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Diritto di critica | October 17, 2019

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Attentato a Londra: "Difficile individuare i segnali"

Attentato a Londra: “Difficile individuare i segnali”

Attentato a LondraLa situazione per i servizi di sicurezza britannici risulta sempre più imbarazzante in seguito all’attentato di giovedì scorso a Woolwich, quando due estremisti islamici di origine nigeriana hanno ucciso a colpi di mannaia il venticinquenne militare britannico Lee Rigby.

“Difficile individuare segnali”. Subito dopo il tragico fatto, l’ex direttore dell’anti-terrorismo britannico MI6, Richard Barret, aveva dichiarato alla BBC come sia estremamente difficile prevenire attacchi come quello di Woolwich, nonostante il fatto che i due attentatori fossero già noti ai servizi di sicurezza da ben otto anni. Barret ritiene, inoltre, che questi personaggi siano legati a un piccolo gruppo, senza necessariamente avere contatti oltremare o altri collegamenti più ampi nel Regno Unito, rendendo dunque più difficile la loro individuazione. “Quand’è che una persona che esprime punti di vista radicali o che entra a far parte di un gruppo radicale si trasforma in un violento estremista? Individuare i segnali, le cosiddette bandiere rosse, è molto difficile”, ha spiegato.

Il “limite”. Dichiarazioni che hanno destato molte perplessità nel Regno Unito e le ragioni sono molte: il fatto che un militante esprima visioni radicali ed entri a far parte di gruppi estremisti non sono già elementi sufficienti per una “bandiera rossa”? È proprio necessario attendere che il potenziale violento estremista metta in pratica le proprie “doti”, con relativa tragedia, per poter intervenire? Oltretutto uno dei due attentatori, il ventottenne Michael Adebajo, era già ben noto ai servizi di sicurezza in quanto nel 2006 venne fotografato a una manifestazione di estremisti islamici nei pressi dell’Old Bailey, mentre aggrediva degli agenti di polizia.

Una vecchia conoscenza. Nel 2007 venne filmato all’ennesima manifestazione di estremisti islamici alle spalle di Anjem Choudary, controverso predicatore fondatore del gruppo “al-Muhajiroun”, che avrebbe definito gli attentatori dell’11 settembre 2001 “magnifici martiri”. Adebajo avrebbe infatti frequentato il suo gruppo per diversi anni. Il predicatore ha dichiarato di non vederlo da almeno due anni. Il nome di Choudary compare anche in relazione a Richard Dart, il convertito britannico arrestato insieme a Imran Mahmoud lo scorso aprile mentre pianificava attentati e, secondo il Telegraph, sarebbe stato proprio Choudary ad aver radicalizzato Dart. Anche in quel caso Choudary affermò di non aver avuto rapporti con l’arrestato da almeno un anno. Nel 2010 Michael Adebajo venne poi arrestato in Kenya e deportato mentre presumibilmente cercava di entrare in Somalia per andare a combattere con il gruppo estremista somalo “al-Shabab”. Tutti segnali che, se non possono essere definiti “bandiere rosse”, allora forse è il caso di chiedere ai direttivi dei servizi di sicurezza di stabilirne il legittimo colore.

Un attentatore vicino ai servizi segreti. Sembra inoltre che, a suo tempo, Adebajo fosse stato avvicinato dai servizi di sicurezza britannici, i quali avrebbero tentato di arruolarlo. Fatti che si ripetono, come nel caso dei due attentatori di Boston, Dzhokhar e Tamerlan Tsarnaev, i quali sarebbero stati legati all’intelligence statunitense;  come Mohamed Merah, l’attentatore di Tolosa che nel 2012 uccise sette persone e sul quale circolavano voci riguardo a una sua potenziale funzione di doppio agente. Il cercare di assoldare membri di gruppi legati all’estremismo islamico sembrerebbe, quindi, essere una comune prassi da parte di diversi servizi di sicurezza, i quali però non si rendono conto che tale strategia risulta essere sterile nel migliore dei casi, ma che rischia di diventare estremamente controproducente se non devastante nel caso in cui il “doppio agente” abbia un’ “agenda” differente da coloro che lo hanno ingaggiato. È infatti molto difficile che l’estremista islamico possa essere comprato col denaro dato che il suo zelo non ammette compromessi, soprattutto di tipo economico e al servizio di quel sistema sociale politico ed economico che egli ha il compito di combattere in quanto, secondo la sua interpretazione, prescritto da “Dio”.

Senza dubbio reclutare uomini già presenti all’interno di tali gruppi risulta essere conveniente sia da un punto di vista economico che organizzativo in quanto costano meno rispetto a propri agenti, conoscono già molto bene l’ambiente, non c’è bisogno di alcuna fase preparatoria la quale risulta invece indispensabile per addestrare i propri agenti a comportarsi come i jihadisti. In poche parole molto meno lavoro e molte meno spese; i risultati però sono purtroppo evidenti.

Comments

  1. RIFLESSIONE

    Tralasciando il gesto BRUTALE E DISUMANO di questo CARNEFICE che è, in ogni declinazione del fatto, assolutamente e incontrovertibilmente da condannare senza riserve… vorrei esprimere però un’opinione riguardo alla seconda parte dell’articolo

    QUOTE “È infatti molto difficile che l’estremista islamico
    possa essere comprato col denaro dato che il suo zelo non ammette
    compromessi, soprattutto di tipo economico e al servizio di quel sistema
    sociale politico ed economico che egli ha il compito di combattere in
    quanto, secondo la sua interpretazione, prescritto da “Dio”. UNQUOTE

    SCUSATE non vi sembra più logico pensare che siano arruolamenti di servizi segreti americani, inglesi o filo-americano fatti con lo scopo specifico di sviare l’opinione pubblica? Ovvero che gli Americani-Inglesi sono i Buoni e Tutto il resto il Cattivo?

    Non c’è solo una questione soppressione ideologica, ma anche una politica sottile che da una parte sembrerebbe solo una compravendita tra Denaro e Religione, ma che può nascondere i suoi lati più pertubanti?

    Insomma la Storia insegna che queste trattative meschine e “sotto-banco” ci sono sempre state; Messe in atto da stati che vogliono un controllo totale non solo economico, politico, ma anche sociale (e quasi se non del tutto) mentale del cittadino stesso.