L’insulto libero dei Cinque Stelle a Giorgio Napolitano

SorialIL GRAFFIO – C’era una volta il rispetto verso le istituzioni, verso il Presidente della repubblica che – per quanto potesse essere criticato per il suo operato – non ci si abbassava certo alla grettezza di insultarlo, come si farebbe con un vicino di casa fastidioso o con un tifoso della curva avversaria. Oggi invece i cinque Stelle si sono guadagnati le aperture di Corriere e Repubblica dopo aver dato del “boia” a Giorgio Napolitano. E non sono nuovi a uscite simili.

E questo sdoganamento dell’insulto libero viene da lontano. E’ ormai un qualcosa cui ci siamo abituati e che in molti hanno sottovalutato ma che ha attecchito nelle coscienze frustrate di molti, come se si potesse mandare affanculo il mondo interno ricevendo magari anche un complimento. Quasi che la parolaccia e l’arroganza sia ormai divenuta un qualcosa di virile, di maschio, espressione di consapevolezza e concretezza. Ecco, si tratta invece di semplice ignoranza e cafonaggine. Un modo di fare sbrigativo, arrogante ma soprattutto superficiale che – come è stato scritto chiaramente dalla blogger di “A soqquadro” – si ritrova anche nelle discussioni con certi attivisti.

Ed è così che oggi questo deputato del Movimento cinque Stelle, tale Giorgio Sorial (nella foto) – cristiano copto di seconda generazione, una laurea in ingegneria e un master in materie umanistico-economiche – ha deciso di dare del “boia” a Napolitano che vorrebbe – secondo il grillino – «cucirci la bocca», sul decreto legge Imu Bankitalia e alla possibile tagliola sui tempi di approvazione. E quindi la reazione qual è? Dargli del “boia”: “Il boia Napolitano sta avallando una serie di azioni per cucire la bocca all’ opposizione”. E subito dopo l’annuncio sull’impeachment per il Capo dello Stato – “La messa in stato di accusa è una cosa che vedrete presto”, dice – se ne parla da ottobre, è stata annunciata per gennaio eppure ancora nessuno l’ha ancora visto. Tanto che lo stesso Grillo così ne aveva parlato: “L’impeachment ad esempio, è una finzione politica per far capire da che parte stiamo”. E l’impressione è che tutto si riduca a questo: un urlaccio buono per i titoli di giornale, tanto paradossale quanto inverosimile. Con buona pace dei problemi degli italiani, che – con buona pace dei pentastellati – sono altri.

@emilioftorsello

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress

5 commenti

  1. Caro Emilio Fabio Torsello, invece di leccare supinamente un’istituzione che non esiste più, dicci tu, come definiresti Giorgio Napolitano?

    1. Capo dello Stato, un politico. Che magari posso non condividere nel merito del suo operato. Se poivogliamo essere tutti camionisti, è un altro discorso. E lo lascio a voi, paladini dell’insulto.

  2. Concordo in toto con il deputato del movimento 5 stelle. Nulla è dovuto, le istituzioni non possono pretendere il rispetto della gente, se lo devono guadagnare…

  3. a torse… famo prima: chi voti?? così guardiamo le tue opinioni da un giusto punto di vista.
    garzie

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