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Diritto di critica | May 27, 2024

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Igor Dragar, cittadino del mondo - Diritto di critica

Igor Dragar, cittadino del mondo

Scritto per noi da Cinzia Giorgio

In Italia è conosciuto come testimonial di noti brand made in Italy, come Nutella, Cucine Berloni, Actimel, Fiat Freemont. Stiamo parlando di Igor Dragar, un attore sloveno. In questo momento è in Cina, dove sta aprendo una scuola per giovani attori. Igor è nato in Slovenia nel 1970. A 19 anni ha fondato un gruppo di teatro, il Betontanc e ha cominciato sperimentare le performance del cosiddetto physical theatre, una sperimentazione artistica, che alcuni fanno risalire a Brecht e a Ibsen, e che consiste nel raccontare una storia attraverso il corpo dell’attore. Per dieci anni ha recitato, firmato coreografie e girato in tutto il mondo. fino a quando ha cominciato la sua carriera di modello nel 2008. Grazie al suo passato di attore teatrale Igor viene spesso chiamato come testimonial per gli spot televisivi, soprattutto in Italia. Igor non si è fermato all’apparenza nella sua vita raminga: si è infatti laureato in legge presso la University of Ljubljana. La vita lo ha portato a fare scelte non sempre facili e popolari, per via delle sue forti convinzioni e dei suoi saldi ideali.

Cominciamo da quella che potrebbe sembrare l’ultima domanda: quali sono i suoi progetti per il futuro?

Molti, troppi, forse. Ma ti dirò quelli che mi vengono in mente per primi e a cui tengo di più. Prima di tutto aprire una scuola di recitazione qui in Cina; poi lavorare come VJ per un live aid a Hong Kong per raccogliere fondi per le vittime dello Tsunami; poi finire di scrivere una pièce teatrale che manderà in bestia tutti i politici europei e che sbatterà loro in faccia tutta la loro ipocrisia. Infine recitare in un film di Bollywood, e finire il mio film, perché è da dieci anni che ci lavoro. Ah, un’ultima cosa, riparare il timer della mia Citroen BX 16v.”

Com’è cominciata la sua carriera di attore?

Il primo anno del liceo ho iniziato a frequentare i corsi di teatro della mia scuola. Abbiamo messo in scena il dramma di Ionesco “The Bold Soprano”. Io interpretavo il ruolo di Mr. Smith. Mi è piaciuto così tanto far parte di una compagnia teatrale, che decisi che quella doveva essere la mia carriera. Lo stesso anno ho partecipato ad alcune piccolo produzioni a favore del giorno dell’indipendenza della Yugoslavia. Ricordo che alla fine di quella serie di spettacoli stappai una bottiglia di champagne e la spruzzai addosso agli spettatori. Gli studenti ne erano estasiati, ma siccome le primissime file erano riservate ai professori, alla preside e al nostro regista, abbiamo avuto qualche problemino a spiegare alla preside che lo champagne faceva parte dello spettacolo e che non avevamo intenzione di offendere nessuno degli illustri spettatori! Ripenso con ammirazione al tono che ha usato per replicare alla mia ‘espressione artistica’”. Dopo quell’episodio, la pubertà e gli ormoni hanno preso il sopravvento. Ho cambiato un po’ di scuole e alla fine mi sono diplomato in un istituto d’arte. L’ultimo anno di superiori ho fondato il gruppo teatrale “BETONTANC”. Con i miei compagni si pensava solo di recitare delle poesie nello scantinato della scuola. Mi sbagliavo. Con BETONTANC abbiamo infatti vinto il primo premio in un concorso internazionale di physical theatre a Parigi e abbiamo poi girato il mondo per i successive dieci anni.”

In Italia è diventato uno dei volti più noti degli spot televisivi. Le piace lavorare qui da noi? Cosa pensa del nostro Paese?

L’Italia è stata la nazione dove ho cominciato la mia carriera di modello. Ricordo di essere andato all’agenzia Urban Management a Milano e subito dopo il colloquio mi hanno chiesto se volevo fare un provino per il casting di una pubblicità nella stanza attigua. Chiaramente ho accettato, ho fatto il provino, poi sono salito in macchina e sono tornato a casa. Mi hanno chiamato il giorno dopo, dicendomi di fare le valige perché di lì a due giorni avrei dovuto girare uno spot pubblicitario a Kuala Lumpur. Era lo spot della Berloni. È chiaro perché amo l’Italia, è un Paese che mi ha portato fortuna, perché da voi ho cominciato la mia carriera da attore di spot televisivi. L’Italia ha e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Mi diverte, inoltre, che sebbene l’Italia sia così diversa, da Nord a Sud, la gente che incontro ha sempre un fattore comune: la gioia di vivere! E io rispetto e amo la gente positiva come voi.”

Cosa ha fatto dopo l’esperienza del physical theatre?

Dopo aver smesso di lavorare con BETONTANC decisi che era ora di intraprendere nuove sfide. Ho così scritto un copione, assieme ad alcuni amici del gruppo teatrale. Ho comprato una telecamera digitale e siamo andati tutti sull’isola di Hvar per un mese. Alla fine avevamo ben 18 ore di pellicola grezza e il passo successive era quello di farci lavorarci sopra un editor professionista. Il primo a occuparsene si ammalò seriamente e non poté finire il progetto; il secondo editor si trasferì all’estero e ugualmente non poté finire il lavoro. Decisi così di mettere da parte il progetto del film fino a quando i tempi non fossero maturi… cioè 10 anni più tardi, quando ho deciso di mettermi io stesso a lavorare al progetto e ora il film è di nuovo nelle mani di un editor. Nell’estate del 2012 potresti trovarti ad andare al cinema per assistere a questa bizzarra commedia.”

