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Diritto di critica | November 14, 2019

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L'omosessualità è curabile. Parola di monsignor Rigon - Diritto di critica

“Il problema dell’omosessualità è indotto perché non si nasce omosessuali: la nascita dell’omosessuale, nel senso di disfunzione ormonale o fisica, è rarissima”.  Con queste parole il vicario giudiziale, monsignor Paolo Rigon, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale Ecclesiastico Ligure, riapre l’annoso problema della visione cattolica dell’omosessualità. E ignorando, ancora una volta, che ormai dal 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità ha depennato l’omosessualità dalle malattie mentali e l’ha descritta come una variante naturale dell’orientamento naturale, si riaffaccia dal mondo cattolico la tesi della curabilità dell’omosessualità.

Alla presenza dell’arcivescovo di Genova, e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, monsignor Rigon ha spiegato infatti che ”bisogna dunque prenderla dall’inizio, perché se presa dall’inizio, attraverso la psicoterapia, si può superare”. ”Se la psicoterapia viene affrontata nella prima adolescenza, se il problema si pone, è un problema che si risolve”,  ha detto citando i risultati ottenuti in questo modo dal consultorio familiare della diocesi, mentre ”quando purtroppo l’omosessualità è incancrenita – ha concluso – è difficile”.

Le associazioni Arcigay, Arcilesbica Genova e Gaylib Liguria stanno preparando due esposti, da presentare agli ordini dei medici e degli psicologi, sulle ”gravi affermazioni” di monsignor Paolo Rigon. Il vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico della Liguria è accusato dalle associazioni di avere espresso ”posizioni antiscientifiche secondo cui l’omosessualità va affrontata come una patologia e curata con la psicoterapia”.  “Nel caso si trattasse delle cosiddette Terapie Riparative – e’ la reazione di Arcigay – si tratterebbe di un caso gravissimo, essendo queste rigettate dalle organizzazioni scientifiche, secondo le quali l’omosessualità è una variante naturale normale e positiva della sessualità umana e tali ‘terapie’ sono dannose per chi le subisce, oltre che prive di ogni risultato”.

Per Mario Moisio, referente di Gaylib Liguria, e’ ”gravissimo anche il fatto che sia menzionato un consultorio che affronterebbe questo ‘problema’ e che riuscirebe a ‘risolverlo”’. A tale riguardo, Gaylib Liguria chiede che ”ogni dato, resoconto e informazione relativa alla pratica di tali terapie e dei loro risultati sia resa pubblica e discussa nelle sedi competenti con personale qualificato”. Si tratta, secondo l’associazione, di teorie che non hanno ”nulla di scientifico” e che ”non vanno affatto sottovalutate – conclude Moisio – in virtu’ della possibilita’ di diffusione che posso avere negli strati di popolazione culturalmente meno preparata e meno consapevole”.
Una esposto-denuncia arriverà anche all’autorità giudiziaria dalla Casa della Legalita’ di Genova, una onlus, per le ”espressioni ingiuriose e intrinsecamente capaci di istigazione alla violenza privata per oggettiva concezione razzista”. A presentarlo sarà Christian Abbondanza, presidente della Casa della Legalita’ di Genova, che chiede di ”valutare ogni iniziativa ritenuta idonea a impedire il possibile perpetuarsi dei comportamenti delittuosi”.

Sulla Stampa il vaticanista Giacomo Galeazzi riporta, in proposito, le tesi del teologo Gianni Gennari e quelle del vescovo di Mazara, Domenico Mogavero.
«L’esercizio della sessualità in versione omosessuale è – dice Gennari – una violazione della legge morale ebraico-cristiana, dunque è infondato il richiamo alla sua “naturalità”». La natura umana «non è una natura perfetta, bensì segnata dal limite della peccabilità». Il catechismo parla di peccato originale. «Certe azioni verrebbero “naturali” (invidia, ira, appropriazione delle realtà e delle persone altre a scopo di potere) ma sono peccati», sottolinea Gennari. Perciò «dire che l’esercizio della omosessualità è peccato è parte del dovere di verità nell’ambito religioso dell’etica cristiana».
«Gli atti di omosessualità sono – dice il vescovo Mogavero – intrinsecamente disordinati e contrari alla legge naturale, dunque in nessun caso possono essere approvati, ma ciò non significa che con le persone omosessuali non debbano trovare ascolto e comprensione nella Chiesa».

