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Diritto di critica | June 22, 2021

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Speciale Siria/1 - Caschi Blu e kefiah, pronte le truppe - Diritto di critica

Speciale Siria/1 – Caschi Blu e kefiah, pronte le truppe

Chi si arma per pacificare la Siria? Il fronte si allarga, dagli Amici della Siria ai Paesi Arabi. In gioco il controllo della Repubblica Araba dopo Assad. La Russia avrebbe già dato il suo consenso a un intervento di Caschi Blu arabi. Dal “basso”, Al Qaeda fa capolino con due bombe a Damasco e ricorda ai siriani di “non cedere” alle menzogne dell’Occidente e della Lega Araba.

La Lega araba – che rappresenta 21 Paesi del Maghreb, del Medio Oriente e della penisola arabica – ha chiesto all’Onu un intervento militare “che imponga il cessate il fuoco” in Siria. Si tratta di creare un corpo di spedizione congiunto, caschi blu e militari arabi, per fermare gli scontri. La Lega araba ha poi riconosciuto il Free Siryan Army come rappresentante legittimo del popolo siriano, assicurandogli aiuto finanziario e politico. Il 24 febbraio i membri della Lega e “alcuni paesi esterni” si riuniranno a Tunisi per definire i piani operativi: per allora assicurano di poter ottenere il via libera di Cina e Russia (Lavrov avrebbe già dato il consenso all’operazione).

 Le ombre dei “volenterosi” arabi. Il documento firmato dai membri della Lega parla anche di sanzioni economiche e diplomazia: basta mediazioni con Damasco, stop agli “aiuti” dietro le quinte. La tirata d’orecchi è per l’Iran, che sta aiutando il presidente Bashar ad aggirare l’embargo con oltre 1 miliardo di dollari di aiuti finanziari. E la vendita, attraverso canali privilegiati in Russia e Cina, di oltre 150mila barili al giorno di petrolio siriano. Ma se le trattative di Teheran non piacciono alla Lega araba, i suoi paesi membri non hanno ancora espulso gli ambasciatori siriani: forse in attesa che si “convertano” a rappresentare il FSA contro Damasco o di un’offerta migliore da Assad.

La partita di Al Qaeda. La questione siriana infiamma gli animi panarabisti. I Fratelli musulmani di Giordania incitano alla Jihad (guerra santa) contro il regime del presidente siriano Bashar al Assad. Un comunicato pubblicato sul sito del movimento religioso recita: “È nostro dovere chiedere a tutti i musulmani di sostenere l’Esercito libero siriano contro l’aggressione delle forze criminali e brutali del regime”. Cerca di cavalcare l’onda anche Al Qaeda. Al Zawahiri ha diramato un comunicato che incita il popolo siriano “a proseguire la rivolta e la rabbia contro il regime di Damasco per installare un governo islamico in Siria”. Senza cedere alle lusinghe dell’Occidente o della Lega araba. Il messaggio imbarazza l’Esercito libero siriano, perché conferma l’infiltrazione dell’organizzazione terroristica nella rivolta: 2 attentati suicidi dei qaedisti hanno ucciso, ad Aleppo e Damasco, oltre 70 persone e un generale lealista.