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Diritto di critica | October 15, 2019

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Il federalismo "non s'ha da fare" - Diritto di critica

«Ogni forma di decentramento  rischia di far aumentare, almeno nell’immediato, la spesa pubblica del paese». E’ con questa frase che il settimanale inglese Economist ha bocciato l’idea del federalismo all’italiana. Le motivazioni principali deriverebbero dalle richieste europea di salvaguardia del deficit in questo momento di crisi. Conti pubblici di cui questa legge, le cui «variabili che devono essere conteggiate per formulare il calcolo sono un numero elevatissimo (Tremonti)», non ne garantisce la stabilità.  Un idea che secondo Mario Conti del il Messaggero spaventerebbe già la Lega Nord, preoccupata del« futuro del federalismo fiscale […] che potrebbe subire un sostanziale stop proprio dal sempre più numeroso partito che nel Pdl lo considera come un lusso che in questo momento il Paese non può permettersi».

Lo stesso Italo Bocchino(PdL) in un’intervista a Blitz Quotidiano, pur dicendosi in generale  favorevole al federalismo ha esposto i suoi dubbi a riguardo:

«Il problema è che non sappiamo che cosa c’è dentro. La tesi del federalismo che porta “più per tutti”  è suggestiva ma impossibile. Più al territorio, meno tasse, più servizi: è una favola che ci preoccupa, non può essere vera».

Dichiarazioni molti simili a quelle del ministro dell’Economia rispondendo invece alla domanda sugli eventuali costi: «La verità è che al momento ancora non si sa: sia perché è difficile fare i conti, sia perché sospetto che al dunque i costi  rischiano di risultare insostenibili. Non è una certezza, ma un rischio sì» escludendo addirittura ogni accordo se la sua approvazione porterebbe ad un aumento del debito pubblico.  Secondo Francesco Verderami del Corriere della Sera è proprio il Ministro Tremonti che in questi giorni ha messo tra le sue ( e del paese)  priorità queste due cose: «da una parte i conti pubblici da tutelare con una manovra da 27 milioni di euro che sarà varata “entro l’estate”. Dall’altra uno slittamento del federalismo fiscale».

Ora la cosa certa che il federalismo è un punto importante anche per la stabilità di quest’esecutivo. Il ministro Maroni l’ha ribadito pochi giorni fa: «Il federalismo va realizzato. Punto.Bossi è stato chiaro. Se non si fa il federalismo tanti saluti e tutti a casa». Situazione di immobilità che anche il leader del Pd Pierluigi Bersani ha utilizzato per attaccare duramente il Carroccio: «La Lega ha sempre detto “Roma ladrona”. Io rispondo che Roma non è ladrona ma a Roma ci sono dei ladroni e la Lega sta con i ladri di Roma. È ora di finirla di fare tutte le parti Berlusconi lo stanno tenendo su loro. Senza la Lega non ci sarebbe Berlusconi».

Staremo a vedere chi al governo avrà la meglio su questa decisione. Potrebbe essere veramente il federalismo il punto di rottura totale e quindi di caduta del Berlusconi IV? Se fosse cosi le parole di Gianfranco Miglio, ideologo federale della Lega Nord risuonerebbero oggi ancora di più ironiche:  «Bossi di federalismo non capisce un c….»

Comments

  1. marasma

    con il federalismo sono curiosa di sapere cosa penseranno i leghisti che pagheranno lo stipendio alla trota

    • Già mi ricordo che erano abbastanza arrabbiati di doverlo eleggere in una circoscrizione ( Brescia) che non è quella originaria (Varese)