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Diritto di critica | September 23, 2021

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Bruno Vespa: «Tasse all'Aquila? Ci sarà una rivolta e io sarò in testa» - Diritto di critica

Bruno Vespa: «Tasse all’Aquila? Ci sarà una rivolta e io sarò in testa»

«E’ impensabile che i cittadini aquilani ricomincino a pagare le tasse dal primo gennaio dell’anno prossimo. Lo dico al Governo: se succederà ci sarà una rivolta e io sarò in testa a quella rivolta». Parole di buon senso, ma che fanno ancora più scalpore perché pronunciate da Bruno Vespa nella puntata odierna di TV Talk, programma settimanale di approfondimento sul mondo della televisione in onda su Rai Tre. Così, ancora, il conduttore di Porta a porta: «I cittadini abruzzesi non possono già essere costretti a pagare ancora le tasse, diversamente dagli umbri e dai marchigiani che stanno ricominciando solo ora. E sarà rivolta se dovranno farlo dal primo gennaio 2011, così come 2012 o 2013. Da cittadino aquilano non posso pensare che l’esecutivo non ci ripensi». E pensare che gli aquilani avrebbero già dovuto cominciare a pagare i tributi da quest’anno, per poi ottenere solo uno slittamento da parte di una promessa del sottosegretario Gianni Letta dopo la manifestazione tenuta a Roma ques’estate.

Poi, però, l’accusa al Governo Berlusconi scema quando Vespa parla del piano di ricostruzione: «Il Governo deve solo assicurare la copertura finanziaria. E’ un bancomat! Il piano di ricostruzione lo devono redigere i nostri amministratori locali (il sindaco Cialente del PD? ndr), quali case della brutta periferia abbattere, da quali monumenti cominciare, e invece non vedo niente di tutto questo. Da aquilano sono molto soddisfatto dell’opera di ricostruzione che il Governo ha messo in piedi».

Un Vespa inedito sull’argomento del sisma del capoluogo abruzzese, ben lontano dalla tristemente celebre puntata del settembre 2009 di Porta a porta in cui, col Presidente del Consiglio Berlusconi, si celebrava la consegna delle prime casette agli sfollati come dimostrazione dell’attivo supporto del Governo:

httpv://www.youtube.com/watch?v=EUf0a8Q6i8I&playnext=1&list=PLC643F13E930D026D&index=47

E’ bene ricordare, infatti, che i prefabbricati in legno furono donati dal Trentino e dalla Croce rossa.

Per Massimo Bernardini, conduttore di Tv Talk, «Questo Bruno Vespa ci piace di più». Almeno, sentirlo prendere una posizione così netta contro l’esecutivo Berlusconi, rappresenta una notizia.

Comments

  1. Massimo

    E’ stato molto critico ed ha detto cose molto giuste.
    Vorrei però ricordare a chi ha scritto i’articolo che le case per gli sfollati sono (e devono essere) un mero strumento di supporto, legittimamente dovuto dal Governo ai cittadini colpiti dal terremoto.
    Bisogna distinguere, però, tra il “supporto” e la ricostruzione: la (triste?) consegna dei prefabbricati in legno donati da P.A. esterne all’apparato di governo, è avvenuta sempre sotto l’egida del Governo per ovvi motivi! sui tempi di consegna dei medesimi prefabbricati, vorrei far notare che il materiale usato permette una lavorazione in tali casi più veloce ed è per questo che sono state consegnate prima, non perchè sono state donate da enti diversi!
    Per quel che riguarda la ricostruzione, Vespa ha perfettamente ragione: il Governo è un bancomat (e deve esserlo!), però prima di inserire la tessera è giusto presentare un piano di ricostruzione che deve essere redatto dagli enti locali interessati, ossia dalle amministrazioni comunali, dalla provincia e dalla regione colpite dal terremoto; si parla di amministrazioni, non di sindaci, presidenti di provincia o di regione, perchè questo è un discorso puramente amministrativo e non politico, tanto che, atti complessi come questo non passano di certo direttamente dalle mani dei sindaci o dei presidenti di provincia e regione ma dagli organi deliberativi e dagli uffici competenti.

  2. grazie per il tuo commento!
    triste perché il governo si è preso la paternità di un’operazione firmata da altre realtà. ed è stato un peccato.