Riina e i segreti d’Italia sepolti con lui

Totò Riina ha vissuto 25 anni in più di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ventiquattro di questi li ha passati in carcere (condannato a 26 ergastoli), mantenendo intatti l’odio, la ferocia, l’ego sprezzante e, secondo alcuni, il potere. Ma soprattutto il silenzio, interrotto solo, durante la concessa ora d’aria, dal pavoneggiarsi della riuscita della strage… Continua a leggere Riina e i segreti d’Italia sepolti con lui

Bruxelles ricorda Falcone e Borsellino, perché la mafia è transnazionale

L’Europa che ricorda la lotta alla mafia oggi passa da Bruxelles, dove la Commissione Europea ha deciso di intitolare l’aula ai magistrati italiani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, diventati – con i loro lavoro e la loro morte – testimonianza forte dell’antimafia in Italia. Un valore simbolico, quello dell’intitolazione, che serve per ricordare quanto le… Continua a leggere Bruxelles ricorda Falcone e Borsellino, perché la mafia è transnazionale

Tanto vale non commemorare

Siamo il Paese delle commemorazioni. Dei decennali. Dei ventennali. Dei trentennali. Tutti (o quasi) senza verità. Almeno per quel che riguarda le grandi stragi che molti – non a caso – chiamano “di Stato”. E la definizione è quanto mai giusta poiché gli apparati non hanno direttamente ucciso, in molti casi hanno coperto, deviato, viziato… Continua a leggere Tanto vale non commemorare

Capaci vent’anni dopo: è ancora l’Italia delle stragi

L’EDITORIALE – Vent’anni dopo l’attentato di Capaci e la strage di via D’Amelio è tempo di bilanci. Dopo aver patito attentati, terrorismo e l’influenza di logge e mafie, l’Italia resta ancora il Paese dei casi irrisolti, delle morti eroiche perché solitarie, dei magistrati lasciati soli a combattere contro la criminalità organizzata e a difendersi dagli… Continua a leggere Capaci vent’anni dopo: è ancora l’Italia delle stragi

I Comuni si costituiscono parte civile nei processi per mafia. La mozione di Anci Giovani

Una lotta, quella contro la criminalità organizzata, difficile da combattere. Ma per la quale sempre più spesso scendono in campo i giovani, quei giovani che vogliono dare segnali forti e gridare un ‘no’ deciso alla logica mafiosa

Papa Wojtyla verso la beatificazione: luci e ombre del “papa mediatico”

Primo maggio 2011, una data da segnare nel calendario dei cristiani, di coloro che hanno ammirato in vita papa Giovanni Paolo II. Nella prima domenica dopo Pasqua, il pontefice nativo di Wadowice, in Polonia, diverrà beato sei anni e poco meno di un mese dopo la morte. E del suo operato l’elenco è lungo e accanto alle “luci” non mancano le ombre.

Tre giorni per un eroe forse non bastano

Quant’è difficile di questi tempi chiamare qualcuno con il titolo più alto che la società civile possa attribuire. Gli eroi – persone di straordinarie capacità che lottano contro il crimine e le ingiustizie – sembrano davvero scomparsi, relegati in un passato di storiche battaglie, con scudi, elmi e spadoni a due mani. Il mondo contemporaneo… Continua a leggere Tre giorni per un eroe forse non bastano