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Diritto di critica | May 8, 2021

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Crisi nucleare in Giappone: cosa potrebbe accadere nella centrale di Fukushima - Diritto di critica

Crisi nucleare in Giappone: cosa potrebbe accadere nella centrale di Fukushima

Le barre di combustibile di uno dei due impianti di Fukushima non sono più coperte dal liquido di raffreddamento e si rischia la fusione (il collasso) del reattore. La situazione nella centrale nucleare nipponica da giorni sotto gli occhi del mondo, dunque, si aggrava. Il rischio è che il reattore collassi compromettendo anche il guscio di contenimento che per ora non era stato danneggiato dalle esplosioni viste nei giorni scorsi e questa mattina. A riferire queste informazioni sono la società che gestisce l’impianto, la Tepco, e l’agenzia di stampa Jiji. I tecnici della centrale, secondo le ultime informazioni, sarebbero comunque riusciti a iniettare acqua marina nel reattore ma non si potrebbe escludere il collasso dello stesso.

In qualsiasi centrale nucleare a fissione, infatti, dopo lo spegnimento dei reattori il processo di decadimento dei prodotti della fissione prosegue e continua ad essere prodotto calore. Questa reazione avviene all’interno delle barre che contengono il combustibile: si tratta di tubi del diametro di un centimetro e lunghi quattro metri dove il combustibile nucleare si trova in forma di pastiglie. Un accumulo eccessivo di calore può provocarne la rottura, in seguito la fusione del combustibile e quindi la liberazione nell’ambiente di isotopi radioattivi.

Ad aggravare la situazione anche un allarme tsunami – poi rientrato – e una scossa di terremoto di magnitudo 6.2 Richter avvertita alcune ore fa. Nella centrale di Fukushima 2, a dieci chilometri di distanza dalla prima, intanto, la situazione  si è stabilizzata in due reattori su tre. Il terzo continua ad avere diversi problemi.

Secondo le cifre ufficiali, infine, sarebbero almeno cinquemila le vittime uccise dal terremoto e dallo tsunami ma le stime – secondo molti – sono destinate a salire.

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