Nel maggio 2010, a pochi giorni da una conferenza a Brescia dal titolo “Identità di genere e libertà. Due giornate di formazione con Joseph Nicolosi” (psicologo americano noto per il suo impegno nella diffusione delle teorie riparative), l’Ordine degli psicologi della Lombardia ha tenuto a ribadire che “le cosiddette ‘terapie riparative’, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di ‘cambiare’ o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi”.

Il presidente dell’ordine, il dottor Mauro Grimoldi nella stessa occasione ha ricordato che “le più importanti associazioni scientifiche e professionali internazionali, fra cui l’A.P.A. (American Psychological Association), di cui lo stesso Nicolosi è membro, raccomandano di astenersi dal tentativo di modificare l’orientamento sessuale di un individuo e affermano che le terapie di ‘conversione’ o ‘riparazione’ dell’omosessualità sono basate su teorie prive di validità scientifica e non hanno il sostegno di ricerche empiriche attendibili.”
“Pertanto – ha concluso Grimoldi – condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una ‘variante naturale del comportamento umano’.”

Comments

  1. MassimoB

    Ho letto che molti bambini neri alla nascita sono “quasi bianchi”: forse -se presi in tempo- anche loro possono essere curati, e affrancarsi da una triste esistenza ai margini della società…

    A parte gli scherzi, e a parte il fatto che di questi tempi esistono cause enormemente più degne dell’attenzione di un cosiddetto “uomo di dio”, la chiesa dovrebbe riflettere seriamente sul fatto che -se tutti gli omosessuali che la compongono si fossero curati in tempo e fossero guariti- da un bel pezzo avrebbe finito per concedere gli ordini sacri agli uomini sposati, e forse persino alle donne (anatema!!!).

    Il problema della pedofilia, l’altro grottesco elefante bianco che scagazza in mezzo all’aula del Tribunale e che il monsignore finge di non vedere, è un’altro argomento, e probabilmente si presenterebbe anche se tutti i preti fossero di provato orientamento eterosessuale. In questa sede non interessa, ma segnala ancora più drammaticamente l’ottusità della categoria.

    Entro certi limiti, capisco l’esigenza: la gerarchia annaspa nel tentativo di conservare un potere che vacilla. E’ tutto allo sfascio anche per loro, lo sappiamo, lo vediamo.

    Ma l’autorevolezza si conquista in altro modo, non con gli spauracchi, non con il patetico rispolvero di un sapere destituito, non con l’ossessione guardona per ciò che avviene sotto le lenzuola.

    Ridare un supporto etico all’impegno politico, rifondare la morale della convivenza civile e arricchirla dei valori che la motivano, sono necessità cruciali per un popolo allo stato brado. E sono questioni importanti che si gioverebbero non poco delle parole accorte di chi ha scelto di porre la sua vita al servizio della comunità.

    Liberarsi delle intereferenze con la cosiddetta “classe dirigente”, rifiutarne le lusinghe e resistere alle sue minacce, forse non paga gli uomini di chiesa in termini di favori e vantaggi economici immediati. Ma il prestigio e la credibilità ritrovati, anche presso chi non si definisce cattolico o clericale, sono un bene prezioso e forse -nel lungo periodo- un investimento redditizio.

    Quando queste mezze seghe in tonaca e mozzetta l’avranno capito sarà troppo tardi, per loro, ma credo anche per noi tutti.

  2. Loran

    Quello che monsignor ignora o meglio fa finta di ignorare per propagandare l’ideologia sessuofobica del vaticano, è che l’omosessualità non è una disfunzione ormonale o fisica (definizione che scientificamente parlando non ha alcun senso compiuto) ma soltanto una variante della sessualità umana e animale uguale a tante altre presenti in ogni essere vivente.