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Diritto di critica | October 24, 2021

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Islanda, il Paese della Costituzione Wiki - Diritto di critica

Islanda, il Paese della Costituzione Wiki

Parola d’ordine: ricostruire la fiducia dei cittadini verso le istituzioni. In Islanda la crisi finanziaria del 2008 ha incrinato l’ottimo rapporto tra elettori e classe dirigente. In base ai sondaggi condotti sull’isola nordica, mai la fiducia nel mondo politico ha toccato percentuali così basse. Solo un anno fa solamente un islandese su 10 dichiarava di avere “grande fiducia” nel parlamento.

Grande sfiducia tra i ghiacci del nord. La sensazione che si respira nel paese dei geyser e di Björk è di forte sfiducia: gli islandesi si sono sentiti per la prima volta traditi da una classe dirigente più incline a favorire i grandi sistemi bancari che ad aver cura delle sorti del Paese. Una totale assenza di trasparenza che oggi invece è invocata nella stesura della nuova Costituzione. Da aprile, infatti, con cadenza settimanale l’Assemblea Costituente pubblica sul suo sito le bozze del progetto. E tutti sono invitati a condividere le loro idee sul sito o attraverso i social network.

Una Costituzione online. Oltre ad essere presente sulla rete attraverso Facebook e Twitter, le sue riunioni sono aperte al pubblico. Non era mai successo prima che il web fosse il motore della realizzazione di una Costituzione nazionale nel pieno rispetto della democrazia partecipata. Alcuni partiti politici in Europa hanno realizzato i propri statuti o la propria carta dei valori attraverso sistemi wiki. Ma mai si è arrivati a tanto.

Una Costituzione moderna in un paese 2.0. Certo, il fatto che l’Islanda sia abitata solo da 320mila cittadini rappresenta di per sé un grosso vantaggio nella realizzazione di un progetto simile. Ma bisogna anche ricordare che il web sull’isola rappresenta ormai un aspetto essenziale della vita quotidiana. Più della metà degli abitanti possiede un account Facebook, e chi non lo ha può partecipare al dibattito sul sito dell’assemblea costituente, visto che più dell’80% delle case islandesi possiede una linea Adsl. Tuttavia, non sarà sufficiente il web: la legge fondamentale dovrà essere approvata con il classico metodo del referendum.

Proteggere le generazioni future. La nuova Carta sarà la prima vera Costituzione islandese. Infatti, dal giorno dell’indipendenza fino ad oggi è rimasta in vigore, con piccole modifiche, quella della Danimarca che ha controllato il Paese fino al 1944. Nel nuovo progetto sono previste importanti garanzie sulla protezione della natura e delle risorse comuni del Paese. Inoltre, di fronte alla situazione sorta con la crisi del 2008, il nuovo testo pone l’accento anche sui diritti delle generazioni future che dovranno essere tutelate anche di fronte all’indebitamento odierno.

Comments

  1. paola f

    Pensando agli Islandesi, mi vengono in mente gli Elfi nel romanzo ” il signore degli anelli.”. una civiltà elevata destinata ad estinguersi..

  2. Berto72

    Ci sono stato l’anno scorso in Islanda. Mi è bastato poco tempo per vedere come le cose possono girare enormemente meglio rispetto che in Italia. Bel posto, bella gente, bella democrazia, il freddo non disturba molto, almeno non come avere Berlusconi e la sua cricca al potere…..abbiamo da imparare ancora noi italiani.