affiliazione o meno di al-Nusra nelle file di al-Qaeda Iraq, la presenza jihadista in Siria risulta ormai evidente e ciò è fonte di preoccupazione sia per la comunità internazionale, sia per i siriani stessi in quanto vi è il rischio che, dopo una eventuale caduta del regime Assad, possa scoppiare un ulteriore conflitto tra l’ELS e le brigate jihadiste; attualmente le due fazioni sono fianco a fianco contro il medesimo nemico, ma le loro ideologie sono differenti e difficilmente compatibili.