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Diritto di critica | January 16, 2022

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L'Europa minaccia gli Usa: "Stop alle spie". Ma non è credibile, ecco perché

Bce spiata dagli americaniOra fanno finta di essere sorpresi e infuriati. Ma che gli americani volgessero le loro lunghe orecchie anche verso l’Europa da sempre era risaputo tra le cancellerie del vecchio continente. Sono anni che alla Bce ad ogni vertice viene chiesto dalla sicurezza di spegnere i telefonini e addirittura di rimuovere le batterie, “perché qualcuno può ascoltarvi”.

L’osservato speciale. La Bce è stata ripetutamente spiata, non solo dagli americani. Anzi, finora gli “attacchi” più evidenti al sistema di sicurezza dell’Eurotower sono giunti soprattutto dalla Cina. Ma è chiaro che l’Europa, con la sua moneta forte nonostante la crisi, è il vero osservato speciale. Agli americani interessa soprattutto monitorare lo spostamento di fondi che possano finanziare gruppi terroristici e paesi nemici. Ci sono nel mirino anche gli export diretti verso l’Iran. La Cia avrebbe indagato alcune imprese italiane che avrebbero fornito prodotti convertibili ad uso militare.

Delega in bianco agli Usa. Di fatto, però, la questione è un’altra. Se è vero che gli Usa si occupano di curare i propri interessi, gli europei non fanno altrettanto. Così, implicitamente (o meno), chiedono agli americani di farlo per loro. In cambio, lasciano che gli 007 di Washington origlino dietro le porte. Gli Usa spendono per la propria intelligence circa 75 miliardi di dollari ogni anno. La Gran Bretagna, la Germania, la Francia e l’Italia insieme restano a guardare, senza aver mai attuato un sistema di intelligence comune e un salto tecnologico tale da autogarantirsi la propria sicurezza, anche e soprattutto informatica.

Le proteste di facciata. Il problema, quindi, è soprattutto politico. L’opinione pubblica europea è molto meno convinta della necessità di un sistema imponente di protezione, forse oramai incosciente di aver oramai delegato agli Usa dal 1945 la propria sicurezza. Henry Kissinger aveva definito l’Europa “un gigante economico, un nano politico e un verme militare”. Mai una definizione più azzeccata per il nostro continente. L’Europa negli ultimi sessant’anni ha speso pochissimo per la propria sicurezza, non solo militare. Ha lasciato che lo facessero gli Usa per lei. E ha continuato a farlo anche dopo la fine della Guerra Fredda. Così, le proteste dei leader europei non possono che essere di facciata. La stessa Merkel ha parlato di “rapporto incrinato che va subito ricucito”, lasciando intendere che l’Europa è pronta a perdonare tutto agli americani, perché conviene a tutti lasciarli spiare.

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