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Diritto di critica | July 29, 2021

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Grilletto facile nella Roma di Alemanno, sei omicidi solo a giugno - Diritto di critica

Nella Roma di Alemanno si spara. La campagna elettorale fatta dall’attuale sindaco cavalcando i temi della sicurezza appena tre anni fa, sembra ormai uno sbiadito ricordo. Se guardiamo al mese appena trascorso, a Roma ci sono stati sei omicidi (uno ogni cinque giorni) e mentre scriviamo un ragazzo di 29 anni è in fin di vita, massacrato a calci e pugni fuori da un locale nel quartiere Monti.

Il giorno peggiore dell’ultimo mese è quello a cavallo tra il 14 e il 15 giugno scorso. In meno di dodici ore nella capitale vengono uccise tre persone. Nella zona di San Basilio, per motivi legati all’usura, un uomo viene ammazzato a colpi di crick durante una lite in strada. Nelle stesse ore, sempre nella Capitale, un’anziana donna viene uccisa dal nipote che tenta di scioglierne il corpo nell’acido e poche ore dopo Rafael Coen, esponente di spicco della comunità ebraica romana viene ferito a morte da una singola coltellata nell’androne del palazzo dove abitava. L’autopsia dirà che questo secondo omicidio sarebbe opera di un killer professionista.

Il giorno successivo, invece, a Cesano, estrema periferia di Roma, un omicidio-suicidio sconvolge una famiglia di rumeni. A trovare i corpi dei genitori in un lago di sangue la mattina è il figlio di 13 anni.

Il 20 giugno, il cadavere di un pastore italianoucciso a bastonate – viene trovato con le mani legate vicino a una roulotte, all’altezza del deposito giudiziario Pizzuti, all’interno di un fondo agricolo in via Appia Nuova, in zona Quarto Miglio. Alla base dell’omicidio, un debito di pochi euro contratto con un cittadino straniero.

Grilletto facile anche il 30 maggio scorso quando, in perfetto stile mafioso, due persone hanno fatto irruzione in un fast food ‘Burger King’, nel quartiere Tuscolano, invia di Porta Furba, e hanno esploso alcuni colpi di arma da fuoco su un presunto membro affiliato al clan dei Casamonica. Solo il giorno prima, nel quartiere di Primavalle, un romano con precedenti era stato gambizzato mentre la sera stessa, a Cecchina, alle porte della Capitale, un commando aveva fatto irruzione in un appartamento uccidendo due uomini e ferendone gravemente altri due. Una delle due vittime aveva tentato la fuga ma era stata inseguita e freddata nel cortile dello stabile. Secondo gli inquirenti, nel gruppo  di fuoco avrebbe fatto parte anche una vigilessa, figlia di un alto ufficiale dei Carabinieri originario del Cilento, con un fratello ufficiale della Guardia di Finanza e un’altra sorella questore. Secondo gli inquirenti, il padre della donna, insieme con due imprenditori – i fratelli Esposito – si sarebbe visto negare dall’ex sindaco di Pollica, Angelo Vassallo (ucciso a colpi di pistola), il permesso per la realizzazione di uno stabilimento balneare ad Acciaroli. La circostanza assume rilievo alla luce di ciò che dichiarò il fratello di Angelo Vassallo, Claudio, all’indomani del delitto: “Mio fratello – affermò – prima di essere ucciso mi disse che dei personaggi delle forze dell’ordine erano in combutta con personaggi poco raccomandabili”.

