La morte, i proiettili, il sangue, a Roma spuntano i gadget della Banda della Magliana

I gadget della Banda della Magliana. Accendini, magliette e applicazioni per Iphone con i volti di “Bufalo”, “Il freddo”, “Libano”, “Il Dandi” e “Patrizia”. Non manca nessuno: è la mafia cinematografica. Non quella della Piovra, che ancora faceva paura. Ma quella di “Romanzo criminale” dove i protagonisti sono belli, avvincenti, dai nomi accattivanti, capaci di raccontare quel volto macho della mafia che tanto ha affascinato e tenuto incollati agli schermi milioni di italiani nei mesi scorsi. Quasi che la morte e i proiettili delle cosche fossero argomenti di fantasia, nati dalla penna di abili scrittori e registi di noir. Non è così.

La mafia a Roma spara. Si spartisce territori e quartieri. Acquisisce attività commerciali, locali, ristoranti. Pratica l’usura. Ricicla il denaro frutto di traffici illeciti.

E ammazzare a bruciapelo un uomo colto all’improvviso nel chiuso dell’abitacolo della sua automobile, non è “da film”, non è “macho”. Così come quei volti stampigliati sugli accendini con quell’aria un po’ trasandata, quasi fossero maldestri poeti maledetti, ritraggono attori non mafiosi. La mafia è un’altra cosa. E le manette e i proiettili sporchi di sangue raffigurati sui gadget – anche qui – sono finzione. La morte, i proiettili, il sangue, sono altre cose. Sono persone. Persone che rantolano per terra dopo essere state crivellate di colpi, persone uccise con un piano orchestrato e vigliacco di attacco a sorpresa. E quando ne hanno trucidato uno, per i criminali “reali” un uomo vivo da uno morto fa poca differenza. Tutto diventa una “cosa”, da possedere o da buttare. Proprio come un accendino.

Una differenza – quella tra realtà e finzione – che quanti sono nati negli anni Novanta rischiano di non riuscire più a cogliere, data la lontananza nel tempo dei fatti della Magliana e la contemporanea vicinanza delle serie tv. E’ la mafia pop.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress