Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | November 21, 2019

Scroll to top

Top

Vendola smentisce il referendum: «niente tagli alle bollette dell'acqua». Stesse tariffe dei privati - Diritto di critica

Vendola smentisce il referendum: «niente tagli alle bollette dell’acqua». Stesse tariffe dei privati

«I processi di privatizzazione hanno rappresentato una lievitazione delle tariffe senza giustificazioni. Il profitto su un diritto universale come quello all’acqua è uno scandalo, un delitto, un crimine». L’aveva proclamato solo due mesi fa il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, durante una conferenza stampa convocata all’Acquedotto Pugliese, entrando nel merito di uno dei quattro quesiti referendari del voto del 12 e 13 giugno scorsi, quello sulla privatizzazione dell’acqua. Eppure ora, a distanza di due mesi esatti da quelle dichiarazioni, il risultato positivo del referendum a Nichi Vendola pare non interessare più di tanto. «È indispensabile fare i conti con la realtà – ha detto infatti il presidente della Regione Puglia il 27 giugno, a margine dell’assemblea dell’Acquedotto Pugliese – per non precipitare nei burroni della demagogia: sull’Acquedotto Pugliese abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’efficientamento e su quella proseguiremo. Per questo non abbasseremo le tariffe».

L’acqua pubblica, insomma, in Puglia si pagherà quanto quella privata: un annuncio lapidario che pare annullare di fatto il risultato ottenuto nel referendum del 12 e 13 luglio, quando i cittadini avevano votato per l’abrogazione della norma che consente al gestore, sia esso pubblico o privato, “di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio”. E se per tutta la campagna pre-referendaria gli italiani si erano abituati a vedere un Nichi Vendola combattivo che enumerava gli aumenti delle bollette e l’inefficienza della privatizzazione della rete idrica, certo è che nemmeno il pubblico, in Puglia, promette di essere tanto più economico. E infine, a pagare sono sempre i cittadini, in barba al referendum.

Un’affermazione, quella del presidente della Regione Puglia, che ha suscitato la risposta immediata da parte  del segretario nazionale dell’Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori (Aduc), Primo Mastrantoni, secondo il quale «Vendola prende in giro quanti hanno votato sì al referendum», mentre per Davide Boni – presidente leghista del consiglio della Regione Lombardia – l’atteggiamento di Vendola è disarmante e il presidente «come fosse un teleimbonitore dispensa in maniera superficiale delle perle di saggezza che poi neppure lui è in grado di mettere in pratica».

A spiegare i tecnicismi che stanno alla base della decisione di Nichi Vendola di non abbassare le tariffe dell’acqua del 7% è invece l’assessore alle opere pubbliche Fabiano Amati, che sottolinea come «in Puglia la remunerazione del capitale investito del 7% è un costo: quello che pagheremo ogni anno fino al 2018 sul bond in sterline pari al 6,92% contratto durante la gestione dell’era Fitto». Copertura di un debito precedentemente contratto e non utilizzabile per nuovi investimenti: il prezzo dell’acqua, infine, rimarrà identico a quello precedente al referendum. Eppure di queste questioni tecniche i cittadini pugliesi non erano stati informati prima del voto. Il motivo? «Nessuno me le ha chieste», ha tagliato corto Nichi Vendola.

LA RISPOSTA DI NICHI VENDOLA

Bilancio Aqp. Vendola e Amati: “Risultato straordinario”

