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Diritto di critica | October 15, 2021

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I cittadini suicidi e l'arrocco della politica - Diritto di critica

I cittadini suicidi e l’arrocco della politica

All’invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ad aver fiducia nel futuro e nell’Italia, nei primi giorni del 2012 hanno risposto una serie drammatica di suicidi, frutto della disperazione e della mancanza di prospettive. Prima un detenuto in attesa di giudizio si è ucciso in carcere, poi un imprenditore fiaccato dalla crisi e dagli inevitabili licenziamenti a cui era stato costretto, infine un anziano cui l’Inps aveva chiesto la restituzione di cinquemila euro: temendo di perdere l’intera pensione, si è tolto la vita. 

Al di là dei proclami di ottimismo di istituzioni e politica (sempre più arroccate e sicure nei loro “fortini”), dunque, l’Italia reale è ben diversa. Lontano dalle stanze del potere si consumano drammi tali che portano alla morte. E come nel 1929 statunitense, le cause sono sempre più spesso legate alle prospettive del sistema Paese. Basti pensare che – secondo l’ultimo rapporto di Sos-Impresa Confesercenti – negli ultimi tre anni hanno chiuso per debiti circa 190mila imprese, una falce che solo nel 2010 ha fatto chiudere 50 imprese al giorno e perdere 30mila posti di lavoro. A questa situazione di stallo della crescita si aggiungono gli attentati – sempre più frequenti – alle sedi di Equitalia, avvenimenti su cui pesa un inquietante silenzio da parte della politica (illusa, forse, di compiacere i cittadini vessati).

Ma lo scarto tra Paese reale e Paese della politica risulta ancora più evidente se si vanno a guardare gli stipendi dei politici, argomento ormai trattato in tutte le salse ma sempre tristemente attuale. Ed è di oggi la relazione della Commissione Giovannini, secondo cui un parlamentare italiano guadagna oltre 16mila euro lordi al mese, contro i 13.500 di un deputato francese, i 12.600 di uno tedesco, i poco più di 10 mila euro di un olandese, i 9.200 di un deputato belga, gli 8.650 di un austriaco o dei “pochi spiccioli” – 4.630 euro – di uno spagnolo. I nostri deputati intascano circa il 60% in più dei colleghi europei, salvo poi andare a mercanteggiare in televisione la necessità di adeguare gli stipendi a quelli dei colleghi dell’Ue: una bufala ad uso e consumo dei media. Il Paese – nel frattempo – muore, le aziende chiudono, gli imprenditori, i pensionati e i carcerati si tolgono la vita. E’ uno scarto che la nostra politica non riesce o non vuole comprendere.

Comments

  1. un pensionato che ha cercato lavoro all’estero deve restituire soldi-chi ha vissuto di privilegi ingiusti e vergognosi quando restituirà?nessun futuro se non si cambia…

  2. Andrea64

    Sono d’accordo Franca, ma si sa, tutti i privilegiati pensano che i loro privilegi siano diritti acquisiti, magari non sanno spiegare in seguito a quali meriti li hanno ottenuti ma di certo sanno di doverli mantenere.Di sicuro poi si schierano dalla parte dei più deboli (vedi i licenziati del ristorante di Montecitorio reo dell’aver adeguato i prezzi della carta a quelli dei ristoranti “esterni”) salvo poi dimenticarsene quando si tratta di mettere mano nelle  proprie tasche!!!