Come possiamo ben immaginare, viaggia molto per lavoro…

Lavorando a teatro ho imparato ad abituarmi a tutto. Gli hotel e gli aeroporti sono diventati la mia seconda casa A volte mi capita di sentirmi stufo di questo tipo di vita, ma poi se sto a casa per troppo tempo comincio a innervosirmi, avverto la necessità di partire di nuovo. Dipende molto dal tipo di persona che si è, vivere diversamente per me sarebbe reprimere una parte di me stesso, sarebbe andare contro la mia natura e tutto ciò mi renderebbe infelice. Ultimamente ho scoperto gli audio book, posso così ascoltare dei libri che non mi sarebbe molto facile leggere durante i viaggi.”

In questo momento di crisi internazionale, quali consigli darebbe ai giovani attori e modelli che stanno per cominciare la loro carriera?

Sono due cose molto diverse. Quando ho cominciato la mia carriera di modello ero ben lontano dagli standard abituali dell’industria della moda e ora capisco di essere stato estremamente fortunato. Perché ho cominciato tardi e a quell’età nessuno cerca di approfittarsi della tua ingenuità e della tua inesperienza. Per lo meno con me, anche se ci hanno provato, non ci sono riusciti. A volte quando incontro giovani modelli al lavoro, sono sorpreso nel costatare quanto siano ingenui, quanto si lascino influenzare. Si sentono onorati di apparire in tv o sulla copertina di un magazine e non hanno la più pallida idea dei loro diritti. Sono una facile preda per le iene che infestano questo settore. Il mio consiglio per i giovani attori, invece è di non andare nelle accademie drammatiche tradizionali, ma di vivere la vita ed esplorarne le sue mille sfaccettature. Come per tutte le professioni, si deve imparare un mestiere e secondo me, nelle scuole di arti drammatiche si adottano delle tecniche assurde. Sul palcoscenico o di fronte a una telecamera si deve semplicemente essere se stessi, non cercare di capire come reagire se ci capitasse questa o quella situazione descritta nel copione. Quando si comincia a pensare il lampo di genio è ormai passato e chi ti guarda sa bene se sei stato credibile o meno. E qui devo citare un grande sceneggiatore e regista, David Mamet: To learn to do that is to learn to act

Tempo libero, questo sconosciuto?

Se hai un lavoro regolare dalle nove alle cinque allora sì che l’espressione “tempo libero” ti è familiare. Tutto ciò che viene prima dopo quella fascia oraria è il tuo tempo libero. Ho avuto esperienze di lavoro regolare per periodi molto brevi e invidio le persone che vivono così. Tuttavia io sono sempre sul chi va là. Sono sempre in attività, non riesco a fermarmi mai, ecco perché per me lo sport è di vitale importanza nella mia vita. Quando fai surf, box, quando navighi o scii non hai il tempo per le seghe mentali, devi seguire il tuo istinto e fare ciò che lo sport ti richiede se non vuoi farti male. E il corpo odia farsi male…”

Mi dica tre cose che desidererebbe fare nell’immediato futuro.

Non so se tre sia un numero sufficiente… (ride) Vorrei prima di tutto capire il cinese, perché non ho la benché minima idea di ciò che in questo momento stiano dicendo alle mie spalle mentre rispondo alle tue domande. Poi, se il mio conto in banca fosse illimitato non protesterei, ovviamente. Almeno potrei finanziare tutti i miei progetti che sono per ora solo nella mia testa. Di recente ho letto che un gruppo di galassie si sta avvicinando al punto in cui finisce l’universo conosciuto. Ecco, mi piacerebbe poter vedere cosa ci sia al di là dell’universo conosciuto. Oh, e di certo vorrei uno scooter GoPad GTR46i a gas. Sarebbe un vero mostro su due ruote… Scherzi a parte, in realtà vorrei aggiungere qualcosa di estremamente impopolare. Spesso ci dimentichiamo, quando veniamo al mondo, che perdiamo una parte della nostra libertà di poter fare ciò che ci piace, in cambio di uno stile di vita migliore. La democrazia e chi rappresenta questo tipo di governo, ovvero coloro che noi chiamiamo politici e tutto il sistema che ruota intorno alla democrazia, cioè tutto l’apparato burocratico, esistono per lavorare per noi gente comune, per assicurarci un vita migliore e possibilmente felice. Paghiamo le tasse per supportare questo sistema di governo, le stesse tasse che dovrebbero servire a raggiungere lo scopo prefisso dall’ideale democratico. Noi cittadini siamo la ragione per cui questo sistema esiste, è un nostro sacrosanto diritto chiedere ai nostri rappresentanti, coloro che noi stessi abbiamo eletto, di lavorare per il nostro benessere. Ciò che sta accadendo ora è che lavoriamo noi per loro e non il contrario, tutto questo è profondamente sbagliato.”

Comments

  1. G.

    bello, intelligente e socialmente impegnato! ma chi è? meglio di un super eroe!!!!