“Noi all’indomani della vittoria dei Sì ai Referendum, che parlavano di modalità di gestione del servizio idrico, abbiamo immediatamente portato in Consiglio Regionale la nostra legge di ripubblicizzazione di Acquedotto Pugliese e oggi completiamo un’operazione storica: quella legata all’acquisizione di tutto il pacchetto azionario nelle mani della Regione Puglia”.
Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo questa mattina in conferenza stampa dopo aver partecipato all’Assemblea straordinaria dei Soci di Acquedotto Pugliese, insieme con l’amministratore unico Ivo Monteforte e l’assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati.
“Oggi – ha proseguito Vendola – portiamo un risultato di Bilancio che è straordinario e un risultato di apprezzamento da parte degli attori economici fondamentali anch’esso straordinario. Inoltre, in un contesto in cui l’agenzia di raiting Standard & Poor’s innalza il voto in una pagella che è per tutte le aziende pubbliche molto negativa, Aqp aumenta la considerazione nel mercato internazionale”. Secondo Vendola “da oggi Acquedotto Pugliese non può mai più essere considerata l’icona dello spreco, della corruzione, del pubblico che fa rima con inefficienza. AQP non è più quell’azienda che dava più da mangiare che da bere”.
“Oggi l’AQP – ha concluso Vendola – con l’appalto per la ricerca perdite, con l’appalto per il cambio dei contatori, con la lotta all’abusivismo e alla morosità, con il telecontrollo, con l’internalizzazione della depurazione, è un’azienda che ha riacquistato il proprio orgoglio, un’azienda pubblica che lavora con efficienza ed economicità, Aqp torna ad essere un grande fiore all’occhiello per i pugliesi e per i meridionali”.
“Siamo nel 109esimo compleanno di Aqp e oggi si compie un fatto storico – ha aggiunto l’assessore Amati – la totalità del pacchetto azionario di Aqp è un fatto davvero emozionante che si incrocia con un bilancio che ha prodotto quasi 37 milioni di euro di utile. Questo non era mai accaduto. E questo è un elemento importante considerando anche che oggi l’acqua arriva ovunque, la rete idrica si amplia e si potenzia il sistema di depurazione e sanificazione. Altro dato importante – ha continuato Amati – riguarda l’acquisizione della quota del 13% della Regione Basilicata con le riserve straordinarie di Aqp. Su questa vicenda abbiamo avuto qualche polemica perché si è detto che abbiamo tolto i soldi al Trasporto pubblico locale per acquisire le quote Aqp. Bene, oggi con un emendamento alla legge di assestamento saranno restituiti al trasporto pubblico locale i 12 milioni e 200mila euro che sono serviti per l’acquisizione della quota dell’Acquedotto pugliese detenuto dalla Regione Basilicata. In realtà – ha concluso Amati – è stata una grande operazione di ingegneria finanziaria”. (27.06.2011)

– LA VICENDA BOND/AQP 27.11.2008

 

Comments

  1. Gigi

    Personalmente non credo che sia possibile l’equazione proposta in questo articolo secondo la quale non abbassare i costi delle bollette dell’acqua voglia dire equiparare il sistema pubblico a quello privato.
    Io credo che il significato del referendum consiste nel fatto che se la gestione fosse stata affidata ai privati, questi avrebbero aumentato i costi delle tariffe in ogni momento, quando avrebbero voluto, ed in qualsisasi modo.
    Altra cosa è, secondo me, scegliere (seppur sicuramente infelicemente) di non abbassare le attuali tariffe, ma questo problema può riguardare anche la sanità, l’energia, l’irap, l’irpef, ossia tutte le entrate della regione che acquisisce da parte dei cittadini, questi sono gli effetti delle manovre nazionali, e non di scelte regioanli, secondo me.
    E poi non è che prima del referendum l’Acquedotto Pugliese fosse interamente privato, la gestione degli impianti si, l’acquedotto è una spa, ma la politica delle tariffe non era equiparabile a logiche privatistiche.
    Complimenti per il blog.. :)
    Un saluto

    • Caro Gigi, grazie per il suo commento. Il problema, infatti, è che Vendola ha privato un sistema privato mantenendo le stesse identiche tariffe del privato stesso. Quando durante il referendum diceva ben altro. La scusa? “Nessuno me l’aveva chiesto”. Se le cose stavano davvero così, forse avrebbe fatto bene ad evitare false promesse. Un po’ come l’Irpef, maggiorata il giorno dopo il referendum…

  2. Pasquale

    RACCONTATE BALLE! Prima di tutto non sarà remunerazione, ma costo.

