Crisi finanziaria, il governo senza idee

Un governo senza idee e una manovra finanziaria da anticipare. Già, perché buona parte dei provvedimenti in materia economica approvati a tempo di record il mese scorso, sono stati già vanificati dall’aumento degli interessi sui nostri titoli di Stato. Tutto da rifare dunque.

E mentre nella canicola agostana il governo accetta di sedersi a un tavolo con parti sociali, banche e imprese, gli speculatori restano attivi più che mai (per intenderci: non vanno in ferie come il nostro Parlamento), pronti a mangiarsi un’Italia che ha fatto della guerra di posizione la sua “arma” per sconfiggere la crisi. Risultato: a Parlamento ormai chiuso e deputati in vacanza ci si è resi conto che proprio fermi non si può restare, qualcosa toccherà pure inventarsi per evitare il collasso. Ma come? Mancano le idee, manca un programma strutturato, manca una visione d’insieme. E l’impressione è che anche Tremonti sia rimasto impantanato nel fango della trincea, senza più cartucce da sparare. Sindacati, banche e opposizioni diano allora qualche idea: “Avete la vostra grande occasione!”, sembra suggerirgli il governo.

Anche perché sul tavolo ormai restano due labili possibilità: anticipare quanto previsto dalla manovra per i prossimi due anni oppure rispolverare la tanto temuta patrimoniale, ricordo ormai sbiadito degli anni Novanta (1992, per la precisione). Forse entrambe le ipotesi insieme.

Certo, non è detto che provvedimenti come questi possano risolvere la questione e il caso Grecia ne è un esempio: a fronte di manovre votate all’austerity, gli speculatori hanno continuato a tartassare il Paese. Ma è pur vero che questo immobilismo sta logorando un Paese ormai vittima di un’autoreferenzialità cieca e muta che ha colpito tutti i campi produttivi e i cui risultati si stanno verificando proprio in un momento di crisi come questo.

L’economia italiana non è debole come quella greca? Benissimo, lo dimostri. Il governo sia capace di quello colpo di reni decisivo per evitare il tracollo. Per farlo però servono idee, progetti e intuizioni.

Di Emilio Fabio Torsello

Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006. Mi occupo di tematiche inerenti la legalità, la cronaca giudiziaria (imparando dal "maestro" Roberto Martinelli), l’immigrazione e la politica. Collaboro con il mensile Narcomafie, con alcune testate del Gruppo Sole 24 Ore e in particolare con Il Sole 24 Ore del lunedì e Il Sole 24 Ore "Roma", con Il Fatto quotidiano e con Roma Sette (Avvenire). In passato ho lavorato (stage) presso la redazione Ansa di Bruxelles e ho collaborato con la redazione aquilana dell'AGI e con il portale del sole 24 Ore, Salute24. Sono l'autore del blog EF's Blog, sulla piattaforma Wordpress