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Diritto di critica | August 21, 2019

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All'Aquila riconosciute le "coppie di fatto", avranno una casa - Diritto di critica

All’Aquila riconosciute le “coppie di fatto”, avranno una casa

C’è una piccola baracca alle porte di Paganica, frazione dell’Aquila tra le più colpite dal terremoto del 6 aprile 2009. Qui vive Renzo. La sua storia ha riempito le pagine dell’informazione che conta, portando alla luce un problema sepolto da tempo sotto le macerie dell’indifferenza. Renzo Gambaro ha 67 anni e quella tragica notte di due anni fa ha perso tutto. Pochi secondi e un’esistenza sgretolata, per lui come per tantissimi altri suoi concittadini. Ha scelto di rimanere lì a 800 metri di altezza, con il suo cane e un orticello da coltivare; lui, agricoltore per passione. Ha detto no ad alberghi e sistemazioni temporanee. Senza acqua né corrente, a più di 700 giorni dal sisma, Renzo era ancora lì. Per lui nessuna casa e una sola colpa: quella di essere single. L’assegnazione degli alloggi ha infatti seguito fino ad oggi la logica delle presunte priorità, privilegiando i nuclei familiari a discapito di soggetti non coniugati o divorziati.

Lo scorso 3 giugno è stata sottoscritta la nuova direttiva, inoltrata dal vicecommissario Antonio Cicchetti, che prevede importanti modifiche sulle modalità di assegnazione degli alloggi post-sisma. Secondo la nuova normativa il domicilio dovrà essere garantito anche in caso di nuclei familiari allargati o monocomponente con badante, di soggetto assegnatario investito da sentenza di separazione consensuale o giudiziale, e di nuclei conviventi, ovvero le cosiddette «coppie di fatto». Nove articoli per rimettere ordine tra le procedure burocratiche che ad oggi avevano lasciato senza casa 658 single, soprattutto pensionati, molti dei quali ancora ospitati negli alberghi della costa e definiti dall’Assessore comunale Fabio Pelini “primi nella lista delle priorità”. La direttiva si propone di tutelare in particolar modo gli anziani soli assistiti da badante.

Tra le disposizioni anche quella relativa alla necessità di distribuire gli alloggi ancora liberi non oltre gennaio 2012. Una volta assegnato, l’alloggio dovrà essere occupato dai beneficiari entro 10 giorni, pena la decadenza dell’assegnazione. In caso di rifiuto sarà garantita l’erogazione del contributo per l’autonoma sistemazione. Altro punto importante è dedicato alla “modifica della residenza anagrafica nel comune dell’Aquila”: i nuclei familiari residenti nella città che dopo il sisma hanno modificato la loro residenza anagrafica (rimanendo all’interno del territorio comunale) «conservano il diritto al Contributo per l’autonoma sistemazione o ai contratti di affitto concordato, fino a permanenza dei requisiti».

Nonostante tutto Renzo non avrà ancora la sua casa. Stando ai requisiti previsti dalla direttiva, non rientra in nessuna delle categorie delineate. Lui è solo e nient’altro. Né divorziato, né assistito, né convivente. Continuerà a vivere nella sua baracca ancora un po’, nell’attesa che qualcosa si sblocchi per poter, dopo due anni, ricominciare a vivere.

 

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