Facebook, Youtube e Twitter potrebbero non bastare. Quando alcuni mesi fa Mubarak ha chiuso i “rubinetti” del web in Egitto, si è capito che i social network e i blog non sono sufficienti a coordinare un movimento di protesta o far uscire dal proprio paese notizie, immagini, filmati.
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Corsa di Miguel nella Capitale: “Una gara portatrice di valori e una festa per tutti”
Lontana dalle tensioni sportive, poliedrica e multiculturale. La corsa di Miguel, giunta alla dodicesima edizione domenica 23 gennaio, racchiude in sé il messaggio del ragazzo pieno di speranze e vivacità intellettuale a cui è ispirata. Miguel Benancio Sanchez aveva 25 anni quando fu prelevato in casa sua da otto uomini e non vi fece più… Continua a leggere Corsa di Miguel nella Capitale: “Una gara portatrice di valori e una festa per tutti”
Putin, perde il pelo ma non il vizio
Qualcuno dalle parti nostre lo aveva definito un “campione di democrazia”, ma negli ultimi tempi Vladimir Putin, primo ministro russo, ha dimostrato di essere tutt’altro. A Mosca, ogni giorno, va in scena una manifestazione non-manifestazione perché in Russia manifestare è legale ma è quasi impossibile
Laogai, gli orrori Made in China
Non sono stati ancora cancellati dalla storia. I campi di concentramento esistono ancora e si trovano in Cina. I “laogai”, così vengono chiamati, sono un’enorme fonte di manodopera a basso costo che rappresenta uno dei pilastri dell’economia cinese. La maggior parte delle più gravi violazioni dei diritti umani in Cina avviene in questi “centri di rieducazione”. Milioni di uomini e donne che devono essere “rieducati” subiscono incarcerazioni arbitrarie, violenze di ogni genere, continue condanne a morte per l’espiantazione e commercio di organi. Sono questi gli orrori che il Governo cinese cerca di tenere nascosti.