Incoerenza a 5 Stelle sul Quirinale: i grillini scelgono una giornalista

Milena GabanelliIL GRAFFIO – E’ di questa mattina la notizia che dal secondo turno di Quirinarie – dopo quello andato a monte a causa del presunto attacco hacker – il nome che gli “abilitati” del M5S hanno scelto per il Colle è Milena Gabanelli. Colei che è considerata quindi la giornalista d’inchiesta per antonomasia, sarebbe per il popolo pentastellato la persona adatta a guidare il Paese per i prossimi sette anni.

Una votazione che lascia sicuramente stupiti, se non addirittura perplessi. Sì, perché se è pur vero che Gabanelli è un’ottima giornalista, non si capisce dove risieda la sua caratura e abilità politica per far uscire il Paese dal pantano economico e soprattutto istituzionale in cui è caduto negli ultimi vent’anni.

A lasciare di stucco, però, è l’incoerenza con cui i Cinque Stelle portino avanti il loro rapporto con la stampa. Per mesi abbiamo ascoltato le dichiarazioni di Grillo e dei suoi cittadini contro la “casta dei giornalisti”, tutti asserviti al potere e incapaci di fornire un’informazione davvero libera svolgendo, quindi, il ruolo che le compete: quello di watchdog del potere, cioè cane da guardia. Le peggiori bastonate, in questi mesi, le hanno avute i giornalisti precari, quelli che guadagnano 10 euro a pezzo e che, secondo i cittadini del Movimento, proprio per questo, non verificano le notizie. Niente di più falso e infamante.

E per quanto alcune critiche del Movimento siano assolutamente condivisibili (alcune storture della stampa italiana sarebbe preferibile eliminarle), è innegabile che i toni e l’aggressività, così come alcune scelte (per esempio, quella di vietare alla stampa italiana di accedere al backstage di Piazza del Popolo il 22 febbraio scorso), sono decisamente troppo accesi e offensivi.

E in questo clima di ostilità con la stampa, soprattutto italiana, in questi due giorni ci sono stati due eventi degni di nota: ieri sera Vito Crimi, capogruppo al Senato del M5S, intervistato a porte chiuse da Bruno Vespa, non proprio un esempio brillante di giornalismo libero visto il suo stretto rapporto con il Cav, e oggi il nome di Milena Gabanelli per il Quirinale. I giornalisti come giornalisti, quindi, non vanno bene perché sono dei cani. Ma i giornalisti come Presidenti della Reppublica senza esser nemmeno mai passati per un partito politico, vanno benissimo. Viene da pensare che i cittadini, a cinque stelle, abbiano solo l’incoerenza. E resta una domanda: se Report avesse messo in onda una puntata delle sue sul MoVimento 5 Stelle, i grillini avrebbero scelto lo stesso Milena Gabanelli? Speriamo di si.