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Diritto di critica | May 22, 2019

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Legge anti-Grillo, così il Pd spera di fermare M5S

Legge anti-Grillo, così il Pd spera di fermare M5S

Anna FinocchiaroLa chiamano “legge anti-Grillo”. In realtà si tratta di una norma che, se introdotta, rischia di penalizzare non solo il MoVimento ma anche e soprattutto tutti coloro che vogliano partecipare alla vita pubblica in maniera indipendente.

Una norma necessaria. Da decenni i costituzionalisti chiedono una norma che obblighi i partiti a “istituzionalizzarsi”, cioè a trasformarsi in libere associazioni riconosciute con propria personalità giuridica, per rendere effettivo l’articolo 49 della Costituzione. Nei fatti, però, la tempistica con cui è stata presentata e le indicazioni che contiene, fa sorgere più di un sospetto.

Non tutti i partiti sono uguali. Se è vero che nessun partito finora è un ente con personalità giuridica e che quindi la norma risulta erga omnes, nei fatti il partito che più ne trarrebbe vantaggio sarebbe il Pd, visto che presenta già tutte le caratteristiche necessarie per acquisire personalità giuridica, grazie alla sua struttura decisamente democratica, con un segretario, un direttivo e un’assemblea, tutti organi elettivi secondo il principio della rappresentanza. E gli altri? Per gli altri partiti e movimenti le difficoltà sarebbero notevoli, visto che gran parte di loro sono “personali”. Devono di conseguenza dotarsi di organi elettivi e dei revisori dei conti, oltre a rendere trasparenti e certificati i propri bilanci.

Un ddl anti-Fiorito. La norma, presentata da Luigi Zanda e Anna Finocchiaro, entrambi del Pd, ufficialmente è stata presentata un anno fa (ma rispolverata solo ora) per evitare in futuro si ripetano nuovo “casi Fiorito”, causati da una certa opacità nella gestione dei soldi pubblici da parte di partiti e gruppi parlamentari e consiliari.

Partecipazione a rischio. Tuttavia, se è un vantaggio per tutti che i partiti siano democratici e trasparenti nella gestione dei propri bilanci, il rischio è quello di limitare l’effettiva partecipazione, soprattutto a livello locale, di movimenti e associazioni che operano sul territorio e che talvolta fanno politica attiva occasionalmente all’interno di liste civiche.

Un regalo a Grillo. Ma, al di là di ogni analisi sulla democraticità dei partiti, il ddl rischia di essere un regalo enorme a Beppe Grillo. Nello stesso giorno nel quale il Pd discute sull’ineleggibilità di Berlusconi, qualcuno ha pensato bene di bloccare anche il MoVimento 5 Stelle. Perché non riuscendo a sconfiggere l’avversario con il voto, alcuni nel Pd pensano bene di renderlo inoffensivo. Alla faccia delle priorità di questo Paese. E pensare che ieri nell’agenzia del governo si sarebbe dovuto parlare di disoccupazione giovanile.

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