Dove sta andando Beppe Grillo

IL GRAFFIO – Sono scomparsi gli ebetini, con Renzi improvvisamente si può trattare. Se fino a qualche tempo fa l’attuale premier non era considerato un interlocutore credibile (basti ricordare il video delle consultazioni e lo show del comico davanti al premier), oggi – all’improvviso – con lui si può addirittura discutere della futura legge elettorale. Dal nulla a una delle riforme più importanti per l’Italia.

Quello del MoVimento 5 Stelle, però, è un evidente segno di debolezza rispetto alla “tradizione” che ha contraddistinto i mesi scorsi e tutto il periodo successivo all’ingresso in Parlamento dei pentastellati (che quasi non si sentono più). Lo scossone elettorale ha cambiato diversi equilibri interni e i toni accesi sono improvvisamente spariti. Una strambata di questo tipo è quanto mai un segno – una sorta di indiretta ammissione – di come la linea politica seguita dal comico e dal suo “socio”, Casaleggio, abbia relegato per mesi il MoVimento in una posizione di inutile marginalità, mentre il premier Renzi tirava dritto raggiungendo il dato elettorale del 40,8% che tanto ha lasciato sgomenti i grillini.

Già perché adesso per i pentastellati alla dibbattista o alla dimaio, l’unica alternativa è quella di sporcarsi le mani. Una strada che – se il comico che li guida avesse davvero creduto nel progetto politico e nelle capacità dei suoi parlamentari fin dall’inizio – avrebbero dovuto intraprendere fin dall’epoca di Bersani, come fece Casini con Berlusconi negli Anni Novanta. E invece questa lungimiranza non ha caratterizzato i pentastellati che – salvo salire sui tetti e agitar cartelli in aula – sono rimasti indietro rispetto al governo: Renzi macinava strada e risultati, loro si limitavano a protestare un po’ su tutto, basta che fosse la cosa risultasse ruomorosa. E poi le urla, gli insulti, le sceneggiate davanti alle telecamere con gli pseudo scontri con i parlamentari Pd in sala stampa. Insomma: la politica è ed era un’altra cosa. E anche gli italiani, per fortuna, sono ben diversi dall’elettorato che – secondo i pentastellati – avrebbe dovuto premiare e votare in massa quel tipo di linea.

Adesso Grillo e i suoi hanno una sola scelta: scendere nell’arena e far valere il loro punto di vista lì dove si prendono le decisioni. La situazione è in realtà particolarmente propizia a Grillo perché con Forza Italia ridimensionata, NCD che non ha brillato (per tacer degli altri), il comico e i suoi possono adesso far valere i propri voti e lanciare un messaggio chiaro a Renzi depotenziando – in attesa di tempi migliori – proprio Berlusconi e Alfano. Il rischio altrimenti sarebbe troppo alto: continuare a perdere voti, impaludati in un’opposizione sterile in Parlamento.

L’incontro con Renzi sarà mercoledì e – non a caso – per ora pare che Grillo non sarà presente. Dopo le urlacciate e la scenetta “andata in onda” durante le consultazioni, presentarsi adesso di persona – e con ben altri toni – sarebbe come ammettere una sconfitta, un cocente errore. Meglio mandare avanti altri. Che quando serve, uno vale uno.

@emilioftorsello

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress