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Diritto di critica | July 20, 2019

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Quell'articolo dimenticato dello Statuto della Lega Nord - Diritto di critica

Quell’articolo dimenticato dello Statuto della Lega Nord

Quando si parla di futuro governo tecnico, di cene ad Arcore tra Tremonti, Bossi e Berlusconi – con il primo a fare da mediatore– ma soprattutto quando si cita il fantomatico Federalismo, si dimentica un dato fondamentale: l’articolo 1 dello statuto fondativo del partito Lega Nord. A dispetto della “coalizione” di governo, infatti, nessuno dei dirigenti del Carroccio si è mai premurato di cambiare o limare quanto recita il documento che sta alla base della Lega:

«Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” – si legge all’articolo 1 dello Statuto – costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana»

Ormai entrata nel cosiddetto lessico politico comune, il nome della Lega non invoca più i “fucili” un tempo minacciati da Bossi per ottenere l’indipendenza né richiama alla memoria le vere intenzioni ultime del partito. Berlusconi e il PdL, dunque, potrebbero essere solo un pretesto o – peggio ancora – uno strumento per acquisire visibilità, notorietà e per far dimenticare il vero obiettivo leghista: non il federalismo ma l’indipendenza della Padania. Il «conseguimento» citato nello Statuto, infatti, implica non un’azione di forza ma una serie di passaggi graduali di cui il federalismo potrebbe essere non il punto di arrivo – come vorrebbero far credere – ma di partenza.

Quanti rispondono a questa osservazione con una scrollata di spalle – figurati se poi lo fanno veramente – dimenticano che questa sottolineatura è un dato di fatto, sottoscritto dai fondatori del Partito, ufficializzato in un qualche studio notarile e mai più modificato dal lontano 22 novembre 1989. La Lega Nord, senza se e senza ma, vuole a tutt’oggi l’indipendenza della Padania. E non a caso il monito del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, al rispetto  per tutti i partiti di governo e opposizione della Costituzione è venuto in occasione del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, una data che dovrebbe ricordare in modo lampante come una formazione della maggioranza ancora oggi ponga le basi del suo agire politico su uno Statuto che invoca la secessione.

C’è poi la questione delle elezioni. La Lega invoca le urne e il pressing su Berlusconi è continuo. A differenza del Pdl, infatti, il Carroccio sembra non soffrire alcuna flessione di popolarità ed è noto che – in caso di vittoria della coalizione – un eventuale premio di maggioranza darebbe al binomio Bossi-Berlusconi ancora più potere rispetto a quanto non ne abbia oggi, con la spina nel fianco dei finiani di Futuro e Libertà. Un potere che – teme probabilmente Berlusconi – sarebbe a parti invertite: con la Lega a timonare e il PdL a far da mozzo.

Comments

  1. Maurizio Landieri

    I palestinesi hanno cancellato dallo statuto la distruzione dello stato di Israele, mentre i padani ancora mantengono quell’articolo.

  2. Cla

    Uahahhahhahaha la lega nn ha mai nascosto il proprio fine ma lo ricorda ad ogni manifestazione!!!padania libera!!

    • Emilio Fabio Torsello

      Giusto: Padania libera, cosi applichiamo la Bossi Fini e la espelliamo dalla Comunita’ europea in men che non si dica

      • Il 70% dei non votanti lega non sarebbero d’accordo, così come non sono d’accordo con alcuna secessione. Lo dico da bergamasco, il cui capoluogo di provincia è chiamato “la città dei Mille”.

  3. Luigi R

    caro trota, ma se alla tua uscita dalla sala del consiglio regionale che ti vede protagonista (per meriti indiscutibili..) in occasione dell’intonazione dell’inno di Mameli tu avessi trovato una schiera di cittadini con quel ditino all’insù come faceva il tuo bravo papà, magari con cartelli inneggianti all’uso della bandiera verde con il sole delle alpi (sic!) per lo stesso scopo al quale verbalmente, sempre il tuo bravo papà, diceva del tricolore…ti sentiresti offeso o tutto procederebbe con le solite litanie sul federalismo, bla, bla, bla?
    E se al tuo inneggiare al “Va pensiero..” qualcuno inneggiasse al “ma va a …” sarebbe offensivo o rientrerebbe in una dialettica cultural-padana che bene ti si confà? Quando attuerete il primo punto del vostro regolamento (indipendenza della padania..) salvo che definiate bene dove comincia e dove finisce la padania? Ma va pensiero….