    Bisogna tener presente due cose:
    1. il rincaro del 7% sulla bolletta abrogato dal referendum;
    2. il bond al 6,92% del governo Fitto.

    Si equivalgono quasi per caso; insomma per “merito” di Fitto in Puglia, fino al 2018, pagheremo un bond che annulla i benefici del referendum.

    Vi segnaliamo, a tal proposito, un comunicato del 2008 della Regione Puglia in cui già si faceva notare il problema del bond: http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&id=5552&opz=display

    In sintesi: in Puglia il bond è un costo su titoli ad alto rischio, contratto della giunta Fitto, che pagheremo fino al 2018 nella misura del 6,92%. Tra l’altro Palese disse di aver firmato quel documento senza capire nulla perché scritto in inglese! Un’operazione della giunta Fitto molto discutibile sotto tutti i profili, scellerata, che annulla i benefici in Puglia del referendum abrogativo, almeno per quanto riguarda quel 7% sulla bolletta.

    Vi facciamo notare, inoltre, le dichiarazioni di Fabiano Amati (assessore regionale alle Opere pubbliche):
    “In Puglia, ahimè, il sette per cento non è remunerazione, ma è costo. Ed è rappresentato dal 6,92% che ogni anno Acquedotto pugliese è costretto a pagare per la vicenda del famoso bond contratto con Merril Lynch. Ed è del 6,92% – ha sottolineato – perchè lo abbiamo ristrutturato in tempo, poichè nel paniere dei titoli c’erano i titoli cosiddetti canaglia, fra i quali c’era quello di General Motors”. “Ove non l’avessimo ristrutturato – ha rilevato – oggi qui non saremmo a dire” che il bilancio di esercizio 2010 dell’Aqp si è chiuso “con 36 milioni di utile, ma oggi qui ci sarebbe un amministratore giudiziario per lo stato di decozione della società, quindi per la dichiarazione di fallimento”. “E poichè – ha aggiunto Amati – col referendum è stata abrogata solo la parte relativa alla remunerazione del capitale investito, ma non le parti di quell’articolo del codice dell’Ambiente che si riferisce alla tariffa determinata sulla base del costo di gestione e degli investimenti, quindi da tre voci siamo passati a due a seguito del referendum”. “Allo stato – ha concluso – il nostro piano d’ambito e la nostra dinamica tariffaria non ha il 7% della remunerazione del capitale investito”.

    Cos’è un bond?
    L’obbligazione o bond è un titolo di credito.
    È un prestito concesso dall’investitore all’emittente delle obbligazioni: uno stato, un governo, un ente amministrativo, una organizzazione internazionale o una società privata.
    Quando emette un’obbligazione, l’emittente si impegna a:
    – restituire il capitale scritto sul titolo (valore nominale) alla scadenza del prestito
    – effettuare una serie di pagamenti periodici (cedole) calcolati in base a un tasso di interesse prestabilito

    Qualche dato sull’Acquedotto Pugliese sotto la gestione Vendola:
    In questo momento l’Acquedotto pugliese e’ in grado di vantare performance aziendali eccellenti, tanto che le perdite (fisiche ed amministrative) sono passate dal 61,46% del 2003 al 45,83% del 2010, con un utile che e’ passato da 500 mila euro nel 2005 ad oltre 36 milioni del 2010, mentre gli investimenti hanno raggiunto quota 200 milioni di euro, a fronte di quelli del 2005 che ammontavano a 45 milioni. Aumentano gli investimenti a fronte di una diminuzione delle spese di consulenza, che si sono dimezzate dal 2005 ad oggi(4,8M € nel 2001 – 2,2 M € 2010), così come e’ nettamente diminuito il numero dei dirigenti (54 nel 2001 – 33 nel 2010).

