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Diritto di critica | April 21, 2024

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Nigeria, riesplode la violenza islamista - Diritto di critica

Nigeria, riesplode la violenza islamista

di Andrea Onori

Ieri mattina una forte esplosione ha scosso il centro della città di Maiduguri (Nigeria), capitale dello stato federale di Borno. La città, roccaforte del gruppo Boko Haram, subisce da tempo attacchi spontanei della compagine ribelle. Nonostante ciò, negli ultimi anni, non ha mai subito assalti così massicci e continui. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, l’esplosione, che ha frantumato molte finestre nei quartieri circostanti, sarebbe avvenuta nella zona di Abba Ganaram alle 7, ora locale.

Si riaccende la violenza. Almeno 40 persone sono morte negli ultimi 10 giorni. All’inizio di questo mese, i ribelli hanno anche attaccato il quartier generale della polizia nella capitale Abuja. Il marchio di fabbrica del gruppo è sempre lo stesso: attacco diretto e improvviso con di uomini armati e in moto. Mentre la città si ricopriva di fumo e la gente correva senza una meta, i soldati hanno bloccato alcune strade nel centro della città cercando di catturare i membri del gruppo. Due anni fa, le forze dell’ordine, avevano dimezzato i Boko Haram, uccidendo anche il loro leader, Mohammed Yusuf. Sembravano scomparsi.

Nemici dell’Occidente. I Boko Haram promuovono un islam radicale e proibiscono ai seguaci di partecipare a qualsiasi attività politica o sociale affiliata a società occidentali. Ciò include anche il voto alle elezioni. Il nome ufficiale del gruppo è “Jama’atu Ahlis Lidda’awati Sunna wal-Jihad”, ma i residenti nel nord-est della città di Maiduguri, dove il gruppo ha il suo quartier generale, li chiamano semplicemente i Boko Haram. Nella lingua locale Boko significa originariamente falso ma con il tempo è venuto a significare “l’educazione occidentale”, mentre haram significa proibito.

Il carismatico religioso musulmano Mohammed Yusuf formò i Boko Haram a Maiduguri nel 2002. Il suo obiettivo politico era quello di creare uno stato islamico, e la scuola diventò un terreno importante dove poter partire anche per il reclutamento di jihadisti per combattere lo Stato. Nel 2009 Yusuf fu catturato dall’esercito e consegnato alla polizia. Fu ritrovato morto qualche mese dopo. Il suo corpo fu mostrato dalla televisione di stato come un trofeo, e le forze di sicurezza dichiararono i Boko Haram finiti.

Sconfitti, resuscitano. Con il tempo il gruppo si è riorganizzato promettendo di vendicare la morte del suo vecchio leader. Sotto un nuovo capo, ancora non identificato, lo scorso anno ha attaccato una prigione a Maiduguri, liberando centinaia di sostenitori del gruppo e sferrando attacchi diretti alle istituzioni.

Gli analisti ritengono che la minaccia del gruppo può essere neutralizzata solamente se il governo nigeriano riesce a ridurre la povertà cronica della regione, e costruisce un sistema educativo largo, guadagnando l’appoggio dei musulmani locali.