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Diritto di critica | September 27, 2022

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Le battute di Berlusconi, l'omofobia, il gay pride: il 2010 LGBT (seconda parte) - Diritto di critica

Le battute di Berlusconi, l’omofobia, il gay pride: il 2010 LGBT (seconda parte)

LUGLIO – Sfila il 3 luglio a Roma il gay pride: dalla Piramide a piazza Venezia. Percorso insolito per una manifestazione nata all’insegna di fratture e polemiche interne al movimento lgbt romano. Per la prima volta dal primo pride romano il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli non aderisce al documento politico e non entra nel coordinamento organizzativo.
Alla base della scelta, fatta anche da numerose altre sigle del mondo lgbt romano, c’è una non condivisione “sulle modalità con ci è stato costruito il Pride”. “La manifestazione – spiegano dal Mario Mieli – ha avuto sempre respiro nazionale, quest’anno invece appare provinciale e le rivendicazioni sono blande, al minimo storico”. Lo spirito del nuovo comitato promotore è riassunto nella frase di uno dei suoi componenti che durante un “workshop” organizzativo aveva affermato, parlando del percorso: “basta che non chiediamo San Giovanni ci danno tutto”. In riferimento alle polemiche sorte negli anni precedenti quando l’amministrazione comunale ha negato la concessione della piazza antistante la basilica.
Al documento “Noi non ci saremo”, firmato dalle sigle che storicamente hanno partecipato al pride della Capitale, gli organizzatori rispondono che “se la piazza sarà svuotata la responsabilità sarà di chi ha fatto un’azione simile al boicottaggio, ma noi siamo sicuri che questo non accadrà”.
La sfilata non farà registra grandi numeri, sicuramente non superiori agli anni precedenti, ma non può nemmeno definirsi un flop.
“Le notti brave dei preti gay”: con questo titolo in copertina, dove campeggiano due mani giunte su un rosario con lo smalto alle unghie, Panorama pubblica un’inchiesta sulla vita notturna e sulle frequentazioni con prostituti dei sacerdoti e del Clero romano. Alle immediate polemiche provenienti dal mondo lgbt sul valore giornalistico del reportage, che appare più che altro scandalistico e vuoyeristico, si aggiungono quelle per la reazione del vicariato della Capitale che per “coerenza” invita i sacerdoti gay a “venire allo scoperto” perché “nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici”.

AGOSTO – Il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna ribadisce al Meeting di CL il suo no ai matrimoni gay sottolineando che non è nel programma di governo: ‘Personalmente – spiega Carfagna – sono favorevole al riconoscimento di tutti i diritti di cui le categorie discriminate non possono godere appieno, ma non sono favorevole al riconoscimento delle coppie omosessuali”. Per questo, il ministro ribadisce la sua contrarieta’ alla parificazione del matrimonio tra omosessuali con quello di persone di sesso diverso: ”Non si possono parificare due cose che sono oggettivamente diverse tra loro”.
Il 27 agosto, a Torino, il sinodo delle chiese Valdesi Metodiste, un popolo di circa 40 mila fedeli in Italia, dice sì alla benedizione in chiesa delle coppie omosessuali, alla ricerca sulle cellule staminali di embrioni, al testamento biologico da depositare su apposito registro che le chiese tengono e che e’ a disposizione di tutti i cittadini italiani, a qualsiasi religione appartengano o non. Lo scoglio maggiore e’ stato quello sulle coppie gay su cui è stato raggiunto un compromesso: benedizione ma soltanto ”laddove la chiesa locale abbia raggiunto un consenso maturo e rispettoso delle diverse posizioni”.

SETTEMBRE – Il 7 settembre muore a Bologna Marcela Di Folco leader storica del movimento transessuale italiano. Era nata a Roma e aveva 67 anni, e vesti’ i panni del Principe accolto da Gradisca al Grand Hotel di Rimini nel film “Amarcord” di Federico Fellini. Fu anche consigliere comunale a Bologna.
Da un anno aveva un tumore e all’inizio di agosto era entrata in un ospite. “Non e’ facile annunciare la perdita di una grande persona e non è semplice comunicare il vuoto che lascia – si legge in una nota del Mit (Movimento identità transessuale) – le parole e i discorsi hanno un loro limite, affidiamo ai pensieri, alle emozioni, ai ricordi tutto quello che e’ stata Marcella Di Folco”. E continua: ”compagna, amica, sorella, mamma di tutte/i noi, il Mit perde la leader maxima, la sua traccia essenziale resta indelebile nella storia della nostra associazione e del movimento tutto. Il coraggio con cui ha dedicato la sua intera vita alla dignità e ai diritti di tutte e tutti indistintamente, rende difficile l’elaborazione della sua perdita. Il Mit, il movimento Lgbt, la politica e la cultura tutta perdono oggi una loro parte importante”.
E’ ”sconcertante la proposta di legge del Pd in tema di omofobia e transfobia, mentre un si’ va alla proposta Idv”. E’ quanto affermano in una nota quattro associazioni (Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno) spiegando che dal 15 settembre la commissione giustizia della camera ha ricominciato la discussione in merito proprio ad una legge contro l’omofobia e la transfobia.
”La proposta dell’Italia dei valori rispecchia completamente le nostre richieste, prevedendo l’estensione della legge Mancino ai reati di odio conto la nostra comunità e intervenendo in modo deciso contro le cause che provocano tali atti anziché solo sugli effetti degli stessi. Sconcertante e’ invece la proposta a firma Soro (Pd)”.
”Oltre che per la timidezza della proposta che ben poco serve ad una protezione efficace dalle aggressioni, l’intera proposta si riduce all’introduzione di una aggravante generica, non possiamo non rilevare la scelta del Pd di escludere volutamente dalle già magre tutele i reati contro l’onore, ovvero tutta quella serie di fattispecie di reato, dall’ingiuria alla diffamazione che colpiscono ed intaccano la dignità ed il valore sociale delle persone”, prosegue la nota. ”In pratica e’ come dire che l’onorabilita’ delle persone lesbiche,transessuali e gay vale meno di quella di qualunque altra persona. Si tratta di una discriminazione particolarmente odiosa e oltraggiosa che offende i circa 2 milioni di cittadini italiani glbt. Ci sembra di essere tornati agli anni 60 quando il movimento si affrancava dalla condizione di vergogna e clandestinità e rivendicava la propria visibilità e la propria dignita’. Abbiamo il timore di essere di fronte all’ennesimo provvedimento inefficace e sottolineiamo con preoccupazione il pericolo che la proposta di legge del Pd possa essere adottata come testo base. Siamo certi – proseguono le associazioni  che l’on. Paola Concia, alla quale va la nostra stima e fiducia, saprà scongiurare il pericolo che la proposta di legge del suo partito possa essere adottata come testo base”.