    • Emilio Fabio Torsello

      Caro Pasquale, grazie per aver copiato e incollato il comunicato stampa della Regione Puglia. Che evidentemente qualcosa deve spiegare ai suoi cittadini. L’avessero scritto sotto referendum questo stesso comunicato…forse avrebbero raccontato meno “balle”…Ma la risposta la conosciamo: “nessuno ce lo aveva chiesto”. Ma per favore…

    • Emilio Fabio Torsello

      Curioso poi come si esalti l’acquedotto pugliese. Davvero lei – che evidentemente non vive in Puglia – pensa che la struttura sia ” in grado di vantare performance aziendali eccellenti”? Anche qui: non prendiamoci in giro. L’acqua in Puglia arriva A GIORNI ALTERNI. E i cittadini di Vendola si sono organizzati con le autoclavi per potersi lavare. Un consiglio: queste bazzecole la Regione le raccontasse ai tecnici, non ai cittadini. Nei fatti, l’Aqp resterà a tutti gli effetti una spa, a cominciare dalle tariffe e in barba a qualsiasi referendum.

  3. vincenzo

    salve a tutti. la vecchia amministrazione, che era retta dall’ attuale Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale l’ onorevole Fitto, a causa di investimenti alquanto discutibili e di dubbio interesse, ha lasciato l acquedotto pugliese con debiti ingenti. Non è colpa, quindi, della gestione Vendola, se noi pugliesi siamo costretti a pagare queste tariffe. Anzi, attualmente sono a conoscenza di grossi investimenti, che hanno preso corpo in ammodernamenti delle gestione della rete idrica, al fine di ridurre le perdite d’ acqua dalle condotte principali, come ad esempio il sistema di telerilevamento., conoscendo l ambiente dell Acquedotto Pugliese, avendoci anche lavorato, penso, che l’ attuale gestione sia la migliore a parità di costi, che i cittadini pugliesi si possano permettere. l Acquedotto Pugliese è il più grande acquedotto d’ europa, lo hanno costruito i nostri nonni nei primi de novecento, per portare l acqua dalle sorgenti del Sele in Campania attraverso Km di condotte,ad un territorio arso, che dal Gargano al Salento si estende per 500 Km. per i Pugliesi l Acquedotto Pugliese è un’ istituzione. chi ci lavora lo fà col massimo rispetto verso tutte le utenze. però non nascondo, che a volte in estate a causa della diminuzione degli apporti idrici e dell aumento della quantità di acqua prelevata,causato dalle sempre più numerose presenze di turisti, ci sono spesso disagi. c’ è moltissimo da fare, diamo tempo e controlliamo il lavoro fatto. la gente della Puglia è molto ospitale e aperta ed è felice di ricevere consigli e aiuti. l’ attenzione dei media potrebbe dare grande aiuto alla nostra popolazione, se trattasse problemi, che realmente coinvolghono la popolazione, come lo è quello dell’ inquinamento prodotto dall ILVA di Taranto e da altre pestilenze, che gestite da persone senza scrupoli, avvallate da amministrazioni pubbliche corrotte, sono ampiamente presenti sul nostro territorio ed ogni anno tolgono o rovinano la vita a moltssima gente e distruggono l’ ecosistema circostante. non si può speculare sulla pelle di una regione, solo perchè il presidente di questa ha intenzione di candidarsi come presidente del consiglio. complimenti per il blog. grazie. saluto tutti

    • valeriozurlini

      Sanità, ambiente ed energie rinnovabili. Ovvero il nucleo politico di SEL. Ma gli omissis di Vendola (la gestione dell’acquedotto, la legge regionale sulla diossina, gli inceneritori dati in appalto alla marcegaglia, la chiusura di molti ospedali ed infine il polo oncologico gestito dal sacerdote della chiesa berlusconiana don Verzè a Taranto, ne decreteranno la prematura scomparsa politica.
      In questo video “La risposta di Vendola ai bambini di traranto” postato su youtube, un clamoroso cambio di rotta su temi “mortalmente” seri come la salute dei bambini di Taranto. Si commenta da sè.
      link: http://www.youtube.com/watch?v=hkwpDze-KYo