Il 10 aprile scorso, invece, a cadere sotto i colpi di uno o più sicari è un imprenditore con precedenti per reati finanziari, Roberto Ceccarelli, freddato in prossimità del Teatro delle Vittorie, in via Col Di Lana, nel quartiere Prati. Gli inquirenti sospettano che possa essersi trattato di un regolamento di conti con la Banda della Magliana. Sempre ad aprile, un uomo di trent’anni, con precedenti per spaccio di droga, è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre rientrava nella sua abitazione di Ostia Lido. Solo poche ore prima, al Tuscolano, due persone a bordo di uno scooter e con il volto coperto dai caschi, avevano esploso tre colpi di pistola di piccolo calibro contro un cittadino romano che viaggiava bordo di una Smart, in via Marco Fulvio Nobiliore. Anche in questo caso la vittima, aveva precedenti per spaccio di droga. Mentre il 14 aprile, sulla Flaminia (altezza civico 872), viene gambizzato coordinatore nazionale di CasaPound Italia nonché consigliere circoscrizionale del XX municipio.

Alemanno, però, nel 2008 vinse la campagna elettorale predicando la sicurezza in città, sull’onda dell’indignazione nata dopo lo stupro e l’accoltellamento di una studentessa del Lesotho, nei pressi della stazione della Storta (in autunno era stata uccisa Giovanna Reggiani). Di quanto Roma non sia una città “per donne” ne parleremo in un prossima puntata. Secondo il sindaco, però, Roma è ancora una città sicura. A noi invece non basta lo spazio per raccontarne il volto più nero.

(* Ha collaborato Virgilio Bartolucci)

Comments

  1. francesco_SMC

    Condivido il messaggio di fondo che a Roma si spara di piu’ e questo inquieta moltissimo.

    Mi sembra forzato attribuirne la colpa al Sindaco a maggior ragione quando gli omicidi vengono classificati come omicidi domestici, regolamenti di conti o pazzie individuali.

    Saluti,

    Francesco

    • Caro Francesco,
      un sindaco ha la responsabilità della vita della sua città e della sua sicurezza. Non può solo avere il compito di rilasciare dichiarazioni e partecipare alle cerimonie… E ricordiamoci: cosa promise Alemanno in campagna elettorale?

    • Marco

      Se posso commentare l’articolo:
      1) l’omicidio di cecchina è avvenuto fuori del territorio comunale romano. Con tutta evidenza si tratta di infiltrazioni mafiose dal sud Italia. Appare fuori luogo non introdurre la notizia con un caveat. Essa infatti non potrebbe essere imputata ad una giunta comunale (ma poi come può una giunta comunale fermare sul serio le infiltrazioni mafiose) fuori dal proprio comune!!!
      2) alcuni fatti di cronaca sono imputabili al problema immigrazione (anche comunitaria ahinoi) totalmente fuori controllo. Fermandomi alle notizie di cui sopra mi riferisco all’omicidio del pastore e all’omicidio-suicidio della coppia di romeni. Questo problema dovrebbe essere gestito a livello comunitario, e non certo a livello comunale.
      Come si può incolpare un sindaco sulle sciagurate scelte dell’Unione europea al momento di far entrare romania e bulgaria?
      3) molti omicidi sono causati dalle cattive condizioni economiche degli individui (ad esempio impossibilità di pagare debiti). Io incolperei di più le pazzoidi politiche della Banca centrale europea (leggasi Trichet) piuttosto che Alemanno…

  2. antonio

    la sicurezza non si promette. Sono d’accordo con Emilio Fabio. è vero che il sindaco non ha colpe dirette, se non quelle derivanti dalle sue promesse non mantenibili. Quindi ricordare cosa fu promesso, sapendo di non poter mantenere, è cosa buona e giusta da fare. Per far svegliare un po’ tutti.

  3. francesco_SMC

    Capisco il vostro messaggio delle promesse non mantenibili e non staro’ qui a difendere il sindaco anche se non mi sembra sia una novita’ .

    Pero’, se ben ricordo, in campagna elettorale si verificarono alcuni episodi di stupri e omicidi legati ad immigrati, prevalentemente romeni, stabilitisi ai margini della citta con queste tragiche conseguenze ed un generale aumento della microcriminalita’.

    Credo che almeno su questo tema Alemanno abbia ottenuto dei risultati. Oppure e’ tutto un fallimento?

    Saluti,
    Francesco