OTTOBRE – Il 5 ottobre, in un’intervista a Vanity Fair in cui parla della sua autobiografia in uscita, Tiziano Ferro fa coming out: ‘Mi voglio innamorare di un uomo”: ”Un paio di anni fa ho iniziato un percorso di analisi. Da tempo non stavo bene, e avevo capito di dover riprendere in mano una serie di cose: dal forzato esilio lontano da amici e famiglia alla relazione col mio lavoro, al rapporto contrastato con l’omosessualita’. Cosi’, dopo due anni di duro lavoro su me stesso, sono arrivato a una conclusione: volevo vivere meglio”.
La scelta di dichiararsi, dopo anni di rumors e a pochi mesi dal coming out di Ricky Martins, riceve il plauso di tutto il movimento gay italiano. “Il percorso sofferto di accettazione, che il cantante ha anticipato con alcune dichiarazioni – afferma il presidente di Arcigay, Paolo Patanè – è  testimonianza di quando omofobia e pregiudizio possano generare inutili e assurde sofferenze”.
Le mamme e i papà della Agedo, l’associazione di genitori di figli lgbt, si dicono commossi e la presidente Rita De Santis lo ringrazia: “le scrivo soprattutto come mamma. Di volta in volta ci hanno fatto sentire genitori di mostri, di viziosi, di pedofili e quant’altro di più turpe esista. Noi abbiamo capito che la diversità è un’inestimabile ricchezza. Grazie, lei ha un impatto importante e attraverso la sua fama potrà rassicurare le persone che hanno paura e porsi come baluardo verso chi, cieco per ignoranza o pregiudizio, ha verso gli omosessuali un comportamento violento, sia verbale che fisico. Oggi come mamma, signor Ferro, sono orgogliosa del suo coming out”.

NOVEMBRE – “”Conduco una attivita’ ininterrotta di lavoro – ha detto pensando di sdrammatizzare la situazione – e se qualche volta mi succede di guardare in faccia qualche bella ragazza… meglio essere appassionati di belle ragazze che gay”. Con queste parole, pronunciate alla fiera del motociclo, a Milano, il premier Silvio Berlusconi scatena su di sé una bufera tale che anche il ministro MAra Carfagna ha sollevato dubbi sull’opportunità di certe “battute”.
ll 12 novembre, a Roma, Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Agedo, Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Mit annunciano la nascita del comitato Europride Roma 2011. L’evento, di cui il Mario Mieli è assegnatario unico da parte di Epoa (European Pride Organizers Association), si svolgerà nella Capitale il prossimo 11 giugno.

DICEMBRE – Per il 20/mo compleanno di Muccassassina arriva in libreria un libro fotografico interamente dedicato al locale più trasgressivo, irriverente e colorato d’Italia, simbolo della gay club culture italiana. Durante la stagione 2010, 21 fotografi sono stati invitati dall’art director Diego Longobardi a ritrarre il meglio delle serate di Muccassassina, organizzate ogni venerdì al Qube Disco Club di Roma. Ovvero fotografare i backstage, le mise delle drag queens, i corpi dei danzatori e dei gogo-boys, i colori della folla.
All’intero del libro non manca anche una sezione dedicata alla storia di Muccassassina, serata di autofinanziamento del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, di cui è stata grande protagonista Vladimir Luxuria per diversi anni sua art director.
La relazione omosessuale di una madre, laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all’affidamento condiviso dei figli, che possono abitare con lei. E’ quanto ha stabilito, il 29 dicembre, il giudice Alessandro Dagnino, del tribunale di Nicosia (Enna), il quale ha respinto il ricorso di un uomo che si sta separando dalla moglie e che aveva chiesto l’affidamento esclusivo dei figli, accusando la donna di avere una relazione omosessuale. Nel ricorso l’uomo aveva affermato che l’omosessualità può far perdere qualsiasi freno inibitore e qualsiasi remora a compiere gesti ambigui e perversi, addirittura in presenza dei figli.

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