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Diritto di critica | April 6, 2020

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Elenco ragionato degli insulti di Berlusconi agli elettori di sinistra (e ai gay) - Diritto di critica

Elenco ragionato degli insulti di Berlusconi agli elettori di sinistra (e ai gay)

“E’ difficile che i candidati della sinistra vincano a meno che gli elettori vadano a votare lasciando a casa il cervello“. L’ultimo complimento indirizzato dal premier Silvio Berlusconi agli elettori dell’opposizione è di qualche giorno fa. L’elenco degli insulti  da parte del Presidente del Consiglio a coloro che non fanno parte dei suoi supporter è assai lungo.

Storica, ad esempio, la battuta sui “coglioni” che votano a sinistra. In piena campagna elettorale, nel 2006, Berlusconi così definì chi avrebbe votato i partiti di opposizione. Salvo poi rettificare, ai microfoni di Radio anch’io: “non ho mai, mai, mai offeso gli elettori della sinistra’‘ e ”non ho mai dato loro dei coglioni. E allora – fu la ricostruzione di Berlusconi – dissi: non credo che tra di noi, e ci sono le registrazioni televisive a provarlo, ci possano essere dei colleghi così coglioni da votare contro il proprio interesse”. Il misunderstanding? Tutte mistificazioni della stampa italiana. ”Io – concluse Berlusconi – ho dato dei coglioni, ma parlando con dei colleghi e non sapevo ci fossero le televisioni: era quindi un discorso privato. No, – si corresse – non diciamo privato perché eravamo in diversi, ma era comunquediscorso sul filo dell’ironia”. Già. L’ironia. Sempre lei. La frase, in realtà, era stata questa: “Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare contro i propri interessi”.

E tornando sull’argomento, in un’intervista a Sky, il premier pochi giorni dopo si sfogò: “Gli elettori di sinistra non li avrei mai gratificati con questa espressione di gergo comune e affettuoso, a loro avrei detto ben altro…Non ho dato del coglione agli elettori di sinistra perché se dovessi parlare di loro userei dei termini molto, molto diversi….nulla di ingiurioso ma soltanto vicino alla realtà”. Ironia mista ad affetto.

A fargli eco e dargli manforte, anche l’allora coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. In un’intervista al periodico Vanity Fair svelò che prima del Cav. anche Napoleone aveva dato il buon esempio: “Almeno dal punto di vista storico” sul fatto che i ‘coglioni’ stanno a sinistra ”Berlusconi aveva ragione. Napoleone Bonaparte – spiegò Bondi – per ovviare all’inconveniente dei ‘Sans-coulottes’, che combattevano senzale brache, costrinse i suoi soldati a una divisa molto aderenteche evidenziava la muscolatura delle gambe e gli attributi maschili, e in particolare impose che i coglioni fossero a sinistra, cioè ‘a gauche’. Tanto è vero – prosegue Bondi – che i soldati di Napoleone in Italia venivano soprannominati ‘a gauche’, che in dialetto spesso diventava ‘agost’. Almeno dal punto di vista storico – concluse Bondi – Berlusconi aveva ragione”.

E ancora, chiudendo la campagna elettorale a Napoli, il 7 aprile del 2006 B. ribadì: “Siate sicuri: domenica e lunedi’vinceremo perché non siamo coglioni“.

Il lupo però perde il pelo ma non il vizio. In occasione delle elezioni amministrative del 2007 in Sicilia, a sostegno del sindaco di Palermo, il Cav. la spara ancora una volta grossa: “Se i cittadini non dovessero confermare un sindaco e un buon governo che hanno operato così bene…dovrebbero essere ricoverati per infermità mentale tutti“.

C’è poi la questione dei gay. L’ultima sparata risale al novembre dello scorso anno. Durante una fiera, B. disse di condurre “un’attività ininterrotta di lavoro e se qualche volta mi succede di guardare in faccia qualche bella ragazza… meglio essere appassionati di belle ragazze che gay“.

Il precedente risale invece al 6 febbraio 2007. Mentre era a Monza per la presentazione del candidato alla poltrona di sindaco del centrodestra, Marco Maria Mariani, il Cav. disse scherzando: ”Mi piace il tuo secondo nome perché ha un che difemminile e le donne hanno più intuito, il tipico intuito femminile che gli uomini non hanno e nemmeno i gay…”. Poi la battuta, sottolineata da un grande sorriso ammiccante alla platea: “Ma i gay, lo sappiamo, sono tutti dall’altra parte“.

Tralasciamo, per questione di spazio, tutti gli epiteti attribuiti dal premier ai magistrati, anche loro – in diverse ironie – passabili di test per la sanità mentale. Certo, a questo punto suona strano sentir parlare del “partito dell’amore“. Ma forse, anche qui, a tutti sfugge la sottile ironia.

Comments

  1. riky

    Berlusconi è un buon manager, un buon datore di lavoro. L’unica cosa che stona e che lo fa odiare è quel suo atteggiamento di super uomo, dove si prende la libertà di dire, fare, decidere, insultare, ecc, tutti e tutto. Non sopporto quando si erge sulla folla procamandosi re……….. Vedendolo con Bush sembra un disperato che cerca di salvarsi dal disastro. Non è stato carino il suo discorso con Bush………..

    • franca

      visto che è un buon datore di lavoro VADA A CASA a fare l’imprenditore perchè come politico è UN ROVINA ITALIA………………..

    • Angelo

      Buon datore di lavoro? A Milan Channel stanno per licenziare 35 dipendenti per carenza di denaro ma assumeranno la Polanco per 10’000€ al mese per 10 mesi. Per leggere e-mail.
      (così, per fare un esempio)