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Diritto di critica | October 13, 2019

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‘‘Impatto ambientale devastante’’, stop al petrolchimico cinese

‘‘Impatto ambientale devastante’’, stop al petrolchimico cinese

Un portavoce del governo della città di Ningbo ha assicurato che “nessun intervento sarà effettuato sul progetto nel quartiere di Zhenhai, in attesa di ulteriori approfondimenti scientifici”. Le proteste della popolazione, cresciute durante la settimana scorsa con degli scontri, anche, tra cittadini e la polizia, hanno indotto gli investitori a sospendere il progetto di espansione del complesso petrolchimico.

L’azienda è una controllata della Sinopec, uno dei colossi della petrolchimica a livello mondiale. Domenica scorsa, fuori dagli uffici governativi un funzionario ha cercato di leggere una dichiarazione con un altoparlante, ma la sua voce è stata soffocata da quella dei manifestanti che chiedevano le dimissioni immediate del sindaco di Ningbo e il rilascio dei manifestanti detenuti all’interno della struttura. Liu Li, 24 anni, residente a Ningbo, ascoltato dal Guardian, ha detto che la folla non credeva alle dichiarazioni del governo: “C’è poca fiducia nell’operato dell’esecutivo. Chissà se stanno agendo in questo modo per farci desistere dal protestare e, una volta terminate le manifestazioni, proseguire nel lavoro di ampliamento”.

Il governo della città è sotto pressione per cercare di disinnescare le proteste, prima del Congresso del partito Comunista il mese prossimo. Non è chiaro se le autorità locali, una volta terminate le proteste, annulleranno definitivamente il progetto petrolchimico o continueranno nel lavoro di ampliamento quando la pressione dell’opinione pubblica sarà più bassa. Centinaia di persone al di fuori degli uffici governativi, nei giorni scorsi, hanno manifestato nonostante le minacce e le intimidazioni. I reparti antisommossa della polizia hanno arrestato diverse persone. Sei uomini e una donna sono stati portati in Questura, almeno tre di loro sono stati picchiati e presi a calci. La polizia ha anche distrutto cartelli e portato via ai manifestanti bandiere di protesta.

Nella ricca provincia di Zhejiang il dissenso contro il complesso petrolchimico è solo l’ultimo di una serie di proteste. Il timore della popolazione è per la salute soprattutto in luoghi dove si sono registrati miglioramenti nelle condizioni di vita. Le proteste, all’inizio, hanno avuto origine nel quartiere costiero di Zhenhai, dove si trova lo stabilimento petrolchimico. Sabato scorso si è aggiunto il centro città di Ningbo. I residenti hanno riferito che la protesta è diventata violenta dopo che la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni e ha arrestato alcuni manifestanti. Le autorità, dal canto loro, hanno affermato che alcune persone avrebbero disturbato l’ordine pubblico organizzando sit-in di protesta, distribuendo bandiere, volantini e bloccando l’accesso ad alcune strade.

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